Categorie
Traduttore: G. Pilone Colombo
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 205 p. , Brossura
  • EAN: 9788807886362

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    William Dollace

    17/08/2015 15.11.13

    J.G. Ballard espone la sua vetrina glaciale di seme e tecnologia. La sua rassegna appare come una profezia erotecnologica che oltre la ragione ne esplora nuove cavità. Vaticinando la fusione calda fra vorticosi amplessi e lo sfascio lucido e meccanicizzato della Società tecnologica, con i suoi riti iniziatici, sagoma amplessi sulle traiettorie autostradali fra le decorazioni oliate, nature morte ricucite di parabrezza trafitti e vetri infranti da crani e articolazioni, nella metallica masturbazione cruscotto/tecnologica delle forme automobilistiche. Questo tema, sviluppato in un crescendo di folle contorsionismo celebrogenitale, è esposto e reiterato a libitum in un'auto/psia di parole. Nella postfazione dello stesso Ballard furoreggiano lucidamente alcuni concetti chiave illuminanti e caldamente anticipatori che abbracciano, sovraesponendola, l'intera nostra Società e il disagio che l'avvolge [infatti James cita appropriatamente "Il disagio della Civiltà" di Freud] disvelando in modo perfetto l'evolversi del Concetto stesso di Fantascienza e Riattivandone il ruolo fondamentale nella Narrativa moderna. Fantascienza, non rappresentata da un Futuro incollocabile o dallo Spazio sconosciuto, ma dalla Ricollocazione precisa del Nostro temuto Presente. Ballard ridefinisce i territori della fantascienza come quelli dello "spazio interno intendendo per tale quel territorio psicologico (manifesto, per esempio, nella pittura surrealista) nel quale s'incontrano, fondendosi, il mondo interiore dello spirito e il mondo esteriore della realtà" [pag. 201] e magistralmente, allarga il campo scandendone il concetto politico e tracciando il ruolo stesso dello scrittore "Allo scrittore in particolare è quindi sempre meno necessario inventare il contenuto fantastico del proprio romanzo. L'invenzione fantastica essendo già data, il suo compito è l'invenzione della realtà." [pag. 203].

Scrivi una recensione