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Traduttore: M. Marchetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: XII-116 p., Brossura
  • EAN: 9788806192907
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    Lorenzo Panizzari

    07/10/2012 14.37.20

    5 stelle, MOLTA LODE; lo terrò da parte per mia figlia. Sono 19 lettere immaginarie, scritte in un crescendo intellettuale. La lettura è impegnativa perché gli scritti sono per un lettore che l'autore identifica con lo studente medio (per età e cultura) dei suoi corsi universitari. Il grande dono del libro sono ovviamente le riflessioni che induce. L'ho letto tre volte di fila, e sempre sull'ultima pagina mi sono venute le lacrime al pensiero di quanto ho perso. Avrei voluto avere un genitore capace di parlarmi così, e vorrei essere capace di parlare così a mia figlia tra 15 anni. Se siete genitori, non lasciate che i vostri figli piangano scoprendo da soli e troppo tardi questo libro. Il tema trattato è la ribellione positiva, che si oppone all'appiattimento culturale ed all'omologazione del singolo, e che si esprime nel pensare ed agire fuori dal coro, in conformità alla propria coscienza, resistendo alle pressioni sociali spesso ingiuste/infondate ad adeguarti in nome di un bene comune/superiore su cui deve invece prevalere la giustizia; il non adeguarsi comporta l'essere marcato come diverso, a volte isolato, ma questo va accettato e coltivato. Altri temi sono: etica, responsabilità, ironia (arma potente ed intelligente); forza positiva del dubbio contro chi porta verità in dogmi e richieste di asservimento, contro la pace (sociale e delle idee) a tutti i costi (anticamera della dittatura, blocca lo svl sociale), relativismo, ruolo degli intellettuali, concetto e diritto di rappresentatività, le masse ed il loro agire, sondaggi e controllo dei mercati (di tutti i tipi), elitarismo e populismo e loro manifestazioni nella società, collettivismo, chi parla in nome di popolo/masse, viaggiare come arricchimento personale. Pagine splendide sulla religione: autoritarismo legittimato dall'irrazionale, inibitore intellettuale, prodotto falso che deduce le prove dalla conclusione; "non si può diventare liberi pensatori da una posizione genuflessa o prostrata".

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    philo

    28/07/2008 12.24.06

    Ok ogni tanto anche un po di anarchia non fa male.

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