Confessioni di un codardo

Charles Bukowski

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 settembre 2009
Pagine: 137 p., Brossura
  • EAN: 9788850218189
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Descrizione
Due coniugi frustrati e squattrinati osservano il proprio fallimento in uno squallido alloggio; un patito dell'ippica trova la puntata vincente per una procace sconosciuta; un "duro" dei bassifondi liquida in un bar un magnaccia venuto a vendicare un torto fatto alle sue protette... Una raccolta di 12 racconti che ripropongono le situazioni più tipiche della narrativa di Bukowski. Si ritrova l'America dei suoi romanzi, marginale, plebea, clandestina, fatta di vecchi bar mal frequentati, di squallidi motel, di tavole calde, ippodromi e autostrade deserte. Si ritrova quell'ironia beffarda, quella volgarità sfacciatamente provocatoria, quel gusto per l'eccesso che continua a stupire e catturare.

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    KidChino

    27/11/2015 21:22:43

    Arrivato al quattordicesimo incontro con Bukowski resto sempre più innamorato di questo autore. Racconti forse un po' sotto la media rispetto agli standard cui sono stato abituato da Hank. Ma nel leggere un racconto come "Vita da barbone" ed "Il suicida" ritrovi tutto il vero spirito del vecchio scorbutico Hank che ancora una volta fa centro.

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    kine

    18/06/2011 18:54:41

    Tre cose su questa eccellente raccolta di racconti, che si differenzia dalle altre: 1- un solo racconto, su dieci, è in prima persona 2- si ride ma le storie sono un più aspre rispetto alle precedenti (sono racconti postumi) 3- sono racconti più lunghi rispetto a tutti gli altri... Bellissimo!

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    Benedetta

    30/08/2006 19:28:24

    Mi sono accostata a Bukowski quasi per dovere: non potevo non avere idea dello stile e della poetica di uno degli scrittori più osannati della letteratura americana contemporanea. Ho trovato questi raccontini piacevoli, ma certo non indimenticabili. Bukowski descrive situazioni routinarie viste con gli occhi di personaggi violenti e mentalmente disturbati. Un solo racconto si innalza decisamente da una mediocrità diffusa: "Il suicida".

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