E cosi via. Testo inglese e russo a fronte. Ediz. multilingue

Iosif Brodskij

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2017
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788845932311
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Descrizione
Apparso negli Stati Uniti nel 1996, questo libro raccoglie la sfida estrema di un grande poeta: testi stesi direttamente in inglese, altri autotradotti dal russo

Spumeggianti cascate
di angeli, di abiti
da ballo, crollo
di barricate inamidate,

nozze di farfalle
con nevi himalayane,
vette alpine, a zonzo
per il cielo - oh, nuvole,

in quel cielo
delicato del Baltico
che a nessuno appartiene -
lassù, in alto,

nella vostra dimora, quali
appelli ascolterete?
Chi è il vostro architetto?
Chi il vosto Sisifo?


Apparso negli Stati Uniti nel 1996, questo libro raccoglie la sfida estrema di un grande poeta: testi stesi direttamente in inglese, altri autotradotti dal russo. Un trasloco del poetabile, la verifica di un intero arsenale verbale e musicale alla prova di un'altra grammatica, di un diverso «codice di coscienza». Libro conclusivo e postumo, E così via evoca col suo titolo uno stacco e insieme una promessa: interrompe, ma implica la possibilità di un seguito, suggerisce aperture imprecise, itinerari forse solo ipotetici. E proprio in quella sospensione, non lieta ma chiara, abitano i centauri e il vento, i passanti indifferenti e gli intonaci sbrecciati, protagonisti o comparse di una favola poetica. La città dell'anima, Pietroburgo, detta ancora la regola di versi architettonici, ma altri meno limpidi paesaggi incalzano, mentre lo schema delle cose, ormai orientato verso il vuoto, raggiunge una nuova, colloquiale morbidezza.

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    Cristiano Cant

    22/12/2017 09:12:58

    "Nascondi pure l'asso,/sul tavolo restano sempre i fanti di un seme sconosciuto". Mi piace accostare questi versi all'idea di Male e di Poesia, elementi furiosamente stretti e insieme astiosamente distanti. Mi piace farlo rovesciando i pensieri più o meno in questo modo: d'accordo, il dolore e il male sono evidenza chiara, ma la Poesia li sommerge col dono della parola. Il Male soffre la Poesia, la detesta, sa fin troppo bene che in essa dimorano tutti i vaccini contro i guasti e gli orrori che esso dispensa e genera, ma senza i quali - ecco il paradosso che lo rende necessario - l'Altra non darebbe senso, forza e scopo alle proprie ali eterne. E' un'equazione malata, ma nella quale l'esito di felicità può giungere solo in quel modo. La Poesia culla il Male e lo supera, lo aggira assumendolo in sé, ma come una madre speciale che sa e sente ciò che deve accadere per potersi poi dare intera e sincera alla carne delle pagine. Brodskij è fra i grandissimi poeti nei quali quest'abbraccio e questo rifiuto si sono dati per sempre in una magnificenza irripetuta. Nel suo fiato la vita manca e sprona, tentenna e incalza, sorride e rassegna: "Poiché, urtando contro la memoria, il tempo si scoprirà senza diritti". E' esattamente questa la carezza che annulla la pena; non la elimina, ma la alza a soglie che ogni Male non può immaginare. Questa è la Poesia, la mastodontica invisibile forza che un canto riesce ad effondere contro le maglie di un reale inguardabile, contro spettri voluttuosi di orrore, contro il destino di ognuno. Nient'altro come "Ritratto della tragedia" dice questo; il poeta guarda in volto il Male e gli scrive, lo sfida, lo scava, lo affronta in versi di una grandezza che fa tremare, perché anche se il Male vince il poeta gli strappa le ciglia dagli occhi, lo stordisce, lo frena, resiste, e lo fa per chiunque ami o non ami la Poesia.Questa è la gratuità, la chiamata morale, l'illogica potenza di un mestiere inascoltato. Che importa? Libro più che meraviglioso.

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Indice

I. All'infinito
II. Una canzone
III. Postilla a previsioni meteorologiche
IV. La stella di Natale
V. La nuova vita
VI. Un angelo
VII. Insegnamento
VIII. In memoria di mio padre: Australia
IX. «Finirà l'estate. Arriverà settembre...»
X. Elegia («La costanza è l'evoluzione in un pensiero»)
XI. «Cara, oggi sono uscito di casa tardi...»
XII. Centauri I
XIII. Centauri II
XIV. Centauri III
XV. Centauri IV
XVI. Epitaffio per un centauro
XVII. «Il mondo fu creato mescolando con il fango...»
XVIII. Annotazioni di una felce
XIX. Exter rivisitata
XX. Vertumno
XXI. «Il mondo attorno non contava»
XXII. Cartolina da Lisbona
XXIII. Pioggia d'agosto
XXIV. Lido
XXV. Fin de siècle
XXVI. «Non sono volate via le api, né il cavaliere...»
XXVII. Transatlantico
XXVIII. Vista dalla collina
XXIX. Dedicato a Girolamo Marcello
XXX. «Mia cara, perdendo la beltà và a vivere...»
XXXI. Anti-Shenandoah: due scenette e un coro
XXXII. Dedalo in Sicilia
XXXIII. Nuvole
XXXIV. Cappadocia
XXXV. Ab Ovo
XXXVI. In via Funari
XXXVII. Ritratto della tragedia
XXXVIII. Törnfallet
XXXIX. La freccia persiana
XL. Canzone di benvenuto
XLI. Elegia («Che tu mi abbia eroicamente ripescato...»)
XLII. Kolo
XLIII. Ninna-nanna
XLIV. Omaggio a Cechov
XLV. Ischia a ottobre
XLVI. Inno
XLVII. Dal vero
XLVIII. «Dopo di noi, certo, non verrà il diluvio»
XLIX. Un racconto
L. Ode al cemento
LI. Alla discarica municipale di Nantucket
LII. «Vivevamo in una città color vodka ghiacciata»
LIII. Una cartolina
LIV. Diana
LV. Blues
LVI. A una conferenza
LVII. In memoria di Clifford Brown
LVIII. Canzone d'amore
LIX. A mia figlia
LX. «Oh, se gli uccelli cantassero e le nubi...»
LXI. MCMXCIV
LXII. «I clown spianano il circo. Sono scappati...»
LXIII. Paesaggio con inondazione
LXIV. «Ogni cosa mi hanno rinfacciato, eccetto...»

Ringraziamenti e note