La crisi economica mondiale. Dieci considerazioni

Giulio Sapelli

Collana: Temi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 6 novembre 2008
Pagine: 64 p., Brossura
  • EAN: 9788833919669
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Descrizione
Perché l'attuale crisi economica? Da dove inizia: dall'industria o dalla finanza? Quanto alla fine ha pesato il colossale trasferimento di ricchezza che si è effettuato dal profitto alla rendita in questi ultimi vent'anni? Il passaggio dal profitto alla rendita finanziaria ha provocato la caduta degli investimenti industriali e la conseguente ascesa dei prezzi delle materie prime, a fronte della crescita dei paesi emergenti. Un ruolo assai negativo lo hanno svolto le cosiddette stock options, ossia quelle quote elevatissime degli stipendi dei top manager collegate al valore delle azioni. Ciò ha provocato un incentivo a far crescere con spericolate manovre finanziarie il valore di tali azioni con irrazionali rialzi borsistici e con distorsive e rischiosissime vendite degli stessi debiti attraverso veicoli finanziari senza trasparenza o, che hanno scatenato una colossale crisi di fiducia e conseguenti pesanti riflessi sul credito bancario. Questo libro, mentre spiega in modo chiaro che cosa è accaduto e sta accadendo, è una meditazione morale sull'economia, che rifugge da ogni intonazione populistica, valorizzando l'analisi e la riflessione scientifica, contro l'assordante rumore di una società sempre più priva di senso.

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    Lorenzo Panizzari

    27/05/2012 03:21:16

    Il libro è breve, si legge in due ore anche se non si è esperti di economia, ed offre molti spunti. Critico, cattivo, chiaro e senza sconti; molto meglio di tante altre analisi prolisse e tecniche. L'autore tocca quelli che a suo avviso sono i 10 temi principali della crisi economica in corso (testo del 2008; per Sapelli la crisi era già conclamata nel 2007) con riferimenti globali ma specifiche attenzioni all'Italia. I giudizi sono trancianti, secchi, cattivi come dovrebbero sempre arrivare dagli intellettuali, di cui infatti lamenta l'assenza nello sviluppo del pensiero sociale (pag.27). I temi che emergono sono i soliti di Sapelli: la finanza non può creare ricchezza, il capitalismo libero ma i mercati con regole certe, l'eliminazione degli oligopoli, la collusione tra economia e politica, la moralità persa dagli imprenditori rispetto alle origini weberiane, la necessità di mobilità sociale; con qualche aggiunta specifica: il raffronto tra il pensiero economico di Greenspan e Bernanke, i fondi sovrani, il sistema bancario. I temi sono molti, sintetici ma adeguatamente trattati per una visione generale non tecnicistica. La lettura vola via, ma il testo non è semplicissimo: Sapelli fa riferimenti al pensiero di Weber, Pavol, De Tocqueville, Keynes, Barnes, Gobetti, Smith, Galbraith, Nietzche, Von Hayek ed altri, dando per scontato che il lettore sappia di cosa si parla. L'assenza di queste conoscenze comunque non limita in modo sensibile la comprensione. Oro colato il cap.2 e l'inizio di pag.52; splendidi gli ultimi 2 capitoli, dove l'autore più che gli elementi della crisi esprime le proprie idee per la soluzione; in un'ottica di lungo periodo, come si conviene ad un (grande) intellettuale ed economista.

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