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Gianfranco Nerozzi

Editore: TRE60
Collana: TRE60
Anno edizione: 2012
Pagine: 472 p. , Rilegato
  • EAN: 9788867020003
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Recensioni dei clienti

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    giumil

    07/06/2015 08.05.57

    Delusissssima. E' il primo libro di Nerozzi che leggo e devo confessare che l'ho acquistato perché nella fascetta gialla che lo avvolgeva stava scritto"la potenza narrativa di Stephen King"...e io adoro il King narratore al di là delle storie raccontate. Qui lo stile mi sembra alquanto pomposo l'autore sempre alla ricerca della locuzione più arzigogolata, del paragone più improbabile. Leggendo avevo l'impressione di udire la voce narrante del film "Sin city", insomma. Tanto che la storia si è persa in questo mare di verbosità e nelle ultime 20 pagine non ci ho capito più nulla. Mi spiace ma il paragone con King e' davvero forzato.

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    federico

    26/11/2014 13.39.22

    molto deludente...inizio discreto ma la seconda parte è davvero scadente... a fatica l ho terminato sperando almeno in un riscatto finale che ahimè non è pervenuto...

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    andrea

    23/11/2014 09.14.13

    devo essere sincero, il libro è stato una mezza delusione. inizio molto promettente, trama avvincente e misteriosa al punto giusto. poi secondo me l'autore si è perso un pò per strada, forse il romanzo diventa anche eccessivamente lungo per perdersi dietro una trama eccessivamente contorta e meno scorrevole (si finisce anche per parlare di fenomeni paranormali che secondo me non c'entrava niente)...

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    Emanuela

    23/11/2012 19.39.11

    Sono rimasta affascinata dal commissario Negronero e da come Nerozzi ha miscelato le vicissitudini personali del protagonista(il non percepire il dolore, il rapporto con la moglie ed il figlio)con quelle professionali, il lato poliziesco del romanzo. Negronero lotta con il suo nemico, e quando arrivi ad un certo punto del libro e ti chiedi come potrà andare avanti, ti accorgi che il Male è un qualcosa che travalica i singoli individui.

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    Nicola

    08/11/2012 14.10.12

    Trovarsi a recensire un libro quattro mesi dopo averlo letto credo che presenti un rischio, ossia perdere quello spontaneo senso di stupore, meraviglia o anche sdegno che poteva essersi creato al momento della lettura. Però proviamoci senza svelare troppo della storia: Continuum è un PREQUEL, questo avvertimento (valido anche per una delle recensioni quì presenti) ci serve per comprendere il percorso della storia e la sua inevitabile fine. L'ho trovato coinvolgente ed emozionante, mi sono rivisto nel Negronero padre, nel rapporto con il figlio (questo è l'aspetto che, al di là della trama 'nera' mi ha commosso di più) e per lui ho palpitato. La trama è un reticolo di fatti e di situazioni oscillanti tra il poliziesco e il macabro spietato che ti colpisce allo stomaco e che volgono inevitabilmente verso un finale che chi ha letto Il cerchio muto può intuire, ma comunque spiazzante. Molto bella anche la descrizione di Negronero e del suo progressivo estraniamento dal dolore fisico, ma non da quello assoluto, un percorso opposto a quello della sua nemesi, lo spietato Terrano. In definitiva, averne di Nerozzi!

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    Andrea

    23/07/2012 10.01.47

    "Il negretto prese le diecimila lire che gli porgevo e mi allungò i fiori che stringeva con l'artiglio." E' su questa agghiacciante frase, a pagina 97, che ho chiuso definitivamente questo libro. Già mi faceva pena, ma queste poche parole mi hanno convinto a cessare lo strazio. Per chiarezza si parlava di un venditore ambulante, invalido ad una mano... Il commissario Franco Negronero vince la palma quale protagonista più antipatico e insopportabile in assoluto tra tutti i libri che io abbia mai letto. Una specie di tronfio Chuck Norris casareccio: infallibile, imbattibile, insensibile al dolore. Tutte le donne che incontra gli fanno gli occhi dolci, tutti i maschi gli scodinzolano intorno in attesa che il nostro "eroe" getti loro un osso. Situazioni stereotipate, colpi di scena telefonati, personaggi tagliati con l'accetta. Non capisco: Il cerchio muto mi piacque molto, questo libro sembra scritto da un altro.

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    paola

    29/06/2012 17.32.38

    Una lettura che lascia profondamente perplessi. La trama è troppo contorta e anche il finale non svela del tutto il significato dei pensieri e delle azioni dei protagonisti lasciando un senso di "incompiuto"che forse troverà soluzione in un sequel. Nel complesso scorrevole anche se la "tela" che sostiene la storia non è, come già detto, così semplice da intravedere.

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