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Maurizio Molinari

Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2008
Pagine: XX-169 p., Brossura
  • EAN: 9788806188597
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Alla vigilia delle elezioni presidenziali americane, che hanno visto per la prima volta in lizza per la nomination democratica una donna e un afroamericano, il volume di Molinari presenta una mappa dettagliata delle principali tendenze del partito, nonché il ritratto di quei politici, intellettuali e centri di ricerca che a esso fanno riferimento. Eppure il Partito democratico, come molte formazioni della sinistra europea, deve affrontare la difficile sfida di tenere insieme persone e posizioni assai diversi tra loro. Da un lato vi è la base tradizionale del suo elettorato, composta da liberal e radicali fortemente critici nei confronti di Bush e del suo operato, di cui l'agguerrita speaker al Congresso Nancy Pelosi è un'esponente di punta. Accanto a una crescente attenzione per le tematiche ambientali, di cui il recente impegno di Al Gore è emblematico, vi è però una nuova tendenza. Si tratta dell'emergere dei cosiddetti cowboy democratici, che cercano di intercettare i voti di elettori moderati e repubblicani delusi adottando un linguaggio che fa costante riferimento alla religione, alla sicurezza nazionale, al ritorno ai valori tradizionali, al conservatorismo fiscale e alla lotta ai regimi autoritari. Tra gli esponenti di questa tendenza figurano anche i due principali sfidanti, Hillary Clinton e Barack Obama, che con le loro immagini dell'America conquistano consensi mettendo in ombra l'ala più liberal del partito. È una scommessa senz'altro interessante e che a qualcuno ricorderà alcune recenti svolte del veltroniano Pd. L'interrogativo che però rimane aperto, e a cui Molinari non risponde, riguarda il costo in termini di rinunce politiche, su temi caldi come la politica estera, la tutela dei diritti e la questione dell'aborto, cui i liberal sembrano costretti. Francesco Regalzi