Confesso che ho sbagliato. Ricordi autobiografici - Federico Zeri - copertina

Confesso che ho sbagliato. Ricordi autobiografici

Federico Zeri

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 15 ottobre 2009
Pagine: 171 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830426726
Salvato in 18 liste dei desideri

€ 8,96

€ 16,60
Nuovo - attualmente non disponibile
Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile
spinner

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto sarà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Personaggio singolare, esigente, outsider la cui carriera si è dipanata ai margini delle università e delle consorterie dei musei, Federico Zeri si è imposto per la sicurezza del giudizio, la ricchezza delle analisi e l'intransigenza con la quale non ha mai cessato di denunciare scandali e casi di falsi nell'ambiente artistico. Da molti è considerato successore e pari di Bernard Berenson, il grande connaisseur d'inizio secolo di cui Zeri condivide il metodo. Consigliere e consulente del conte Cini e del miliardario J.P. Getty, frequentatore della nobiltà romana come degli storici più noti della nostra epoca, della buona società londinese come di quella, più eterogenea, di Hollywood, Zeri evoca in una miriade di aneddoti i riti e le follie di un mondo ormai scomparso, ricco di figure affascinanti. Troppo scettico, o caustico, per credere all'opportunità di un'autobiografia, egli consegna qui il racconto di una serie di esperienze, narra la passione che alcuni incontri gli hanno ispirato, rievoca gli umori che certi episodi dimenticati della storia dell'arte del '900 hanno suscitato in lui.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4
di 5
Totale 3
5
2
4
0
3
0
2
1
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Luca Aquadro

    17/07/2019 09:01:31

    "Chi scrive l'autobiografia è spinto spesso dalla paura della morte, dal desiderio di innalzarsi un monumento (...) Ho scelto di ricordare soltanto certi episodi della mia vita, quelli che sono stati i più decisivi (...) per la mia evoluzione interiore." (p. 7) Iniziano così, con un breve proemio sallustiano, le 164 pagine con le quali nel 1995, tre anni prima di morire, Federico Zeri ripercorre la propria vita, un'esistenza avventurosa che, dagli studi di chimica e botanica della giovinezza, lo portò a diventare, quasi per caso, uno dei più grandi conoscitori d'arte di tutti i tempi e un noto polemista e fustigatore dell'Italia di oggi. Il libro è snello, godibilissimo e ricco di aneddoti e offre l'occasione di attraversare il Novecento al di là dell'ambito specifico della storia dell'arte. Scritto a quattro mani con Patrick Mauriès, è fedele a un'abitudine cara a Zeri: rispettare ogni lettore ricorrendo a uno stile semplice e brillante. Insomma, una lettura piacevole e assai utile per chi volesse (ri)scoprire un grande e anomalo Italiano di cui si sente tanto la mancanza. "Mi è poi indispensabile saltare da un libro all'altro, bighellonare in mezzo a vari impulsi, leggere quello che sarebbe doveroso disprezzare o considerare secondario, frequentare le periferie culturali. Non seguo alcuna linea, sono disordinato." (p. 121) "Oggi mi sento disincantato (...) la prima fila nella Penisola è occupata da una classe media arrogante e arrivista" (p. 159) "Leggo, studio, ascolto musica, continuo il mio piccolo lavoro di detective; cerco disperatamente di mettere a posto le migliaia di libri che ormai si sono impadroniti del luogo; ordino la mia fototeca; guardo crescere, morire e rinascere alberi, vigne e fiori che ho piantato più di trent'anni fa. Dall'altra parte del giardino qualche volta mi capita, al tramonto, di contemplare le colline coperte di ulivi, guardate per l'eternità dalle Sfingi di pietra, custodi del luogo, nella dolce luce della campagna romana." (p. 164)

  • User Icon

    Boris Baruffa

    03/01/2018 22:18:20

    Originale come originale e geniale è l'autore. Vera cultura ( nozionismo ed esperienza ) senza puzza sotto il naso. Un maestro che accompagna lo scolaro come un padre ma, senza paternalismo. Insomma aiuta l'ignorante a cambiarsi d'abito!

  • User Icon

    Damiano

    23/12/2009 14:27:39

    È una panoramica dichiaratamente fugace di incontri con personaggi straordinari. Zeri mi ha deluso: mi aspettavo un uomo più interessante, più imprevedibile, un po' meno "perbene". Le sue valutazioni sulle vicende storiche che ha attraversato (soprattutto italiane) sono di una sorprendente superficialità.

  • Federico Zeri Cover

    Federico Zeri (Roma, 12 agosto 1921 – Mentana, 5 ottobre 1998) è stato un critico d'arte italiano.Forrmatosi a Roma presso i Gesuiti (svilupperà una sostanziale antipatia per la gerarchia ecclesiastica, ed un netto agnosticismo), il padre lo avviò allo studio della botanica e della chimica, ma nel 1943 Zeri abbandonò tutto e decise di seguire le lezioni sulla storia dell'arte del professore Pietro Toesca.Nel febbraio 1944 venne arrestato dai fascisti su denuncia di una vicina di casa, che lo accusava di intrattenere rapporti di amicizia con persone notoriamente antifasciste. Condannato a morte, venne liberato grazie all'interessamento di uno sconosciuto, che lo volle aiutare come gesto di gratitudine verso suo padre Agenore, da cui anni prima era stato curato... Approfondisci
Note legali