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Davide Enia

Editore: Dalai Editore
Anno edizione: 2012
Pagine: 302 p., Rilegato
  • EAN: 9788866202110
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Finalista Premio Bancarella 2012
Lasciate perdere tutti i discorsi sul fatto che si tratta di un esordiente (cosa, tra l'altro, vera a metà). Lasciate perdere anche le bandelle sensazionalistiche che elencano le vendite dei diritti all'estero. Tutto questo potrebbe inquinare non poco l'approccio del lettore al libro.
Iniziate invece a leggere, senza alcuna aspettativa, Così in terra, il romanzo di Davide Enia, pubblicato da Dalai editore. Scoprirete una scrittura carnale, muscolare, un montaggio sapiente, personaggi che difficilmente dimenticherete, un'energia narrativa misurata e passionale allo stesso tempo.
Misurata e passionale. Come un pugile. E la storia di Così in terra è appunto una storia di pugili, a Palermo, dal 1942 al 1992. Sullo sfondo le bombe che cadono sulla città. Prima la Seconda Guerra Mondiale e poi gli attentati mafiosi. Le bombe sono come pugni, sferrati a tradimento, sulle case e sulle teste delle persone, che non indossano guantoni, non possono alzare la guardia, sono pugili colpiti nel sonno.
Davidù inizia a boxare da ragazzo come suo padre detto Il Paladino, morto in un incidente stradale quando era ancora nel grembo della madre. Come suo zio Umbertino, che aveva appreso l'arte del pugilato dal Negro, un soldato americano e poi ha messo in piedi una palestra a Palermo.
La narrazione si muove tra presente e passato, dentro le vite di questi pugili, con Rosario, il nonno di Davidù partito per la guerra e fatto prigioniero, con Umbertino scapolo incallito sempre in cerca di nuovi amori, e con Davidù, che vive i suoi primi turbamenti sentimentali e contemporaneamente rincorre il titolo regionale.
I pugili del romanzo, ognuno a suo modo, sono figure positive, forti, sempre pronte ad aiutare i più deboli. Hanno coraggio, conoscono il senso dell'amicizia e dell'amore, sentono l'obbligo e il piacere della trasmissione, dell'insegnamento. Davidù impara le coniugazioni latine dalla nonna Provvidenza, la boxe dallo zio, la rettitudine morale dal nonno. Davidù è il riassunto, il ragazzo che si è nutrito di racconti, di esempi, di insegnamenti.
E sono proprio esempi quelli che Davide Enia mette in scena nel suo romanzo. Di come si possa restare in piedi, con dignità, di come ci si possa allenare alla resistenza, ogni giorno, in una terra da troppi anni in battaglia. Non ci sono note per le parole in dialetto siciliano che compaiono copiose nella scrittura di Enia. Se ne assorbe il significato dal contesto. Il dialetto condensa tutto in un attimo, è sferzante e veloce come un pugno, ma sa anche attraversare i tempi, come una cicatrice.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    mintr

    28/06/2013 14.15.22

    Bellissimo. Scrittura veloce e precisa. La storia si sposta avanti e indietro con un gradevole gioco dei tempi.

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    francesco v

    11/04/2013 22.16.33

    Nella mia libreria, Premio diquellochevolete 2012

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    Giuliana

    30/08/2012 19.51.16

    Quando un libro ti cattura la mente ,non ti fa pensare a niente altro, ti fa venire la voglia di passare la notte a leggere riesce a farti appassionare ad un tema (la box) per la quale non hai mai provato il minimo interesse ,quando ti dispiace moltissimo che sia finito ,io lo chiamo capolavoro.Bellissimo Giuliana

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    mari

    30/07/2012 10.47.49

    ah no camillerese proprio no....non scherziamo! il libro è bellissimo carnale ma delicatissimo, i personaggi sono di quelli che fai fatica a lasciare andare quando hai finito il libro che io ho praticamente divorato in due giorni! Tutta la mia ammirazione e i miei complimenti al mio concittadino Enia che mi ha fatto tornare alla mente con la sua scrittura tanti modi di dire dialettali che non sentivo da tempo.... e, campanilismo a parte, il libro è straconsigliatissimo!

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    andrew

    06/07/2012 14.03.03

    Beh che dire, un ottimo esordio per Davide Enia (esordio come primo romanzo), tutto molto bello e crudo: l'umiltà di uno sport povero, la brutalità della guerra in Africa, la Palermo difficile. Sotto tono il finale un pò mieloso (per questo non merita il voto max).

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    silvia

    25/03/2012 19.29.46

    il libro più bello degli ultimi anni

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    Carmen

    18/03/2012 10.57.26

    Che bel libro! Altro che "camillerese"...Il dialetto si inserisce benissimo (oltre tutto molto diverso da quello di Camilleri) in un contesto nel quale tutto fa da sfondo: la boxe, la Sicilia...I veri protagonisti sono i sentimenti. L'amore, la nostalgia, gli affetti, l'amicizia. Pensare che se avessi letto la trama, forse non l'avrei neanche iniziato! Mi ha catturato, questo libro, pagina dopo pagina: cosa che non mi succedeva da tempo.

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    anna

    13/03/2012 12.54.07

    un capolavoro. Una storia fatta da tante altre storie che disegnano 50 anni. Umbertino, Gerruso, il nonno Rosario, Nina... Un libro meraviglioso che fa ridere e piangere assieme

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    Marco

    12/03/2012 17.02.52

    Libro bellissimo, sulla boxe, sulla vita, sulla Sicilia e non solo. Non sarà il primo e l'unico libro in camillerese, ma è la storia che conta (per me). Da rileggere.

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    cardellino

    20/02/2012 23.01.53

    l'ennesimo libro scritto in camillerese. in italiano ma con inserti dialettali. attraverso la box la storia di una città già narrata in tutte le salse. palermo. il risultato mi ha un pò annoiato. belle le poche pagine di sola box. il resto retorico e spesso ridondante

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