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Lisa Corva

Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Anno edizione: 2005
Pagine: 237 p. , Brossura
  • EAN: 9788845412646

Recensioni dei clienti

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    Ziriot

    03/01/2012 13.04.28

    Il libro è centrato sul tema importantissimo della ricerca della maternità. Si intuisce chiaramente il carattere autobiografico, anche se non ufficialmente dichiarato. Purtroppo però l'opera risente del limite strettissimo del'autoreferenzialità. Avete presente quando provate a discutere con una persona che riesce a convogliare ogni qualsivoglia argomento su sé stessa, e per quanto cerchiate di allargare il discorso questa finisce sempre a parlare degli stessi argomenti spiccioli? Ecco la protagonista di questo romanzo! Come incapace di guardare al di là del suo naso, in questo caso del suo ventre. Un'opera come preconfezionata, che non esce dallo stile della rivista femminile, non si apre, non sfonda. Il linguaggio è informale e manca di intensità letteraria, i personaggi poco dimensionali, il finale senza accento e senza grandi storie. Le aspiranti madri forse si sentiranno coinvolte, ma non sembrano realisticamente ritratte.

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    Mariangela

    24/09/2009 16.46.27

    Un romanzo che tenta macchinosamente di congiungere l'imperante filone chick-lit al tema impegnato - e non ancora abbastanza considerato -dell'infertilità. Il risultato è un'opera che risente di tutti i limiti dell'autobiografia - autocelebrazione, mancanza di autocritica, parzialità di prospettive - senza affrontare profondamente il problema, ma divagando su mondanità varia, cappuccini, tacchi a spillo, aperitivi. La protagonista e le sue amiche risultano un'imitazione sbiadita di Sex & the city; il marito è un personaggio ancora meno convincente in un romanzo che è esclusivamente femminile. Nelle convinzioni di Emma e della sua autrice emerge l'idea di maternità come dono immeritato, e l'invidia immediata per ogni nascita e gravidanza. Lo stile leggero come un articoletto patinato risente però di un doppio racconto, dislegato e interrotto fino alla confusione. Per quanto frutto di vissuto autobiografico il romanzo rimane un'opera inconcludente.

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    GRAZIA

    13/11/2008 19.25.13

    IL LIBRO E' CARINO E DRAMMATICO ALLO STESSO TEMPO. AFFRONTA UN TEMA DELICATO QUELLO DELLA STERILITA' DI COPPIA E DELLE "TORTURE" A CUI CI SI DEVE SOTTOPPORRE PER CERCARE DI ACCHIAPPARE LA CICOGNA.SOLO CHI LO HA PROVATO O E' STATO VICINO A CHI SI DISPERA PER UNA COSA TANTO NATURALE PUO' CAPIRE. OTTIMO.

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    giusy

    27/10/2008 17.25.25

    Un romanzo che già nel titolo identifica il suo target esclusivo: aspiranti madri, nel senso di donne in preda al desiderio ossessivo di maternità. Se non appartenete a questa categoria il romanzo non presenta grandi attrattive, anzi risulta quasi irritante. Vi sono tante futili righe su rossetti, tacchi a spillo, grandi firme, locali alla moda e quant’altro. Ma difatti tutto ruota attorno al martellante onnipresente bisogno di maternità. E regolarmente arrivano le svariate caotiche pagine che nell'intenzione dell'autrice dovrebbero essere coinvolgenti: descrizioni di interminabili esami medici, ardue tecniche di fecondazione assistita e postumi fallimentari. Mentre la protagonista fa finta di vivere nonostante tutto una vita piena. Sconsigliato alle donne per cui diventare madri è un semplice desiderio, non una frustrazione. Il romanzo davvero non offre granché.

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    Anna

    09/09/2008 16.21.10

    E’ la storia di Emma, casalinga telematica alle soglie dei 40 in cerca di un figlio che non arriva. Vive una vita molto benestante, marito medico, gite in barca, aperitivi con le amiche, nella cornice della Milano bene, tra sushi e scarpe alla moda e affronta l’infertilità con l’ostinazione di una donna abituata a soddisfare con facilità i propri desideri: cure ormonali, FIVET ripetute, mentre si arrovella nell’invidia delle donne incinte e dei passeggini. La storia poteva essere l’occasione per trattare un tema così complesso con maggiore profondità di valori, invece scivola via tra una battuta e una chiacchera girando a vuoto intorno all’ossessione della maternità mancata. Autobiografico, probabilmente terapeutico per l’autrice, in secondo piano rispetto ad altri libri che hanno affrontato l’argomento.

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    Annalisa

    11/06/2008 12.04.07

    Vero colpo di fulmine per chi come me era vittima del virus dell'Aspirante Madre. Non solo ti fa capire che non sei sola a non riuscire ad acchiappare la cicogna, ma anche e soprattutto che tutto questo dolore può finire: attraversare il fiume. Come? Solo ogni Aspirante può saperlo e il finale non completamente "finito" è l'emblema del continuo evolversi della vita. Dedicato, ovviamente, a chi non riesce ad avere un figlio (non necessariamente il primo!), ma anche a chi gli sta accanto: mamme, sorelle, amiche, consorte.

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    Simona

    09/06/2008 15.17.26

    L'Autrice ha volutamente usato un tono lieve e apparentemente superficiale per descrivere un cruccio del quale non si vuole parlare o se ne parla male e a sproposito: l'infertilità. Il tono lieve è obbligatorio perchè forse è l'unico modo per avvicinare e sensibilizzare chi si è "riprodotto" senza fatica, al mondo dell'infertilità. Le pagine strappano sorrisi e kleenex a chi è aspirante madre, ma anche a chi sta ai margini della caccia alla cicogna (madri delle aspiranti,amiche,colleghe,parenti) coinvolgendo anche gli aspiranti padri. Un libro solo apparentemente frivolo e superficiale che pone l'accento su un piccolo dramma della vita femminile spesso sottovalutato, talvolta anche sbeffeggiato o caricaturato, sicuramente vissuto in completa solitudine con frustrazione e sensi di colpa. La scelta del finale aperto dimostra la sensibilità e l'intelligenza dell'Autrice che non vuole imporre alcuna decisione. Insegna alle aspiranti madri a guardarsi nell'animo per compiere la scelta più adatta alla propria storia personale: rinuncia serena, insistenza o percorsi alternativi come l'adozione. Ma soprattutto la storia di Emma è l'occasione per tutte le aspiranti madri di uscire dalla solitudine della loro condizione, di riconoscere il dolore per un desiderio legittimo che fa fatica a realizzarsi e di lasciarlo fluire, d'incanalarlo come meglio si crede. Il libro ha inoltre una costola, ovvero il blog dell'Autrice, un luogo virtuale nel quale le aspiranti madri si raccontano e s'incontrano anche concretamente, un luogo nel quale possono nascere belle amicizie. Un luogo aperto a tutti nonostante l'apparente circoscrizione dell'argomento. Argomento, quello dell'infertilità, che porta alla riflessione sulla vita in genere. Un libro-consiglio per tutti, da lasciare con nonchalance anche nei centri sterilità o nella sala d'attesa del ginecologo sperando renda più sensibile e compassionevole chi è stato baciata/o dalla cicogna senza fare fatica.

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    micheline

    09/06/2008 09.24.54

    grazie anche a questo libro sono riuscita a spazzare l'amarezza di un bimbo mai nato,la vista di pancioni e passeggini e la compassione della gente.E' divertente ma allo stesso tempo fa riflettere sulla nevrosi di quei giorni in cui tutto si spera ma nulla succede:e cosa accade quando ci si fa prendere dallo sconforto?be basta leggere un buon libro come questo e incontrare tante amiche di avventura sul blog dell'autrice.Micheline

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    Ely

    22/05/2008 10.28.44

    In questo libro Lisa Corva ci fa conoscere tutti gli stadi che una donna attraversa quando decide di avere un bambino che non arriva, dalla determinazione iniziale alla disperazione che si fa sempre più intensa. Emma, la protagonista, decide di lavorare da casa per aspettare la cicogna, e la seguiamo nel suo percorso fatto di visite mediche, esami e tentativi di fecondazione artificiale, ma anche nel suo meraviglioso rapporto con il consorte e con le due storiche amiche del liceo, che danno vita a episodi a tratti esilaranti. L'autrice è sempre lieve e ironica, e riesce a trattare in modo eccellente un tabù come quello dell'infertilità di coppia, di cui si dovrebbe iniziare a parlare di più. Lo consiglio a tutti, alle aspiranti madri per cui può essere di grande conforto, e ai non aspiranti perchè cerchino di comprendere un problema sempre più diffuso e verso cui non c'è grande sensibilizzazione.

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    Alex

    21/05/2008 22.21.47

    Una prospettiva prettamente femminile, e questo prettamente è d'obbligo. E quindi? Una lettura non fruibile agli uomini? Perché no? Certo, magari per affrontare questo romanzo, che ha il forte sapore di una confessione sparata ai quattro venti, un piccolo ripassino (se non addirittura uno studio approfondito) sulla tematica della gravidanza ce lo dobbiamo fare. Emma/Lisa va in profondità, vive il suo dolore senza però volersi far penetrare da esso, piuttosto avvolgere; come se fosse troppo grande da descrivere, e quindi, vogliamo convenire con lei, è meglio ridere. Ridere con le sue amiche, con Anna, con Olivia, con le peripezie del consorte (uno dei personaggi più riusciti. Proprio perché più vero di altri?). Da rileggere, da non potersi godere appieno una volta sola, soprattutto per un lettore e non una lettrice. Le parole scivolano veloci, nevrotiche quasi, petulanti a tratti, come in un monologo agitato alla caffeina. Ma tra le nevrosi, le lacrime e i sorrisi che vogliono coprire il dolore, un elemento ha il sopravvento sugli altri; la forza che viene dal coraggio nel non mollare mai.

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    Claudia77

    16/05/2008 18.09.46

    E' un libro scorrevole e molto spassoso che affronta un argomento serio, la sterilità di coppia, con molta ironia. Ci sono dei punti in cui sorridi molto ed altri in cui ti commuovi. Lo raccomando veramente a tutti.

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    novella

    12/05/2008 15.14.10

    Fra le pagine che ad una lettura superficiale possono sembrare frivole e poco impegnate si nasconde la storia di Emma, e con lei quella di molte donne, che si dibatte fra la vita di tutti i giorni e il suo desiderio irrealizzato di maternità, in un ambiente che non ti perdona di essere sterile, fra annunciazioni di gravidanze e miti di concepimento che ti propinano amici e conoscenti. Il libro è la descrizione senza drammi e con molta ironia delle sensazioni e dei sentimenti della protagonista che si ritrova sballottatta nell'universo della fecondazione artificiale, combattuta fra la voglia di avere un figlio a tutti i costi e quella di riprendere in mano le redini della sua vita, per dimostrare che anche di un'argomento serio come la sterilità di coppia si può sorridere. Lo consiglio alle aspiranti madri perchè imparino ad affrontare il problema con un pò di ironia ma soprattutto a chi sta loro intorno, per comprendere davvero quello che si prova.

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    silvia

    10/05/2008 11.56.30

    Quella di Emma, la protagonista del libro, non è la solita storia alla "Sex and the city". C'è molto di più e le aspiranti madri, leggendola, lo capiscono subito. Ci sono dentro le ansie e le angosce di una donna che non riesce a realizzare il sogno più bello, quello della maternità. Sentimenti che la società spesso chiede di non esprimere, sentimenti giudicati negativi e "colpevoli" da chi non ha mai dovuto affrontare l'esperienza della sterilità. Questo libro è rivolto anche ai parenti e agli amici di una coppia sterile perchè possano comprendere che spesso gesti e parole gettate lì per caso fanno molto più male di quanto possano immaginare. Lo consiglio vivamente.

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    giulia

    10/12/2007 13.27.41

    Opera prima dell'autrice già giornalista, il romanzo è al limite dell'autobiografia e dell'articolo per teenager. La protagonista "senza neanche una ruga" vive vita mondana insieme alle sue amiche belle come attrici; il racconto scorre tra chiacchiere, ricordi, qualche incontro mondano. Una pseudo vita in rosa - un pò vuota in verità -nell'ossessione della maternità mancata. Da chiarire che lo stile è scorrevole, il romanzo si legge velocemente, come appunto un racconto rosa. Rivolto specialmente alle aspiranti madri.

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    Sabrina

    26/07/2006 13.01.17

    è un libro piacevole e velocissimo da leggere ma sullo stesso genere mi è piaciuto di più "baby a porter".

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    Serbilla

    02/01/2006 01.34.42

    La protagonista di questo romanzo dalla copertina rosa, con grafica accattivante, è Emma, casalinga telematica quasi quarantenne che lavora per il Grande Materassaio scrivendo per un portale sul sesso e l'amore, che vive una vita in vitro..cioè..mossa dallo struggente desiderio di avere un figlio, ma anche due tre quattro.. ben vengano, si sottopone a cure ormonali visite mediche e FIVET ripetute, tra un giro in barca e una chiacchierata con le inseparabili amiche della IB, sostenuta dall'amore incrollabile di un marito ('il consorte') olfattologo. La storia potrebbe essere estremamente drammatica ma l'autrice trasforma il tema della procreazione assistita, che conosce evidentemente molto da vicino data l'accuratezza delle descrizioni, in un racconto divertente, ironico e spensierato. In una Milano design fatta di aperitivi, sushi, cappuccini, e scarpe.. il piglio è quello di 'Sex and the City' e le molte pagine scorrono ad una velocità strabiliante. Un romanzo da metro, da ascensore e fila alla posta, che in un paio ti passaggi quasi commuove. A parte un paio di errori grossolani nell'editing, è un libro carino, un passatempo piacevole.. una pausa tra un pensiero e l'altro.

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