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Augusten Burroughs

Traduttore: G. Scocchera
Collana: 24/7
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 296 p., Brossura
  • EAN: 9788817025225
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Recensioni dei clienti

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    mariaci

    18/07/2012 12.58.57

    Storia strana quella narrata in questo libro.. leggermente difficile per i troppi nomi e ruoli da ricordare. Si legge bene, e a tratti si è curiosi di sapere quel che accade dopo.. solo per conoscere cos'altro può accadere al protagonista! Ne è stato ricavato un film...

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    G.

    11/04/2010 23.07.51

    Di questo libro leggo, tra le recensioni, quasi più sconcerto ed offesa che critica o comprensione. M'è capitato(tra gl'altri) con "Il Giardino Di Cemento", di McEwan, tra gl'ultimi romanzi che io abbia letto ed ammirato. Per questo, come per il precedente, leggendo livorose e ferite recensioni, mi domando se il disappunto della gente non derivi, piuttosto che da un atteggiamento critico, dall'acquisita incapacità di tollerare la durezza d'una narrazione priva di consolazioni e tecniche ruffiane. Burroughs non scrive consolazioni né favole morali, sicuramente, ma io non ho ancora letto da nessuna parte che scrivere romanzi o racconti debba essere consolante o edificante. Nemmeno la vita lo è. Non diventerà certo il mio autore preferito, Burroughs, ma spendo volentieri soldi e tempo per libri onesti e sinceri come questo: libero chiunque di trovarlo inconcludente o inverosimile solo perché non ricalca copioni già noti descrivendo personaggi già descritti in storie già scritte. A far questo ci pensano già, e vendon molto, scrittori consueti in libri ordinari. Questioni ispirazione (quella di chi scrive) e di gusti (quelli di chi legge). Io un libro come questo lo metto, e volentieri, vicino a quelli (scomodi) di Dan Fante e McEwan: che non consolano chi li legge, e non gl'accarezzano le orecchie come ad un cane docile e mite. Di Burroguhs, attaccandolo, si dimostra di non averne colta l'ironia (perfino eccessiva, secondo me) ed anche questo è davvero ironico..

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    manu

    12/11/2009 16.16.25

    Questo libro mi ha a dir poco scioccato. C'è qualcuno che l'ha trovato divertente? Io non ho riso mai, a volte é capitato qualche sorriso amaro, anzi amarissimo, ma non direi mai che é un libro che fa ridere. Non c'è proprio niente da ridere, in tutto quello che ha scritto. Soprattutto la parte iniziale l'ho trovata un pugno nello stomaco, tragica, insostenibile, triste, disgustosa. E' vero che verso la fine migliora questo senso di disgusto, amaro in bocca, tristezza e rabbia insieme, forse la crescita del ragazzo e un certo distacco piu' palpabile in lui, una certa ironia in piu', una certa forza e rilassatezza che traspaiono chiaramente dalla sua maturazione, rispetto al trauma iniziale del bambino, descritto benissimo tra l'altro, fanno un po' sciogliere e attutiscono tutte le sensazioni negative provate prima. E' un libro strano. Difficile da metabolizzare. Non riesco a dargli il massimo perché ho provato troppe sensazioni negative. Inoltre ho letto un po' in internet la sua vita, interviste e commenti e mi é un po' spiaciuto per la famiglia Turcotte che ha vissuto un vero dramma all'uscita del libro e poi del film... Spero che in definitiva abbiano ragione loro e che certi episodi non siano mai successi o siano stati molto estremizzati, ma lo spero per lui soprattutto. Non riesco ad immaginare quanto debba essere difficile accettare certi avvenimenti e superarli e vivere poi una vita normale o comunque senza grossi scompensi. Comunuque nessun dubbio sul suo talento. Scritto benissimo e coinvolgente. Un libro che in poche pagine ti fa provare la gamma di emozioni che ho provato io merita solo per questo, a prescindere da tutto.

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    nini 11

    29/04/2009 10.20.49

    Inverosimile? Verosimilissimo! Questo è direi quasi un capolavoro della letteratura. E' innanzitutto un romanzo che divora il lettore ( non mi capitava da un po' ), e poi è anche un saggio pedagogico di tutto rispetto! Dovrebbero leggerlo alcuni genitori, molti docenti, maestri e direttori che si lavano le mani dell'educazione dei propri ragazzi con la scusa "a dodici anni una persona è responsabile", e mascherando così la propria aridità e incapacità di capire. Forse si renderebbero conto a cosa portano quasti atteggiamenti falsamente permissivi. E poi c'è il lato comico del racconto, la verve umoristica, che rivela nel suo autore uno scrittore di talento nonchè una persona decisamente intelligente. Consigliato a ( quasi ) tutti.

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    alex

    21/09/2008 16.57.50

    piuttosto inverosimile e sicuramente demenziale. l'unica figura che merita è la madre...

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    Alecs

    07/09/2008 15.48.52

    Ora è chiaro. Burroghs non è certo uno scrittore di talento: è puro genio. That's it. Divertente ed amarissimo, dipinge con un tratto mai visto (sorry, mai letto) la common life stelle-e-strisce e il gay-lifestyle. Amaaaazing.

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    Tommaso

    14/12/2007 18.41.42

    Bello, consigliato questo libro, scritto davvero bene; è la storia dell'autore stesso, romanzata in un mix di umorismo, riflessione e tanta ma tanta ironia!! Ho trovato forse un po'posticcio l'epilogo, il capitolo finale,perchè ha un tono completamente diverso dal resto del romanzo ed è come se l'autore volesse rassicurare a tutti i costi che c'ho che ha scritto è vero. Cosa dirvi, leggetelo!

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    andreamaddy

    31/07/2007 17.53.36

    Tanto umorismo nero e sardonico in questo libro di memorie di Augusten Burroghs, un'infanzia, la sua, davvero singolare abitata da personaggi ecentrici e bizzarri. Sempre in bilico tra dramma ed ironia, ognuno dei personaggi con le loro stravaganze abbusa in qualche modo del protagonista, ma alla fine, comunque, non si può fare altro che amare ogni singolo elemento del romanzo, proprio come allo stesso modo si amano, al cinema, gli Addams od i Tennenbaum. Burroghs è uno scrittore strepitoso, acuto, lucido e dissacrante, e questo è un libro assolutamente da leggere.

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    Daniele Cerrato

    29/07/2007 15.01.54

    Una vita particolare, o forse non tanto diversa dalle nostre? Un po' romanzata, un po' colorata, un po' enfatizzata? Forse .... ma chi non colora i propri racconti per renderli più appetibili. Un libro da consigliare. Un racconto nuovo in un panorama letterario ormai da troppo statico.

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    Michele

    18/06/2007 13.32.06

    Ho commesso l'errore di leggere il libro dopo aver visto il film. Ammetto che mi aspettavo qualcosa di più. Ma Burroughs è indubbiamente uno scrittore di talento.

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