Traduttore: C. Vitali
Collana: I grandi romanzi
Edizione: 1
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 febbraio 2006
Pagine: 418 p., Brossura
  • EAN: 9788817009690

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Cristianesimo - Teologia cristiana

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    Se già Levoratti o Filoramo indicano nel Battista l'antiprecursore e persino la prima e più dirompente eresia anticristiana, con l'Ipponate si precipita in antri ancora più devastanti. Ne "Le confessioni" Agostino inventa l'entronautismo della teologia positiva/catafatica: Dio sarebbe Colui che "cercavo fuori di me e non ti trovavo, perché tu sei il Dio del mio cuore" (VI,1.1), "tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. [...] Eri con me, e non ero con te" (X, 27.38). O, nel celebre aforisma del "De vera religione, XXXIX, 72": "Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell'uomo interiore." Quest'inabitazione o pericoresi fra umano e divino, che tanto ebbe successo nella mistica soprattutto claustrale, è schiantata già all'interno delle stesse "Confessioni" e con appena 3 parole: Dio è "aliud, aliud valde" (VII,10.16). In questo modo Agostino diventa il padre fondatore della teologia cristiana negativa/apofatica: Kierkegaard nel 1800 parlerà d'"infinita differenza qualitativa", Otto nel 1917 di "ganz Andere", Barth di "totalmente Altro", Heidegger nella "Kehre" di "differenza ontologica", Blumenberg e Pannenberg di secolarizzazione vs. secolarismo, la "teologia della morte di Dio" d'un Gesù ridotto a illuministico e deista modello di virtù morali, fino all'ateismo esplicito, spogliato di qualsiasi edulcorazione. La teologia negativa considera Dio alterità Assoluta rispetto allo status quo, così da negare ogni eventuale intersezione per passato, presente e futuro. Ci condanna e per l'eternità all'inferno dell'assenza dell'Amore. Agostino, rimpallando tra "via affirmationis/positionis" e "via negationis", non considera la "via eminentiae" dell'"analogia entis" e del gradiente di "bello, buono e vero" ch'eppure aveva ereditato dal (neo)platonismo tanto da scrivere la "Meravigliosa gradazione dei beni" nella "Replica a un avversario della Legge e dei Profeti" 1,4.6. Questo testo avvia un "effetto farfalla" verso l'odierno stallo d'ogni ottimismo.

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    "Le Confessioni,senza essere un trattato di antropologia,illustrano il mistero,la natura,le aspirazioni dell'uomo"(M.Pellegrino). In effetti il fascino di questo capolavoro agostiniano proviene dal contenuto di umanità,che la personalità e il genio del suo autore hanno saputo effondere.Forse ognuno vi si ritrova con le proprie debolezze,e soprattutto con le proprie passioni,che Agostino riteneva forze vitali insostituibili,purchè incanalate verso il loro vero fine.Un secondo motivo di attrattiva di quest'opera è la profondità di contenuto filosofico,perchè vengono affrontati alcuni dei più grandi problemi dell'umanità: il problema del Male(quello fisico,metafisico e morale) e il problema del Tempo,in rapporto alla creazione e all'esistenza umana.Ultimo motivo di fascino è lo stile,avvincente e di indiscussa levatura letteraria.Non a caso,le Confessioni sono state definite il capolavoro poetico e letterario di tutto il Mondo Antico.

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