Le correzioni - Jonathan Franzen - copertina

Le correzioni

Jonathan Franzen

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Traduttore: Silvia Pareschi
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 febbraio 2014
Pagine: 604 p.
  • EAN: 9788806219550
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Vincitore del National Book Award 2001

Un grande romanzo che si legge d'un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori.

«Jonathan Franzen ha costruito un romanzo formidabile con la materia ricchissima che affiora dalla coscienza di un matrimonio, di una famiglia, di una cultura, la notra. E lo ha fatto con partecipazione ed esuberanza, assoggettando il suo caustico temperamento moderno a un'ampia e generosa visione»Don DeLillo

«Lo si sentiva nell'aria: qualcosa di terribile stava per succedere». Enid e Alfred Lambert trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda a sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per «comportamento sessuale scorretto»; Denise, chef di successo con una vita privata, secondo i canoni dei Lambert, molto discutibile. Il temporale annunciato spazzerà via molte cose di valore ma ne restituirà altre più limpide. Un grande romanzo che si legge d'un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori. Impossibile non riconoscere che i Lambert siamo noi: in un momento della nostra vita, in qualsiasi luogo del primo mondo.

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    Renzo Manassero

    23/06/2020 08:28:46

    Romanzo Fantastico . A volte anche comico . La descrizione di un Paese , gli USA , in bilico continuo tra trasgressione e conservatorismo , la descrizione dettagliata di personaggi , luoghi , situazioni e caratteri umani . Ma su tutto aleggia il motore principale della società americana , cioè la libertà .

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    julie_books_music

    11/06/2020 12:20:11

    Letto in quarantena: divertente, brutale, scritto benissimo!

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    Durante88

    16/05/2020 17:22:57

    “Le correzioni” sono un libro imperdibile. Franzen viviseziona una famiglia del midwest americano, nel racconto di un Natale (l’ultimo Natale in famiglia) e dei pochi mesi ad esso precedenti. Attraverso le vicende intrecciate dei vari personaggi, il narratore entra letteralmente nella psiche dei suoi attori, sondandone le dinamiche interiori e i comportamenti, in un canovaccio narrativo comunque dinamico e frizzante, che non perde smalto nonostante la predilezione per l’analisi psicologia. Il tema dominante è, come si desume dal titolo, la correzione, cioè quel principio di cambiamento che ognuno (sembra suggerire l’autore) applica sul prossimo: così Enid e suo marito Lambert tentano disperatamente di correggersi vicendevolmente, innescando una specie di guerra familiare fatta di micro-conflitti, da cui ognuno dei loro tre figli attinge materia per i propri piccoli drammi (da Gary, che a sua volta è in guerra con la moglie, a Denise, chef di successo dalla sessualità incerta e dal carattere borderline, a Chip, intellettuale sbandato che vive un’avventura ai limiti del paradossale). Ne emerge un quadro a tinte chiaro-scure della società americana, in cui dietro all’accumulo materiale si cela un’insoddisfazione e un’incapacità relazionale profonde.

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    Cristian Palmas

    16/05/2020 09:33:02

    Quando si afferma che «il romanzo è morto» -- a mio avviso un'affermazione per giustificare la diffusione della "non-fiction" (termine che odio) -- non si considera per nulla i pochi buoni romanzi italiani, ma soprattutto i grandi romanzi americani come quelli di Franzen. "Le correzioni" è un capolavoro in cui la storia di una famiglia della provincia americana "bene" è narrata nei minimi dettagli con improvvisi salti temporali tra presente e passato, con uno stile ricco, complesso ma incredibilmente godibile e fluido, capace di inchiodare il lettore alla pagina dall'inizio alla fine di questo tomo -- una storia che tra le righe racconta della provincia americana tra sogno di ricchezza e problemi esistenziali, ipocrisie e menzogne. Franzen è un autore di cui non si parla a sufficienza, e di certo è un ottimo modello da cui prendere spunto per creare finalmente un grande romanzo italiano del duemila. COPERTINA: 5 STILE: 5 STORIA: 5

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    LR

    14/05/2020 18:11:51

    Il miglior libro letto in quarantena ( e ho avuto modo di leggerne parecchi). Non vedo l'ora di leggere altro di Franzen!

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    Marco

    14/05/2020 07:27:32

    Franzen è come quell'amico logorroico che il sabato sera al pub, alla domanda "come va?", ti risponde partendo dalla rivoluzione russa, descrivendoti poi le propaggini della guerra fredda, passando per le ultime elezioni e, infine, ti spiega minuziosamente perché e per come è lì con te quella sera. A differenza del tuo amico, però, Franzen è molto, molto, molto bravo nello scrivere digressioni che poi si incastreranno perfettamente con tutto quello che sta succedendo.

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    Laura

    13/05/2020 13:49:01

    Durante la lettura di questo libro ho provato sensazioni molto contrastanti: in alcuni passi facevo molta fatica a leggerlo, in altri scorreva senza problemi. Il fatto che ci siano pochi capitoli ha contribuito a renderlo un po' noioso soprattutto nelle parti descrittive. A parte questo l'ho trovato un bel libro. Alla fine parla un po' di tutti noi... una famiglia tenuta in piedi dal solo fatto di essere consanguinei è qualcosa di molto comune nella nostra società purtroppo. Si tratta sicuramente di un libro molto introspettivo, conoscere il punto di vista di tutti i membri della famiglia è stato molto importante per tracciare un disegno più o meno preciso della realtà vissuta dai Lambert. Il mio personaggio preferito è in assoluto Enid, seguita subito dopo dalla figlia Denise. Impossibile comunque non affezionarsi anche agli uomini di famiglia, anche solo per poco (vedi Alfred), grazie al racconto dettagliato delle loro vite e del loro carattere, cosa che Franzen riesce a fare magistralmente. Il mio consiglio è di leggerlo e continuare a farlo anche se in alcuni punti può sembrare noioso, ne varrà la pena.

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    Erica

    13/05/2020 09:04:53

    Questo bel librone, seppur poco scorrevole per quanto riguarda la trama, mi ha fatta rimanere incollata al libro fino all'ultima pagina. Le vite di tutti i personaggi della famiglia sono travolgenti e intense, ma la mia preferita è sicuramente la vita di Alfred, il padre di famiglia affetto dal morbo di Parkinson, che si rivela essere il vero perno su cui si incentra tutto il racconto. Delusioni, amori, rinunce e dedizione sono i grandi temi di questo splendido romanzo

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    gennaro

    12/05/2020 16:49:22

    Franzen è come quell'amico logorroico che il sabato sera al pub, alla domanda "come va?", ti risponde partendo dalla rivoluzione russa, descrivendoti poi le propaggini della guerra fredda, passando per le ultime elezioni e, infine, ti spiega minuziosamente perché e per come è lì con te quella sera. A differenza del tuo amico, però, Franzen è molto, molto, molto bravo nello scrivere digressioni che poi si incastreranno perfettamente con tutto quello che sta succedendo.

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    Miki85

    09/05/2020 16:21:56

    Mi sono avvicinato a questo libro con grande curiosità e ammirazione. Conoscevo l’autore e questo romanzo per fama. Purtroppo ci ho trovato solo una storia inutilmente lunga, sconnessa e abbastanza noiosa. Bello il tema, anche se difficile e non proprio leggero...anzi! Ma in generale è sviluppato male, non si riesce ad appassionarsi a nessuno dei protagonisti. Bocciato

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    Luigi

    08/05/2020 16:18:41

    La storia di Ninni è l'epopea di un ragazzo italiano che, negli anni del boom economico, fra la rassicurante campagna emiliana e l'industrializzata Lombardia, scopre l'amore, la cultura, il mondo, la vita. La storia, nella sua comune semplicità, diventa vibrante perché raccontata da una voce delicata e duttile, capace di dar vita alla leggerezza dell'infanzia e all'inquietudine dell'adolescenza. Elemento imprescindibile e filo rosso della storia di Ninni in tutte e tre le fasi narrate è la scuola, il luogo in cui, grazie all'opera di maestri molto bravi e meno bravi, Ninni si eleva, acquisendo preziosi strumenti in grado di guidarlo alla scoperta del mondo. Meravigliosamente evocative le descrizioni di contesti, elementi, superstizioni e riti rurali. Copertina 5 Storia 5 Stile 5

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    Marcus92

    05/05/2020 20:20:28

    Letto in poche settimane, nonostante la mole. Che dire di questo romanzo? Pesante in più di un punto, molto complesso, in oltre seicento pagine non viene fuori un personaggio che sia completamente positivo. Solo uomini e donne, una famiglia, descritta senza filtri, come se fosse allo specchio. Nelle loro azioni si legge l'ipocrisia, nei loro gesti l'egoismo, nelle loro parole l'importanza dell'etichetta. Franzen deve conoscere bene le famiglie tipiche del Midwest americano, perché ha saputo descriverne una con la nitidezza di una macchina fotografica. Da leggere!

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    paola

    22/04/2020 18:10:14

    bellissimo romanzo in cui sentimenti contrastanti affiorano nelle pagine di questo magnifico libro e le gelosie, invide e insicurezze prevalgono a volte sugli affetti la malattia è il tema dominante.

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    Marina

    22/04/2020 12:18:03

    National Book Award, 'Le Correzioni' di Jonathan Franzen è sicuramente un bel romanzo. La famiglia Lambert è la protagonista, Alfred, Enid ed i tre figli Gary, Chip e Denise gli attori principali di questo dramma in cui ad essere rappresentati sono i 'dietro le quinte' più oscuri, quelli più difficili da accettare. Ottimo spunto di riflessione e sicuramente un ottimo esempio di letteratura.

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    Mariano Costantini

    19/04/2020 16:31:37

    Libro incredibile e profetico, indispensabile

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    Berta

    05/04/2020 22:17:50

    Personaggi che si odiano ma nello stesso tempo inteneriscono, meschini, infantili, illusi, ingenui, dinamiche familiari conosciute ai più gettate in faccia in modo così netto e preciso che chiunque legga questo libro ci si rispecchierà almeno un po'. Letto d'un fiato, bellissimo, il finale strepitoso.

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    me

    02/04/2020 21:48:35

    Che noia!

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    ciri

    21/03/2020 11:35:34

    Franzen al solito si dilunga,si dilunga...come per altri suoi libri le fondamenta sono favolose ma le divagazioni rovinano tutto.affascinante Denise e affascinante Chip,per il resto una pastorale americana che manca della mano di Roth...un po'deluso...

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    G

    25/01/2020 17:08:14

    Il libro di Franzen non oppone alcuna resistenza, si lascia vivere con naturalezza e piacere, caratteristiche difficili da trovare nei romanzi italiani contemporanei. Le scelte dell'autore non sono mai banali, la storia familiare che ci viene proposta è rappresentativa di una condizione unica eppure, contemporaneamente, assai comune. i personaggi sono costruiti magistralmente: ognuno assume il giusto spessore e contribuisce alla svolgere della narrazione. Le correzioni sono quelle inseguite durante tutto l'arco narrativo dai personaggi, metafora di una società inesatta che riesce comunque a reggersi su se stessa e andare avanti, magari potendo migliorare. La forza espressiva è tanta, insieme alla carica vitale, sempre accompagnata da un senso di abbandono e di morte (quest'ultima viene evocata specialmente nelle ultime pagine). Franzen ci immerge nel passaggio dal vecchio al nuovo con ironia e serietà, illustrandoci una possibile via per il nostro millennio.

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    angelo

    13/01/2020 14:14:15

    Ingredienti: una coppia di genitori statunitensi sul viale del tramonto, tre figli adulti diversi e lontani, tante vite in bilico tra fallimenti e successi, un ultimo Natale da passare tutti insieme tra imprevisti e incidenti. Consigliato: a chi è abituato a fare bilanci della propria vita lavorativa e familiare, a chi corregge di continuo la propria rotta per non affondare.

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"Quelle erano sere, e ce n'erano state centinaia, forse migliaia, in cui nulla di così traumatico da lasciare il segno era accaduto al nucleo famigliare. Sere di semplice intimità alla vaniglia sulla poltrona di pelle nera; dolci sere di dubbio fra notti di squallida certezza. Gli venivano in mente adesso, quei controesempi dimenticati, perché alla fine, quando si stava cadendo in acqua, l'unica cosa solida a cui aggrapparsi erano i figli."

Autore americano, ancora abbastanza giovane, con due romanzi alle spalle, una collaborazione fissa con periodici come The New Yorker e Harper's e una fama che lo precede in Europa come un'ondata. Ce n'è abbastanza per iniziare la lettura di questo notevole romanzo (anche per dimensioni) con una certa, quasi inevitabile, prevenzione. Il solito autore americano "alla Carver" che pensa di riprodurre un film di Robert Altman o un romanzo di DeLillo (che non a caso firma in quarta di copertina un'entusiastica recensione)? Uno snob newyorkese che critica solo apparentemente il suo entourage come Ellis? E invece, no, niente di tutto questo. Le pagine scorrono e la storia comincia a tratteggiarsi, semplice ma intensa, estremamente "vera", e se un paragone deve essere fatto, sono più le commedie amare di Neil Simon a tornare alla mente. L'ambientazione è quella dell'America borghese, i personaggi appartengono a una famiglia normale del Midwest con problemi, nevrosi, equilibri difficili e parole non dette, ma anche con la tranquilla quotidianità che tutti conosciamo bene. I genitori, Enid e Alfred Lambert, rappresentano una coppia d'età che deve fare i conti con la salute incerta di lui, affetto dal morbo di Parkinson (il cui pensiero, disturbato dalla malattia, viene descritto magistralmente in alcuni passaggi del romanzo), e la volontà illusoria di lei di riprodurre ancora una volta una condizione familiare idilliaca (esistita solo nella sue fantasie) che veda tutti riuniti in occasione del Natale. I tre figli, molto diversi tra loro, sono tre esempi di vite possibili: Gary, dirigente di banca, è l'uomo integrato, che ha costruito una solida piattaforma economica ma non un altrettanto valido rapporto di coppia; Chip, il secondogenito, ha perso il suo lavoro in università per un "comportamento sessuale scorretto", ma è riuscito a mascherare questo fallimento con un nuovo impegno di scrittore-giornalista che inorgoglisce la madre; Denise è un ottimo chef, realizzata professionalmente, ma nel privato ha rapporti bisessuali che per la famiglia Lambert sono di certo moralmente discutibili. Franzen ha scelto di fissare lo sguardo su ciascuno di questi personaggi in capitoli differenti. Ne emerge un affresco particolarmente preciso della personalità di ognuno, per poi approdare al capitolo finale Un ultimo Natale, dove il romanzo riprende tutte le singole storie, riunendole e mescolandole di nuovo, come carte da gioco.

L'utopia della felicità si scioglie nella constatazione che la vita non si può "correggere", malgrado tutti gli sforzi. "Ho messo a fuoco le cose che mi procuravano ansia per poi guardare sempre più da vicino al loro riflesso sociale. Ho fatto dei problemi della mia vita lo specchio di una crisi generale" ha dichiarato Franzen in una recente intervista, ed è forse questa la ragione per cui un romanzo che poteva essere l'ennesima descrizione di un mondo già conosciuto si è rivelato qualcosa di davvero nuovo.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

St. Jude

Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. E poi il ronzio monotono e singhiozzante di un'asciugabiancheria, la contesa nasale di un soffiatore da giardino, il maturare di mele nostrane in un sacchetto di carta, l'odore della benzina con cui Alfred Lambert aveva ripulito il pennello dopo la verniciatura mattutina del divanetto di vimini.
Le tre del pomeriggio erano un'ora pericolosa nei sobborghi gerontocratici di St. Jude. Alfred si era svegliato nella grande poltrona blu in cui di era addormentato dopo il pranzo. Aveva finito il suo pisolino e il prossimo notiziario locale iniziava soltanto alle cinque. Due ore vuote erano una fistola che generava infezioni. Si alzò a fatica, raggiunse il tavolo da ping pong e si mise in ascolto di Enid, ma non la sentì.
In tutta la casa risuonava un campanello d'allarme che nessuno poteva udire eccetto Alfred e Enid. Era il campanello d'allarme dell'ansia. Era come uno di quei grandi dischi di ghisa muniti di battaglio elettrico che spedivano in strada gli scolari durante le esercitazioni antincendio. Suonava da così tante ore che ormai i Lambert non udivano più il messaggio "campanello che squilla" ma, come quando un rumore prosegue ininterrotto finché non si riescono a distinguere i diversi suoni che lo compongono (o come quando si fissa una parola finché non si trasforma in una sequenza di lettere morte), udivano invece i rapidi rintocchi del battaglio sulla cassa di risonanza metallica, non una nota pura ma una sequenza granulosa di percussioni con uno strato superficiale di toni acuti e lamentosi; suonava da così tanti giorni che ormai rimaneva sullo sfondo, tranne certe volte, la mattina presto, quando uno dei due si svegliava in un bagno di sudore e si accorgeva che un campanello squillava nella sua testa da tempo immemorabile; suonava da così tanti mesi che il suono aveva ceduto il passo a una specie di metasuono, il cui volume dipendeva dal battito ritmico delle onde di compassione ma dal molto, molto più lento variare della loro consapevolezza del suono stesso. E questa consapevolezza era particolarmente acuta quando anche il clima era di umore ansioso. Allora Enid e Alfred - lei inginocchiata ad aprire cassetti in sala da pranzo, lui in contemplazione del disastroso tavolo da ping-pong nel seminterrato - si sentivano entrambi sul punto di esplodere dall'ansia.
L'ansia dei buoni sconto, in un cassetto pieno di candele dai raffinati colori autunnali. I buoni erano tenuti insieme da un elastico, e Enid si stava rendendo conto che le loro date di scadenza (spesso allegramente cerchiate in rosso dal produttore) erano passate da mesi, perfino anni: che quei cento e passa buoni, il cui valore totale superava i sessanta dollari (potenzialmente centoventi al supermarket di Chiltsville dove valevano il doppio), erano tutti scaduti. Tilex, sconto di sessanta centesimi. Excedrin PM, sconto di un dollaro. Le date non erano nemmeno vicine. Le date erano storiche. Il campanello d'allarme stava suonando da anni.
Ricacciò i buoni in mezzo alle candele e chiuse il cassetto. Cercava una raccomandata che era arrivata qualche giorno prima. Alfred aveva udito il postino bussare alla porta e aveva gridato, - Enid! Enid! - così forte che non l'aveva sentita strillare a sua volta, - Al, vado io! - Alfred aveva continuato a chiamarla a gran voce, avvicinandosi sempre più, e poiché il mittente era la Axon Corporation, 24 East Industrial Serpentine, Schwenksville, Pennsylvania, e poiché c'erano alcuni aspetti della situazione della Axon che Enid conosceva e che sperava Alfred ignorasse, si era affrettata a ficcare la lettera da qualche parte a pochi metri di distanza dalla porta d'ingresso. Alfred era emerso dal seminterrato strepitando come un mezzo cingolato, - C'è qualcuno alla porta! - e lei, sempre a un volume piuttosto alto, aveva replicato, - Il postino! Il postino! - e lui aveva scosso la testa davanti alla complessità della situazione.
  • Jonathan Franzen Cover

    Jonathan Franzen è uno scrittore statunitense. Pubblica regolarmente racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper's». È autore di numerosi libri, tutti pubblicati in Italia da Einaudi. Tra questi ricordiamo: i romanzi Le correzioni (2002), La ventisettesima città (2008), Forte movimento  (2004), Libertà (2011), Purity (2016); le raccolte di saggi Come stare soli. Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa (2003), Più lontano ancora (2012) e Il progetto Kraus (2014); l'autobiografia Zona disagio (2016) e La fine della fine della terra (2019). Approfondisci
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