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Descrizione


Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli che ha allevato secondo le regole rigorose e i valori dell'America del dopoguerra, attenta a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Ma i tre figli se ne sono andati sulla costa orientale: Gary, dirigente di banca, è vittima della depressione e di una moglie infantile e testarda; Chip ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo, conduce una vita privata molto discutibile secondo i Lambert.
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Dettagli

2002
2 aprile 2002
599 p.
9788806160371
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Indice


Le prime frasi del romanzo:

St. Jude

Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. E poi il ronzio monotono e singhiozzante di un'asciugabiancheria, la contesa nasale di un soffiatore da giardino, il maturare di mele nostrane in un sacchetto di carta, l'odore della benzina con cui Alfred Lambert aveva ripulito il pennello dopo la verniciatura mattutina del divanetto di vimini.
Le tre del pomeriggio erano un'ora pericolosa nei sobborghi gerontocratici di St. Jude. Alfred si era svegliato nella grande poltrona blu in cui di era addormentato dopo il pranzo. Aveva finito il suo pisolino e il prossimo notiziario locale iniziava soltanto alle cinque. Due ore vuote erano una fistola che generava infezioni. Si alzò a fatica, raggiunse il tavolo da ping pong e si mise in ascolto di Enid, ma non la sentì.
In tutta la casa risuonava un campanello d'allarme che nessuno poteva udire eccetto Alfred e Enid. Era il campanello d'allarme dell'ansia. Era come uno di quei grandi dischi di ghisa muniti di battaglio elettrico che spedivano in strada gli scolari durante le esercitazioni antincendio. Suonava da così tante ore che ormai i Lambert non udivano più il messaggio "campanello che squilla" ma, come quando un rumore prosegue ininterrotto finché non si riescono a distinguere i diversi suoni che lo compongono (o come quando si fissa una parola finché non si trasforma in una sequenza di lettere morte), udivano invece i rapidi rintocchi del battaglio sulla cassa di risonanza metallica, non una nota pura ma una sequenza granulosa di percussioni con uno strato superficiale di toni acuti e lamentosi; suonava da così tanti giorni che ormai rimaneva sullo sfondo, tranne certe volte, la mattina presto, quando uno dei due si svegliava in un bagno di sudore e si accorgeva che un campanello squillava nella sua testa da tempo immemorabile; suonava da così tanti mesi che il suono aveva ceduto il passo a una specie di metasuono, il cui volume dipendeva dal battito ritmico delle onde di compassione ma dal molto, molto più lento variare della loro consapevolezza del suono stesso. E questa consapevolezza era particolarmente acuta quando anche il clima era di umore ansioso. Allora Enid e Alfred - lei inginocchiata ad aprire cassetti in sala da pranzo, lui in contemplazione del disastroso tavolo da ping-pong nel seminterrato - si sentivano entrambi sul punto di esplodere dall'ansia.
L'ansia dei buoni sconto, in un cassetto pieno di candele dai raffinati colori autunnali. I buoni erano tenuti insieme da un elastico, e Enid si stava rendendo conto che le loro date di scadenza (spesso allegramente cerchiate in rosso dal produttore) erano passate da mesi, perfino anni: che quei cento e passa buoni, il cui valore totale superava i sessanta dollari (potenzialmente centoventi al supermarket di Chiltsville dove valevano il doppio), erano tutti scaduti. Tilex, sconto di sessanta centesimi. Excedrin PM, sconto di un dollaro. Le date non erano nemmeno vicine. Le date erano storiche. Il campanello d'allarme stava suonando da anni.
Ricacciò i buoni in mezzo alle candele e chiuse il cassetto. Cercava una raccomandata che era arrivata qualche giorno prima. Alfred aveva udito il postino bussare alla porta e aveva gridato, - Enid! Enid! - così forte che non l'aveva sentita strillare a sua volta, - Al, vado io! - Alfred aveva continuato a chiamarla a gran voce, avvicinandosi sempre più, e poiché il mittente era la Axon Corporation, 24 East Industrial Serpentine, Schwenksville, Pennsylvania, e poiché c'erano alcuni aspetti della situazione della Axon che Enid conosceva e che sperava Alfred ignorasse, si era affrettata a ficcare la lettera da qualche parte a pochi metri di distanza dalla porta d'ingresso. Alfred era emerso dal seminterrato strepitando come un mezzo cingolato, - C'è qualcuno alla porta! - e lei, sempre a un volume piuttosto alto, aveva replicato, - Il postino! Il postino! - e lui aveva scosso la testa davanti alla complessità della situazione.

Valutazioni e recensioni

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paola
Recensioni: 5/5

bellissimo romanzo in cui sentimenti contrastanti affiorano nelle pagine di questo magnifico libro e le gelosie, invide e insicurezze prevalgono a volte sugli affetti la malattia è il tema dominante.

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Gianluca84
Recensioni: 5/5

Per me un romanzo bellissimo, anche se non c'è una storia che si dipana dall'inizio alla fine, in senso cronologico: la struttura del romanzo non è esattamente "convenzionale", si va avanti e indietro nel tempo nella vita di ben 5 personaggi, questo ti porta a volte a faticare ad andare avanti o magari a preferire alcune parti, rispetto ad altre, però è davvero affascinate il modo in cui Franzen va a fondo nella psicologia dei personaggi, ripescando nelle radici della loro infanzia/adolescenza possibili motivi dei loro disagi da adulti e tra tutti, il personaggio di Enid, madre e moglie succube del marito delle convenzioni sociali del suo paesino, è stato quello che più mi ha colpito. La scrittura di Franzen, sempre caustica e senza filtri, cattura e da ritmo alla storia, anche se manca un filo cronologico. Per me lui è un talento pazzesco

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Annarita
Recensioni: 4/5

E' un libro molto bello e molto triste. Franzen ha raccontato con grande efficacia la storia di una famiglia assolutamente simile a tante altre: Albert, Enid e i loro figli sono unici e allo stesso tempo possono rappresentare altre mille famiglie, mille madri, mille padri e mille figli impegnati a disperdere la loro unicità nella devastante ricerca della perfezione. I Lambert hanno sprecato tanta vita nel tentativo, ciascuno a modo suo, di conformarsi al modello della famiglia borghese americana. Ho finito il libro e sono rimasti con me la solitudine ed il dolore che, momento dopo momento e parola dopo parola, riempono la vita di tutta la famiglia e di ogni altro personaggio descritto nel libro. E' così triste vedere Albert reprimere i suoi sentimenti, impedirsi ogni slancio affettivo e privare sé stesso e le persone che ama della gioia e della forza vitale del suo amore. E' così triste anche pensare alla profonda solitudine di Enid e alla sua incapacità di provare a modificare ciò che poteva essere cambiato ed accettare invece ciò che non poteva cambiare. Anche i loro figli, Gary, Chip e Denise vivranno all'insegna delle "correzioni", incapaci di accettare i loro umani limiti proprio come il padre e la madre avevano assolutamente negato i loro. Fino a che non interverrà la vita a far crollare ogni difesa privando Albert, con il morbo di Parkinson, della sua "estrema" capacità di autocontrollo. Sarà un grande dono per tutti. Dopo aver accettato il dolore non resterà che avvicinarsi e darsi finalmente amore al di là dei limiti e delle imperfezioni. Franzen penetra nelle miserie umane senza l'ausilio di alcuno schema e con grande immediatezza. Ho trovato molto bello il racconto della determinazione di Chip nel non mangiare la sua cena. Ma faccio anche un rilievo negativo al cambio di ritmo impresso al finale che mi è sembrato un po' sbrigativo.

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La recensione di IBS

Vincitore del National Book Award e protagonista di uno strepitoso caso letterario, l'ultimo romanzo di Jonathan Franzen giunge finalmente in Italia. Pubblicato negli Stati Uniti pochi giorni prima dell'11 settembre, Le correzioni ha subito conquistato il primo posto delle classifiche dei best seller, suscitando immediata attenzione da parte della critica e del pubblico. Alla base di tanto successo c'è una scrittura piacevole, ricca di umanità, umorismo, simpatia ma soprattutto la capacità di ritrarre la moderna società americana nelle sue espressioni più discutibili, ma reali e inimitabili. Con questa saga familiare in cui si affollano sogni, delusioni, equivoci e sentimenti dell'America di oggi, Jonathan Franzen ha realizzato un romanzo ambizioso e sofisticato capace di abbinare alta qualità letteraria, critica sociale e intrattenimento. Il nucleo ispiratore del libro è costituito dalle vicende di una famiglia borghese del Midwest, i Lambert: padre, madre e tre figli, allevati, come molti loro coetanei, nel rispetto della rigorosa etica dei "padri fondatori". Le «correzioni» del titolo alludono appunto agli sforzi fatti dai genitori per allontanare i figli dalla strada sbagliata e per crescerli il più possibile corrispondenti ai propri desideri. Come spesso accade, le regole troppo rigide verranno infrante e, a dispetto degli intenti dei genitori, i tre ragazzi imboccheranno strade molto diverse da quelle sognate e sperate per loro. Un altro genere di «correzioni» sono quelle che i figli cercano di impartire a se stessi, a chi li circonda e ai loro genitori con altrettanto scarso successo. Naturalmente l'elenco delle «correzioni» non termina qui. è piuttosto ricco e investe tutti i settori della cultura e della società: ci sono quelle del mercato finanziario della new economy, che subisce perenni oscillazioni; quelle della scienza, che tenta di guarire ogni squilibrio ma anche di attenuare coscienza e sentimenti; quelle della gastronomia, che si avventura in territori nuovi e imprevedibili; persino le «correzioni» della scrittura che abbandona l'illusoria sicurezza delle agenzie letterarie per sperimentare dal vero le correzioni politiche vissute dall'Est europeo in seguito alla caduta del regime sovietico. Tutte queste svolte fondamentali incombono sul presente, gravide di conseguenze. Che ne sarà allora della società? La risposta di Franzen sembra essere celata nella conclusione del romanzo, dominata da una potente metafora. Annunciato sin dall'inizio del libro, un fortissimo temporale si abbatterà sul Midwest e sulla casa dei coniugi Lambert, spazzando via molte cose di valore ma portandone altre più limpide e più luminose.

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Conosci l'autore

Jonathan Franzen

1959, Western Spring

Jonathan Franzen è uno scrittore statunitense. Pubblica regolarmente racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper's». È autore di numerosi libri, tutti pubblicati in Italia da Einaudi. Tra questi ricordiamo: i romanzi Le correzioni (2002), La ventisettesima città (2008), Forte movimento (2004), Libertà (2011), Purity (2016), Crossroads (2021); le raccolte di saggi Come stare soli. Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa (2003), Più lontano ancora (2012) e Il progetto Kraus (2014); l'autobiografia Zona disagio (2016) e La fine della fine della terra (2019).Fonte fotografia: editore Einaudi, credit Shelby Graham

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