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Nikolaj Berdjaev

Traduttore: B. Del Re
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: XVI-179 p.
  • EAN: 9788806162436

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    Gufa

    25/06/2009 12.48.24

    Un bel saggio che Berdjaev stesso definisce pneumatologico,ha il compito di svelare in D.lo spirito,la concezione e la conoscenza del mondo,dell'uomo e di Dio.Proprio la dialettica dostoevskijana delle idee è per Berdjaev il principio unitario dell'opera del grande autore russo.La parola è tragica,rivela la miseria del destino umano;è profetica,svela le profondità della natura umana;ed è dinamica,infuocata,nichilistica e dionisiaca,scopre una nuova dimensione dell'essere,quello delle profondità dello spirito,un essere che ha inizio sempre dal sottosuolo,è antinomico,doppio e contrastante.Questo essere all'estremo delle proprie drammaticità,delirante e folle,ha il compito di percorrere un cammino verso la libertà suprema.La libertà può condurre l'uomo all'uomo,e su questa strada egli trova la sua fine e la sua rovina,perché la libertà raggiunta è esclusivamente arbitrio;oppure essa può condurre l'uomo a Dio,e qui egli trova la sua salvezza e il consolidamento definitivo del proprio essere.Berdjaev insiste forzatamente,a mio parere,su una visione marcatamente religiosa di D.Ad un certo punto l'autore pecca di presunzione.Fa dire a D.qualcosa di definitivo che egli non avrebbe mai detto:"Dio esiste perché esiste il male nel mondo">se così è,allora il male è ontologicamente originario rispetto a Dio.Egli esiste solo perché primariamente esiste il male.Egli esiste solo perché è necessario all'uomo.E poi ancora Berdjaev continua "L'esistenza del male è una prova dell'esistenza di Dio.Se il mondo fosse buono e giusto,allora Dio non sarebbe più necessario perché il mondo sarebbe Dio">Ma proprio la necessità in Dio conferma la non esistenza di Dio.Dio in quanto tale dovrebbe esistere prima e al di là del male e non necessariamente.Inoltre,se D.si fosse limitato a questa esclusiva risposta,allora egli rimarebbe solo uno scrittore/artista,ed è vero che-come lui stesso scrisse- fa della cattiva filosofia.Ma D.ha capito che la vita è dinamica e proprio tale dinamismo origina la tragica esistenza dell'uomo.Se esistesse solo il

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    kal-al-akrab

    14/11/2005 12.24.10

    E' un libro per tutti coloro che amano Dostoevskij , per quanti siano stati in grado di intuirne lo spirito , la Gnosi...e per quanti, al contrario, lo pensino come pesante, difficoltoso e VECCHIO. Dostoevskij, il piu' russo tra gli scrittori russi , l'unico attraverso il quale si possa comprendere l'anima del popolo russo , in perenne altalena tra apocalisse e nichilismo . Berdjaev riesce ad essere igneo come le IDEE di Dostoevskij << non prototipi dell'ESSERE , bensi' , DESTINI dell'essere, elementari energie infuocate.>> Nietzsche e Dostoevskij << rappresentano la crisi , il crollo dell'umanesimo ..l'autoaffermazione e la soddisfazione umanistica dell'uomo trovano la loro fine in N. e D.>> così scrive Berdjaev ..la sua analisi appassionata ci induce tutti a rileggere di Kirillov che vuole diventare lui stesso Dio , di Mitia Karamazov atterrito dalla bellezza << la bellezza ( che ) salva il mondo >>. Leggete questo saggio di Berdjaev e ne sarete affascinati

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