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Jonathan Franzen

Traduttore: S. Pareschi
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2002
Pagine: 599 p.
  • EAN: 9788806160371

Vincitore del National Book Award e protagonista di uno strepitoso caso letterario, l'ultimo romanzo di Jonathan Franzen giunge finalmente in Italia. Pubblicato negli Stati Uniti pochi giorni prima dell'11 settembre, Le correzioni ha subito conquistato il primo posto delle classifiche dei best seller, suscitando immediata attenzione da parte della critica e del pubblico. Alla base di tanto successo c'è una scrittura piacevole, ricca di umanità, umorismo, simpatia ma soprattutto la capacità di ritrarre la moderna società americana nelle sue espressioni più discutibili, ma reali e inimitabili. Con questa saga familiare in cui si affollano sogni, delusioni, equivoci e sentimenti dell'America di oggi, Jonathan Franzen ha realizzato un romanzo ambizioso e sofisticato capace di abbinare alta qualità letteraria, critica sociale e intrattenimento. Il nucleo ispiratore del libro è costituito dalle vicende di una famiglia borghese del Midwest, i Lambert: padre, madre e tre figli, allevati, come molti loro coetanei, nel rispetto della rigorosa etica dei "padri fondatori". Le «correzioni» del titolo alludono appunto agli sforzi fatti dai genitori per allontanare i figli dalla strada sbagliata e per crescerli il più possibile corrispondenti ai propri desideri. Come spesso accade, le regole troppo rigide verranno infrante e, a dispetto degli intenti dei genitori, i tre ragazzi imboccheranno strade molto diverse da quelle sognate e sperate per loro. Un altro genere di «correzioni» sono quelle che i figli cercano di impartire a se stessi, a chi li circonda e ai loro genitori con altrettanto scarso successo. Naturalmente l'elenco delle «correzioni» non termina qui. è piuttosto ricco e investe tutti i settori della cultura e della società: ci sono quelle del mercato finanziario della new economy, che subisce perenni oscillazioni; quelle della scienza, che tenta di guarire ogni squilibrio ma anche di attenuare coscienza e sentimenti; quelle della gastronomia, che si avventura in territori nuovi e imprevedibili; persino le «correzioni» della scrittura che abbandona l'illusoria sicurezza delle agenzie letterarie per sperimentare dal vero le correzioni politiche vissute dall'Est europeo in seguito alla caduta del regime sovietico. Tutte queste svolte fondamentali incombono sul presente, gravide di conseguenze. Che ne sarà allora della società? La risposta di Franzen sembra essere celata nella conclusione del romanzo, dominata da una potente metafora. Annunciato sin dall'inizio del libro, un fortissimo temporale si abbatterà sul Midwest e sulla casa dei coniugi Lambert, spazzando via molte cose di valore ma portandone altre più limpide e più luminose.


Le prime frasi del romanzo:

St. Jude

Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. E poi il ronzio monotono e singhiozzante di un'asciugabiancheria, la contesa nasale di un soffiatore da giardino, il maturare di mele nostrane in un sacchetto di carta, l'odore della benzina con cui Alfred Lambert aveva ripulito il pennello dopo la verniciatura mattutina del divanetto di vimini.
Le tre del pomeriggio erano un'ora pericolosa nei sobborghi gerontocratici di St. Jude. Alfred si era svegliato nella grande poltrona blu in cui di era addormentato dopo il pranzo. Aveva finito il suo pisolino e il prossimo notiziario locale iniziava soltanto alle cinque. Due ore vuote erano una fistola che generava infezioni. Si alzò a fatica, raggiunse il tavolo da ping pong e si mise in ascolto di Enid, ma non la sentì.
In tutta la casa risuonava un campanello d'allarme che nessuno poteva udire eccetto Alfred e Enid. Era il campanello d'allarme dell'ansia. Era come uno di quei grandi dischi di ghisa muniti di battaglio elettrico che spedivano in strada gli scolari durante le esercitazioni antincendio. Suonava da così tante ore che ormai i Lambert non udivano più il messaggio "campanello che squilla" ma, come quando un rumore prosegue ininterrotto finché non si riescono a distinguere i diversi suoni che lo compongono (o come quando si fissa una parola finché non si trasforma in una sequenza di lettere morte), udivano invece i rapidi rintocchi del battaglio sulla cassa di risonanza metallica, non una nota pura ma una sequenza granulosa di percussioni con uno strato superficiale di toni acuti e lamentosi; suonava da così tanti giorni che ormai rimaneva sullo sfondo, tranne certe volte, la mattina presto, quando uno dei due si svegliava in un bagno di sudore e si accorgeva che un campanello squillava nella sua testa da tempo immemorabile; suonava da così tanti mesi che il suono aveva ceduto il passo a una specie di metasuono, il cui volume dipendeva dal battito ritmico delle onde di compassione ma dal molto, molto più lento variare della loro consapevolezza del suono stesso. E questa consapevolezza era particolarmente acuta quando anche il clima era di umore ansioso. Allora Enid e Alfred - lei inginocchiata ad aprire cassetti in sala da pranzo, lui in contemplazione del disastroso tavolo da ping-pong nel seminterrato - si sentivano entrambi sul punto di esplodere dall'ansia.
L'ansia dei buoni sconto, in un cassetto pieno di candele dai raffinati colori autunnali. I buoni erano tenuti insieme da un elastico, e Enid si stava rendendo conto che le loro date di scadenza (spesso allegramente cerchiate in rosso dal produttore) erano passate da mesi, perfino anni: che quei cento e passa buoni, il cui valore totale superava i sessanta dollari (potenzialmente centoventi al supermarket di Chiltsville dove valevano il doppio), erano tutti scaduti. Tilex, sconto di sessanta centesimi. Excedrin PM, sconto di un dollaro. Le date non erano nemmeno vicine. Le date erano storiche. Il campanello d'allarme stava suonando da anni.
Ricacciò i buoni in mezzo alle candele e chiuse il cassetto. Cercava una raccomandata che era arrivata qualche giorno prima. Alfred aveva udito il postino bussare alla porta e aveva gridato, - Enid! Enid! - così forte che non l'aveva sentita strillare a sua volta, - Al, vado io! - Alfred aveva continuato a chiamarla a gran voce, avvicinandosi sempre più, e poiché il mittente era la Axon Corporation, 24 East Industrial Serpentine, Schwenksville, Pennsylvania, e poiché c'erano alcuni aspetti della situazione della Axon che Enid conosceva e che sperava Alfred ignorasse, si era affrettata a ficcare la lettera da qualche parte a pochi metri di distanza dalla porta d'ingresso. Alfred era emerso dal seminterrato strepitando come un mezzo cingolato, - C'è qualcuno alla porta! - e lei, sempre a un volume piuttosto alto, aveva replicato, - Il postino! Il postino! - e lui aveva scosso la testa davanti alla complessità della situazione.

Recensioni dei clienti

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    Gianluca84

    22/06/2016 22.47.16

    Per me un romanzo bellissimo, anche se non c'è una storia che si dipana dall'inizio alla fine, in senso cronologico: la struttura del romanzo non è esattamente "convenzionale", si va avanti e indietro nel tempo nella vita di ben 5 personaggi, questo ti porta a volte a faticare ad andare avanti o magari a preferire alcune parti, rispetto ad altre, però è davvero affascinate il modo in cui Franzen va a fondo nella psicologia dei personaggi, ripescando nelle radici della loro infanzia/adolescenza possibili motivi dei loro disagi da adulti e tra tutti, il personaggio di Enid, madre e moglie succube del marito delle convenzioni sociali del suo paesino, è stato quello che più mi ha colpito. La scrittura di Franzen, sempre caustica e senza filtri, cattura e da ritmo alla storia, anche se manca un filo cronologico. Per me lui è un talento pazzesco

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    Annarita

    19/03/2014 21.54.58

    E' un libro molto bello e molto triste. Franzen ha raccontato con grande efficacia la storia di una famiglia assolutamente simile a tante altre: Albert, Enid e i loro figli sono unici e allo stesso tempo possono rappresentare altre mille famiglie, mille madri, mille padri e mille figli impegnati a disperdere la loro unicità nella devastante ricerca della perfezione. I Lambert hanno sprecato tanta vita nel tentativo, ciascuno a modo suo, di conformarsi al modello della famiglia borghese americana. Ho finito il libro e sono rimasti con me la solitudine ed il dolore che, momento dopo momento e parola dopo parola, riempono la vita di tutta la famiglia e di ogni altro personaggio descritto nel libro. E' così triste vedere Albert reprimere i suoi sentimenti, impedirsi ogni slancio affettivo e privare sé stesso e le persone che ama della gioia e della forza vitale del suo amore. E' così triste anche pensare alla profonda solitudine di Enid e alla sua incapacità di provare a modificare ciò che poteva essere cambiato ed accettare invece ciò che non poteva cambiare. Anche i loro figli, Gary, Chip e Denise vivranno all'insegna delle "correzioni", incapaci di accettare i loro umani limiti proprio come il padre e la madre avevano assolutamente negato i loro. Fino a che non interverrà la vita a far crollare ogni difesa privando Albert, con il morbo di Parkinson, della sua "estrema" capacità di autocontrollo. Sarà un grande dono per tutti. Dopo aver accettato il dolore non resterà che avvicinarsi e darsi finalmente amore al di là dei limiti e delle imperfezioni. Franzen penetra nelle miserie umane senza l'ausilio di alcuno schema e con grande immediatezza. Ho trovato molto bello il racconto della determinazione di Chip nel non mangiare la sua cena. Ma faccio anche un rilievo negativo al cambio di ritmo impresso al finale che mi è sembrato un po' sbrigativo.

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    Maunakea

    24/08/2011 22.48.43

    Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto, sicuramente non si esagera quando si parla di letteratura contemporanea, se questo libro non pone il suo mattoncino nella storia non so cosa possa farlo. Lettura secondo me non adatta sotto i 30 anni, sicuramente non l'avrei apprezzato adeguatamente, quindi consigliatissimo ma sopra questa soglia d'età

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    emanuela

    10/07/2011 19.25.25

    E' un romanzo troppo pieno di cose, la malattia, la Lituania, l'economia..sicuramente abilissimo, sicuramente l'autore ha una conoscenza straordinaria delle dinamiche famigliari, non solo americane...e sicuramente conosce perfettamente il dramma dell'invecchiare. Dramma per sè e per chi ti sta intorno. I protagonisti, Alfred ed Enid e i tre figli, sono grandi personaggi, nel senso che in loro c'è qualcosa di noi, di tutti noi. La scrittura è fluida e ricca.

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    fabio

    30/05/2011 08.39.26

    Il libro mi ha colpito in particolare per la sua cruda descrizione della "tipica?" famiglia statunitense. Lo spessore dei personaggi a volte deborda in una caricatura poco credibile. Non c'è traccia nel romanzo di episodi, nel passato della famiglia Lambert, che giustifichi il cinismo e l'avversione dei figli nei confronti di Alfred e Enid. Comunque un romanzo che si legge senza fatica e in alcuni passi veramente divertente. Rimane in me la speranza che Franzen abbia voluto enfatizzare (e molto)le invidie, le ipocrisie e il cinismo che si annida, a volte, nella cultura prettamente arrivista di molte medio-borghesi american-family.

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    gyonip

    27/03/2011 18.42.49

    Meno americano di quel che pensassi, solo qualche passaggio spregiudicato lo contestualizza, altrimenti perfettamente adattabile al contesto europeo. Personaggi straordinari, nel bene e nel male, sfaccettati al punto giusto, contraddizioni e debolezze, insicurezze e pregiudizi. Una volta terminato vorresti che ci fosse un sequel: oggi, dopo 10 anni, che fine hanno fatto Enid, Gary, Chip e Denise? Librone.

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    Rain

    25/01/2011 15.26.31

    Ci ho impiegato un mesetto a leggerlo, da una parte volevo finirlo perchè in certi punti l'ho trovato un pò "prolisso" anche se mai noioso...adesso che è finito me ne dispiace. Però non so come classificarlo...non posso dire che mi abbia entusiasmata e lasciato un ricordo indelebile dentro; di certo ci si affeziona ai personaggi, tutti i membri della famiglia Lambert sono particolari e ispirano dei sentimenti a sè. Lo consiglierei, se non altro per la rappresentazione (a mio parere fedele) della famiglia tipo americana medio borghese del tempo; e di ciò che i figli diventano quando si pretende da loro che siano come tu li vorresti. E' comunque un libro che non può mancare, in mezzo a tanti libri veramente mediocri, tra le letture di un vero lettore.

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    ameliè

    09/12/2010 12.41.16

    Franzen non lo conoscevo.In libreria mi ha attratto la copertina e il plot della vicenda. Man mano che lo leggevo non mi pentivo dell'acquisto fatto, infatti arrivata all'ultima pagina, ho avvertito che questo libro mi aveva lasciato qualcosa dentro.Franzen dimostra di conoscere molto bene le dinamiche familiari e la sua bravura sta proprio nel renderle molto vicine al lettore, tanto che ci si immedesima in esse. Bel libro!

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    Silvana

    13/09/2010 14.16.08

    E io che tenevo questo libro lì da parte da anni, senza sapere quanto fosse bello! Me lo aveva consigliato un amico, non senza molta titubanza. E infatti io stessa non saprei se consigliarlo o no, per quanto il libro mi sia piaciuto tantissimo. Ma è strano, amaro, cinico: non tutti hanno voglia di sentir parlare di una famiglia - così simile, per un verso o per l'altro a migliaia di altre famiglie, non esclusa quella dell'ipotetico lettore - in termini così poco edificanti. Ho amato molto il primo capitolo, sono corsa a rotta di collo attraverso tutti gli altri ed ho amato ancor più l'ultimo, e le ultime pagine in particolare. Come non ritrovare in Enid mia madre, come non vedere in Alfred mio papà....come non leggere tra le righe la storia mia e di mio fratello...vorrei essere Franzen e poter dire: questo l'ho scritto io ! :-)

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    luca

    01/10/2008 14.07.10

    Capolavoro. Lo dico, perché è al primo posto nella mia classifica degli ultimi 80 libri letti. Un’educazione sentimentale per adulti. Un percorso psicanalitico nello stile inconfondibile di Franzen, la cui lucida razionalità rende tragicomiche le miserie dell’uomo contemporaneo. Anche se l’amore rimane il motore del mondo, le buone intenzioni non salvano dal fallimento a cui tutti sono destinati: genitori, figli, mariti, amanti. “Le correzioni” salutano il ‘900 e ci conducono sotto i migliori auspici nella letteratura del nuovo millennio.

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    stefano

    17/06/2008 11.18.30

    Verso la fine del libro ho per caso scoperto su un blog che è un libro trendy trendissimo! ed io che l'ho preso solo per la bella presentazione di Onan, fatto sta che il libro a parte le prime 50 pagine in cui non si capisce un emerita fava (;P) poi il libro decolla notevolmente, tanto che le 600 pagine fitte quasi non si sentono! Consigliato a chiunque, qui si parla di persone "normali" ma la storia è davvero appassionante. "Si dice che in questo mondo il piacere superi la sofferenza, o che perlomeno fra le due cose ci sia un giusto equilibrio. Qualora il lettore desiderasse accertare rapidamente la veridicità di tale affermazione, lo invitiamo a paragonare i rispettivi sentimenti di due animali, uno dei quali sia impegnato a mangiare l'altro."

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    Paola1977

    04/05/2007 23.49.02

    Iniziato bene,si è perso strada facendo. Esclusa qualche parte,è stato davvero una fatica finirlo. Lento e,malgrado il tema trattato,per nulla coinvolgente. Non mi è proprio piaciuto.

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    cinzia

    08/12/2006 13.16.10

    Uno dei più bei libri usciti negli ultimi anni. Analizza perfettamente le ralazioni che intercorrono tra i protagonisti del libro, con una precisione e una profondità che colpisce. Tutti possiamo scoprire qualcosa dei nostri rapporti famigliari grazie alla lettura di questo meraviglioso libro. Come poi si possa definire volgare un libro del genere è sconcertante. Del resto il significato dell'aggettivo "volgare" a questo punto è molto molto soggettivo.

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    mar

    04/05/2006 17.55.33

    la scrittura non è scorrevole, sembra poco spontaneo e troppo studiato, MA tratta quasi tutti quei "nodi" di relazione familiare, in cui ognuno è incappato, e in cui, pur tentando di apportare le famose correzioni, ancora si dibatte. leggerlo è incontrare continue occasioni di autoanalisi: uno si sofferma sulla pagina, interrompe la lettura, e si accorge che cose, frasi, ricordi, rancori sedimentati dentro di noi si sono mossi, intorbidando per l'ennesima volta l'anima, e poi ci vuole del tempo perchè si riposino di nuovo. A suo modo talvolta micidiale. come la definizione per la sorella Denise, del "passare dei suoi anni fertili e matrimoniabili".

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    francesco innella

    23/02/2006 08.24.08

    Un libro stupendo e ben fatto che non ti stanca nella lettura ( diffido dei romanzi lunghi ), ma allo stesso tempo mi ha fatto rendere conto di tutte le " correzzioni " della mia vita, che la famiglia e gli altri hanno imposto a me e che forse io ho tentato di imporre agli altri, ciò mi ha procurato un grande senso di rabbia, che è emersa dal mio inconscio, quindi credo che la lettura del libro sia uitle per una autoanalisi, ma la domanda che mi pongo è si può fuggire alla correzzioni?

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    Alessia

    22/07/2005 16.01.45

    Ironico, vero, inquietante. Magistrale la scena di Chip che non può alzarsi da tavola finchè non ha finito di mangiare.

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    DinaZ

    13/04/2004 16.37.30

    Tuoni e lampi: tre streghe. Scritto d'après Shakespeare, questo romanzo - di cui fino alla fine ci si chiede se sia una commedia o una tragedia - è fatto di rocambolesche vicende a incastro, netti personaggi simbolo, qualche mistero ed imagery strepitosa à gogo. Da Shakespeare, perfino una "Boemia col mare": una vilipesa Lituania dove uno dei personaggi è inviato - come nel Racconto d'Inverno - a diventare grande. Eufuistico.

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    Gioconda Amitrano

    22/11/2003 20.42.36

    Molto bello.Chi scrive dimostra di conoscere benissimo le famiglie e i loro comportamenti, anche quelle non americane.L'ho letto con piacere e l'ho consigliato anche ad altri.

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    vanni

    02/09/2003 22.06.22

    Bè, vale la pena. Temevo la bufala pubblicitaria, invece il romanzo è davvero bello, corposo, intenso, appassionante e profondo. Bravo Jonathan.

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    Fabio Galassi

    05/06/2003 20.35.17

    Un libro per chi ama veramente la letteratura e che non la considera semplicemente un passatempo. La descrizione dei personaggi è profonda e ricca di tantissime sfumature; la struttura del romanza è ingegnosamente elaborata; notevole la capacità poi di Franzen di mettere a fuoco le nevrosi della società, americana e non, in cui viviamo.

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