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Jeffery Deaver

Traduttore: V. Ricci
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2012
Pagine: 466 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817056038

Recensioni dei clienti

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    Cooper

    16/09/2015 18.19.07

    Buon libro di Jeffrey Deaver, scritto con quel giusto ritmo che incuriosisce il lettore e lo motiva a sfogliare tutte le 465 pagine. La trama è molto interessante e nonostante sia abbastanza complicata la chiarezza espositiva di Deaver aiuta nella comprensione. Il finale non è dei migliori e forse risulta anche un po scontato. Giudizio comunque positivo.

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    emanuele72

    17/05/2015 09.17.17

    banale e noioso. Forse davvero jeffery ha perso l'estro?

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    Luca

    29/11/2014 01.36.24

    La consulente di Jeffery Deaver,è un libro puttosto insolito per l'autore.Avrebbe potuto essere scritto da John Grisham. Non è proprio un legal thriller,ma poco ci cala.Riesce a mantenere un elevato livello di suspance fino alla fine e a coinvolgere il lettore. Ambientato in un grande studio legale newyorchese,costellato da personaggi torbidi e audaci,intriganti e interessanti.A partire da Taylor,la protagonista,ingaggiata dal proprio capo per indagare sulla scomparsa di una cambiale,legata a un importante affare condotto dallo studio legale. Il libro ruota attorno a tale indagine,e a tutte le mosse di Taylor,che come in una partita a scacchi,cerca di scoprire il colpevole. Come spesso accade nei suoi libri,la soluzione si scoprirà in modo sorprendetente solo a poche pagine dal termine,quando tutte le certezze acquisite si ribalteranno,per lasciare spazio a un inedito stravolgimento di fronte. Intreccio ottimamente congnegnato,in stile Deaver,con l'unica nota negativa di un leggero ritardo nel far decollare la storia:forse all'inizio un paio di pagine potevano essere risparmiate. Questo libro,è una buona fonte di intrattenimento,nè troppo impegnato,nè stancante,ottimo come lettura da mare. I dialoghi sono tutto sommato avvincenti,la credibilità della trama è attendibile,i tempi della narrazione sono discretamente rispettati,a parte l'inizio,dove qualcoSa si poteva risparmiare. Non un Deaver ai massimi livelli,ma nemmeno uno dei peggiori che si ricordi.Non sono d'accordo circa il disfattismo che si è letto e sentito nell'opinione di molti lettori. Un autore non può sfornare continuamente libri fotocopia,per il solo gusto di rievocare le medesime sensazioni dei libri precedenti.Un libro del genere può assolutamente considerarsi come tappa evolutiva di uno scrittore come Deaver,senza per questo considerarsi un appiattimento o per certuni un passo falso. E' più che altro uno scritto alternativo,con un intreccio che diverte,niente più.

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    Fabio

    19/09/2014 11.51.48

    Il peggior Deaver di sempre. Un libro imbarazzante per noia e banalità. Mi chiedo chi abbia avuto il coraggio di permetterne la pubblicazione. Senza parole...

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    rosanna

    08/09/2013 18.21.11

    Distrutta dalla noia.Quasi 500 pagine per un romanzo che non decolla mai,con l'aggravante che,avendo letto quasi tutto di Deaver,il colpo di scena finale te lo aspetti da almeno 100 pagine.Il che significa arrivare stremata alla fine,contenta di aver portato a compimento una impresa difficile.Perchè non l'ho mollato prima? Semplicemente speravo nel colpo di coda di Deaver che ,purtroppo,non c'è stato.Sconsigliato.

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    achi53

    20/08/2013 20.04.47

    purtroppo Deaver ha perso la brillantezza dei primi libri, questo è banale e sembra un libro del peggior Grishman, l'avvocatessa (addirittura una praticante)che diventa una specie di detective di alto livello è veramente assurda.il 2 di voto lo do perchè si rialza leggermente di livello nel finale, (le solite quasi sorprese alla Deaver)anche se qualche dubbio su chi fosse il colpevole mi era venuto verso metà libro. Speriamo che i prossimi siano meglio anche se ho l'impressione che abbia finito la birra.

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    jambo70

    02/02/2013 17.35.20

    Mamma che noia!!! Incredibile...speriamo i prossimi non siano come questo. Altrimenti Jeffry ha terminato la benzina

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    marcopedroo83

    28/11/2012 16.54.40

    Mi è piaciuto! Niente di trascendentale, ma è leggero e scorre in un attimo, la storia tiene incollati e Taylor conquista. Da leggere in due giorni.

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    Claudio

    06/09/2012 16.27.15

    La lettura di questo libro a nulla mi è servita se non ad irrobustire la mia opinione circa la produzione di JD. Confermo che gli unici libri meritevoli di essere letti (e riletti)sono quelli dedicati alle inchieste di Lincoln Rhyme. Mi è parsa assai poco credibile la figura della protagonista che, da praticante in uno studio legale senza esperienza investigativa con un'attività parallela di pianista jazz part-time, si trasforma di punto in bianco in una intrepida Mata Hari (nel libro lei stessa si meraviglia di ciò citando proprio la famosa spia). E con questi presupposti la trama, già di suo blanda e sfilacciata, si trascina faticosamente senza suscitare entusiasmi e poco interesse. La perfidia del genere "thriller" è che talvolta si arriva alla fine solo per la curiosità di sapere "chi è il colpevole". Libri di tematica diversa finiscono ineluttabilmente chiusi a metà e mai piu' riaperti. A meno che non siano stati prestati dalla Biblioteca a costo zero (benedetta sia sempre questa meritoria iniziativa culturale) dove attenderanno pazienti e sornioni un nuovo inconsapevole fruitore. Un punto di stima uno per la sempre piacevole costruzione dello scritto.

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    alexxx

    18/06/2012 10.31.22

    Sicuramente il libro di Deaver che mi è piaciuto meno. Noioso.

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    Robin

    14/06/2012 10.44.35

    All'inizio ho avuto qualche perplessità su questo romanzo. Infatti all'inizio e per quasi metà libro l'ho trovato piatto e forse anche un po' noioso. Poi però il ritmo si è fatto più veloce. Nel complesso è una bella storia che decolla un po' tardi, ma che comunque intriga con una giusta dose di pathos.

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    marcello

    27/04/2012 17.59.27

    E meno male che ci ha rimesso le mani perchè poco convinto ! Si rimane assai poco intrigati perchè sembra di leggere il peggior Grisham. La si tira per le lunghe poi il finale in 15 pagine. Da evitare e da dimenticare

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    daniele palozzi

    15/04/2012 01.47.21

    Il libro come scrive l'autore è un vecchio manoscrito di tredici anni prima e poi rivisitato e migliorato. La scrittura è buona si lascia leggere senza registrare grossi colpi di scena solo nel finale aumenta un pò la tensione con il classico finale alla deaver cioè con risvolti inaspettati. Tutto sommato è un buon libro, ma non che sia tra i suoi migliori

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