Editore: Bompiani
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 15 maggio 2002
Pagine: 317 p.
  • EAN: 9788845251467
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Descrizione
Quattro amici polacchi, raccolti intorno al tavolo di un locale, fronteggiano il vuoto delle loro vite. L'idea di attraversare una foresta durante una spaventosa tempesta di neve nasce quasi come una sfida alla vita, come l'atto estremo che permetterà loro di sentirsi ancora fatti di carne e sangue. Ma mentre la neve cade e la tensione aumenta, tra gli alberi della foresta li aspetta un omicidio tanto gratuito quanto violento.

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    Luca

    15/07/2002 15:21:38

    "Corvo Bianco" di Stasiuk è davvero uno dei più bei libri di questi ultimi anni.

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Indicato da parte della critica polacca come il romanzo che meglio simboleggia lo stato di precarietà e di frustrazione dell'ultima generazione cresciuta sotto il comunismo, Corvo bianco, insignito in Polonia di due prestigiosi riconoscimenti e divenuto oggetto di un adattamento cinematografico, è la prima opera di Stasiuk ad approdare nel nostro paese (siamo stati preceduti da Germania, Olanda, Francia e Inghilterra). Il testo narra le peripezie di cinque giovani che, spinti dal senso di vuoto delle loro esistenze, lasciano Varsavia e intraprendono un'assurda e pericolosa spedizione sui Carpazi, che li fa precipitare, nella lotta contro la società, la natura e loro stessi, in una situazione drammatica. La trama semplice e avventurosa - mera parodia di un romanzo di sensazione - offre all'autore lo spunto per tirare un primo bilancio. Il mondo scomparso dopo il 1989 appare ora nella realistica e suggestiva rappresentazione di un ambiente in stato di degrado e abbandono (le rovine dell'utopico universo delle Aziende Agricole Statali sono miseramente inghiottite da una natura feroce), ora nelle nostalgiche rievocazioni dei protagonisti inclini a vedere la propria adolescenza nella Polonia Popolare come un'irripetibile età dell'oro. La realtà comunista, per molti ancora tabù, viene così sublimata ed esaltata dalla luce idealizzante della memoria individuale. Il romanzo di Stasiuk, scrittore capace di dosare sapientemente le armi dell'ironia e della provocazione, rappresenta un'opera d'indubbio interesse, nella quale emergono fra l'altro i gesti, gli ambienti e il linguaggio di un mondo maschile ormai entrato in crisi. Ci auguriamo che venga tradotto anche Dukla, libro fantasmagorico e ricco di simbologie nel quale la lingua - poetica e raffinata - diviene strumento di ricerca ed esplorazione degli aspetti metafisici della Galizia, la mitica regione della Polonia dove Stasiuk vive e ambienta gran parte della sua narrativa.

Dario Prola