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Ilaria Bernardini

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2011
Pagine: 189 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018367

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    talita84

    04/10/2014 00.16.12

    Questa recensione non volevo scriverla ma, poiché vedo che qui, a dare voti alti a questo pessimo romanzo ci sono genitori di piccole ginnaste, allora ritengo sia il caso di chiarire una cosa: da ex ginnasta, francamente un libro come questo mi mette i brividi. Non per la trama, che vorrebbe essere una specie di thriller psicologico e neanche ci riesce, ma per l'enorme quantità di luoghi comuni sbagliati che l'autrice rovescia sulla carta. La piccola protagonista, con il suo carico di angoscia, speranze e timori, è l'unico persoanggio credibile e che si fa ricordare con piacere, tutti gli altri sono stereotipi puri. In primis la fgura della coach: come sa chiunque abbia davvero praticato sport a livelli agonistici, l'allenatore è l'unico e solo capobranco del gruppo. Se non è così, allora non è uno che può dirigere la squadra nazionale. I genitori delle piccole ginnaste stiano pure tranquilli. Questo libro non parla di ginnastica, è solo un thriller (brutto) che ha per sfondo questo sport. La ginnastica vera è tutt'altra cosa e se non vi fanno assistere agli allenamenti delle vostre figlie (come era norma e regola ai miei tempi) non è per non mostrarvi il loro inesistente "lato oscuro", ma per impedire a voi di tirare fuori il vostro, lasciando le ragazze ad allenarsi in santa pace. Peccato che nessuno lo abbia detto prima alla Bernardini...

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    Fabio

    18/11/2012 09.38.15

    Un buon libro caratterizzato da una storia avvincente. Molto bella l'immagine che l'autrice offre del mondo della ginnastica vissuto da una ragazzina che affronta una settimana in vista delle qualificazioni olimpioniche. Peccato per il finale, a mio avviso un po' eccessivo e fuori rotta. Personalmente mi piace molto lo stile di Ilaria Bernardini, avevo letto i Supereroi che considero un gran libro ed il suo migliore. Molto godibile e consigliabile però anche questo.

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    piri

    08/11/2011 14.36.16

    concordo pienamente con taty la storia non è male, e anche moderna...ma il testo poteva essere scritto molto meglio, ad iniziare dall'uso corretto dei verbi. Sono forse una nostalgica e mi piacciono i libri scritti bene e non parlati male!

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    ant

    30/07/2011 08.29.10

    L'autrice, prendendo spunto da uno sport che è quasi l'esempio più fulgido della grazia, della soavità, della dinamicità, dell'eleganza cioè la ginnastica artistica(in questo caso femminile, perché le protagoniste del testo sono delle ragazze) traccia un quadro sociale e comportamentale sia adolescenziale che della ns società che è a dir poco..terrificante! La trama: una squadra di ginnaste italiane si reca in Romania per delle gare,ed è brava l'autrice a descrivere le peculiarità e le originalità delle componenti del team, con i loro sogni, le loro aspettative, i loro desideri etc Allo stesso tempo la scrittrice ci sa regalare anche pagine thriller, perché la campionessa più temuta sia come bravura che come aspetto fisico(l'invidia della bellezza altrui è molto ben delineata..)dalle nostre connazionali, la rumena Petrika, ad un certo punto sparisce... Io mi volevo soffermare sull'aspetto psicologico del libro, e cioè la capacità della Bernardini di far prorompere da queste pagine tutta una serie di piccole grandi vessazioni che queste piccole grandi atlete devono(o vogliono) subire in funzione di una medaglia o di un titolo che magari non arriverà mai. La palestra vissuta da alcune ginnaste peggio di una caserma punitiva, ruoli da rispettare(mai criticare la capobranco) incidenti terribili dietro l'angolo(fratture di colonne vertebrali e di ossa a gogo) esorcizzate..parlandone, perché solo così non avverranno mai!!Critiche feroci ad atlete di altri paesi(le rumene e le cinesi..viste come schiave o fenomeni da baraccone, intanto temutissime e quasi invitate a cadere e spaccarsi tutte le ossa) Dicevo una descrizione terrificante di quello che potrebbe sembrare un ambiente da angioletti e invece... (ps mia figlia fa ginnastica artistica a livello agonistico vi lascio immaginare dopo aver letto ciò come sto... agli occhi miei nella palestra di mia figlia non è così però...) Bel libro x riflettere

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    taty

    25/05/2011 10.05.03

    non male... storia carina e diversa dalle altre... pero' c'è un po' di confusione in qualche punto... poteva essere scritto un po' meglio

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    laura

    26/04/2011 08.26.54

    Salve, sono un'insegnante e ho praticato la ginnastica artistica sin da bambina. Leggere questo libro è stata per me un'esperienza molto forte anche per la maniera intensa di definire i personaggi, nel pieno della loro crisi adolescenziale. Il giorno delle gare è un momento magico ben descritto e, la protagonista, trova nella ginnastica una sua nicchia dove rifugiarsi dal mondo esterno fatto di delusioni e problemi. Io credo che questo libro sia entrato nel vivo rispetto al mondo della ginnastica artistica e, per questo, da quando l'ho finito ho dovuto rifletterci a lungo perchè lascia un segno. Non ho condiviso il modo di vedere la coach che,generalmente e soprattutto in alti livelli, è sempre rispettata e considerata . Per il resto lo consiglio sia come insegnante che come mamma anche a chi non conosce questo sport. Laura

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