-15%
Critica illuminista e crisi della società borghese - Reinhart Koselleck - copertina

Critica illuminista e crisi della società borghese

Reinhart Koselleck

0 recensioni
Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Traduttore: G. Panzieri
Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Edizione: 2
Anno edizione: 1984
In commercio dal: 10 gennaio 1984
Pagine: 308 p.
  • EAN: 9788815003522
Salvato in 11 liste dei desideri

€ 16,69

€ 19,63
(-15%)

Punti Premium: 17

Venduto e spedito da IBS

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile
spinner

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto sarà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

PRENOTA E RITIRA
* Servizio momentaneamente attivo solo nella Regione Lazio. Scopri il servizio

Critica illuminista e crisi della società borghese

Reinhart Koselleck

Caro cliente IBS, grazie alla nuova collaborazione con laFeltrinelli oggi puoi ritirare il tuo prodotto presso la libreria Feltrinelli a te più vicina.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: {{item.Store.Phone}}

Fax: {{item.Store.Fax}}

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


Critica illuminista e crisi della società borghese

Reinhart Koselleck

€ 19,63

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: {{shop.Store.Phone}} / Fax: {{shop.Store.Fax}} E-mail: {{shop.Store.Email}}


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

Critica illuminista e crisi della società borghese

Reinhart Koselleck

€ 19,63

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

{{shop.Store.Phone}}


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

KOSELLECK, REINHART, La Prussia tra riforma e rivoluzione (1791-1848), Il Mulino, 1988

KOSELLECK, REINHART, Futuro passato.Per una semantica dei tempi storici, Marietti, 1986

KOSELLECK, REINHART, Critica illuministica e crisi della società borghese, Il Mulino, 1972
(recensione pubblicata per l'edizione del 1972)
recensione di Schiera, P., L'Indice 1989, n. 1

"La Prussia è scomparsa in quanto Stato, ma la sua storia non appartiene soltanto al passato. L'eredità prussiana sopravvive, in misura maggiore o minore, nei paesi successori nella Germania democratica e nella Germania federale, oltre che in Russia e in Polonia. Perciò, la disputa storiografica non riguarda soltanto la parte avuta dalla Prussia nello scoppio della prima guerra mondiale e nella fine del secondo Impero, il militarismo della costituzione sociale prussiana e lo stesso ruolo svolto nell'ascesa del nazionalsocialismo, ma va molto al di là di tutto ciò. Non esiste infatti un giudizio storiografico che non abbia tuttora un riflesso politico".
Basterebbero queste frasi iniziali dell'introduzione che Koselleck ha scritto all'edizione italiana del suo opus magnum su "La Prussia tra riforma e rivoluzione" (1791-1848) per mostrare quanto essa sia attuale nel delicato e difficile dibattito che, ancora una volta, sta attanagliando l'opinione pubblica tedesca intorno al tema cruciale dell'identità storico-politica e storico-culturale dei "tedeschi", a quarant'anni suonati dalla disfatta del nazismo. Alla luce delle considerazioni di Koselleck, lo stesso incidente provocato dal presidente del Bundestag Jenninger, nel discorso ufficiale di commemorazione della "notte dei cristalli", meriterebbe un'attenzione più approfondita di quella, legittima, di totale condanna che ha immediatamente ricevuto sul piano politico.
La verità è molto semplice e, benché sia già stata da molte parti sottolineata, va qui ripetuta: la sede del dibattito storiografico gode di uno statuto essenzialmente diverso da quello proprio della sede del dibattito politico. Jenninger ha dunque insieme ragione e torto quando commenta, a propria difesa, che non esisterebbero in Germania le condizioni per poter "chiamare le cose col proprio nome". Sono infatti proprio le "cose" ad avere "nomi" diversi, a seconda delle sedi in cui se ne parla. L'ambito storiografico è infatti un ambito "scientifico", che tollera, anzi prescrive, "nomi" invece intollerabili nel dibattito politico.
Tutto ciò ha molto a che fare con quanto Reinhart Koselleck ci ha insegnato negli ultimi anni a proposito della ricerca storica. Il suo impegno si è infatti tutto svolto nel senso di individuare il momento in cui la "storia moderna" si è consolidata, verso la fine del XVIII secolo, come "scienza" e nell'indicare nei concetti lo strumento principale grazie al quale ciò è potuto accadere. Ancora Koselleck ci insegna, in uno dei saggi tradotti in "Futuro passato". Per una semantica dei tempi storici che "Secondo una nota massima di Epitteto non sono gli atti a turbare gli uomini, ma le parole relative agli atti... La massima ci ricorda la forza propria delle parole, senza le quali il nostro agire e subire umani sono quasi inesperibili, e certamente non comunicabili". Di qui la necessità di una "storia dei concetti" per "stimolare quei giudizi di struttura che una storia sociale decisa a procedere con esattezza non può esimersi dal riprendere e verificare". Con tale intento, Koselleck ha cercato di incrociare fra loro, nel libro sulla Prussia dal quale siamo partiti, analisi sincroniche e diacroniche, allo scopo di giungere a registrare mutamenti di lungo periodo, sintetizzabili nel passaggio della Prussia da stato assolutistico per ceti a moderno stato industriale.
Nell'esaminare la costituzione giuridica della società (il famoso "Allgemeines Landrecht", emanato fra il 1791 e il 1794), la corrispondente forma di stato riformatore ed amministrativo prussiano e i movimenti sociali che lo favorirono o lo ostacolarono, Koselleck ha fatto uso di una considerazione strutturale e funzionale, volta a tematizzare i variabili nessi intersoggettivi. Egli si è servito anche di ricerche di tipo storico-concettuale, ritenute particolarmente utili a cogliere le lente sfumature del mutamento linguistico in campo politico-sociale, anche attraverso i tentativi di condizionamento e di direzione dell'intero processo in esso impliciti. Ma l'opera in cui si sta maggiormente realizzando l'impresa di Koselleck è quella ormai famosa dei "Geschichtliche Grundbegriffe. Historisches Lexikon zur politisch-sozialen Sprache in Deutschland", inaugurata nel 1972 e finora giunta al V volume. L'opera risulta curata, oltre che da Koselleck, da Otto Brunner e da Werner Conze, cioè dai due autori che, insieme al più antico Otto Hintze, vengono riconosciuti pur con sfumature non secondarie, attribuibili anche ad opzioni di tipo ideologico-i padri fondatori della moderna "storia sociale e costituzionale" tedesca. In essa vengono presi in esame una nutrita serie (circa 130) di "concetti storici fondamentali". Questi ultimi non sono riducibili semplicemente ai tradizionali termini tecnici di cui si servono le scienze storiche nei rispettivi manuali ed opere di riferimento metodologiche, ma vorrebbero essere i "concetti-guida del movimento storico", il quale a sua volta "costituisce, nel corsa del tempo, l'oggetto della ricerca storica". Perciò il Lexikon ha l'ambizione di selezionare quelle espressioni che, per portata semantica ed impiego sociale-costituzionale hanno accompagnato il sorgere di "strutture" e di avvenimenti complessi.
L'intento d'insieme, per quanto stupendamente fondato sul piano teoretico e metodologico, non si sottrae a qualche ambiguità, come risulta ad esempio dal fatto che i concerti prescelti valgono talora contemporaneamente come veri e propri fattori del processo storico e come semplici indicatori di esso. Quel che più conta però è che essi hanno tutti a che fare con il problema, già sopra affacciato, del superamento del "vecchio" mondo a favore del mondo "moderno". Si tratta cioè del tentativo di enucleare attraverso la storia dei concetti, la consistenza stessa della storia moderna, come riflessione consapevole e mirata sulla età moderna, se non addirittura sul "moderno". Il periodo che entra in questione è, sempre per la Germania a cui il Lexikon è esclusivamente riferito, quello che va dall'inizio del XVIII secolo alle soglie dell'età contemporanea. Va da sé però che l'indagine sui singoli concetti deve risalire il più indietro possibile, proprio per rintracciare il punto di attrito della modernità. Quest'ultima a sua volta viene di norma misurata col metro, piegato verso il futuro, della "rivoluzione" politica e industriale che ha segnato l'Europa fra Sette e Ottocento.
Christian Meier, l'importante storico dell'antichità di cui sta per uscire in traduzione italiana una silloge di saggi sulla "nascita del concetto di democrazia in Grecia", scrive che "vi sono epoche in cui il patrimonio complessivo dei concetti in campo politico-sociale muta: concetti centrali vengono creati dal nuovo, mentre concetti tradizionali importanti mutano profondamente il loro significato o cadono in disuso". Egli riprende esplicitamente l'espressione koselieckiana di Sattelzeit, età-sella in cui "i concetti fungono da concetti di scopo e di integrazione". Ciò accade grazie ad una sorta di accoppiamento fra una carica progettuale, di tipo storico-filosofico, verso il futuro ed una capacità di suo inveramento in concrete azioni di pianificazione e di direzione del nuovo processo politico-sociale.
Non interessa qui verificare se l'applicazione da parte di Meier della metodologia di Koselleck al V secolo a. C. sia verosimile o meno. È più importante sottolineare che, in tal modo emerge a piene lettere la centralità occupata, nella moderna metodologia storica, dal cosiddetto "tempo storico", diverso sia dal tempo fisico-astronomico che da quello biologico. Il tempo storico è, allo stesso tempo, più astratto e più concreto degli altri due. Più concreto, perché "è legato a gruppi politicamente e socialmente attivi, a uomini concreti che agiscono, subiscono e patiscono, alle loro istituzioni e organizzazioni". Più astratto, perché diventa compito della ricerca storica delimitare, di volta in volta, i diversi tempi storici, costruendoli secondo esigenze e criteri di ordine prevalentemente ermeneutico, sulla base di un'azione interpretativa non tanto diversa da quella presente nella costruzione dei "tipi ideali".
Non so se Koselleck sarebbe d'accordo con questa osservazione. E vero però che egli stesso, nell'intervista concesse a Edoardo Tortarolo per "L'indice", insiste sulla specificità del concetto di "storia sociale", in contrapposizione sia ad una storia politica come storia degli avvenimenti sia a un'astratta storia dello spirito. Ugualmente, egli distingue il proprio fondamentale interesse di "teoria della storia" dalla generica filosofia della storia di idealistica memoria. In entrambi i casi, è per lui centrale (e il rimando che fa a Conze ma anche a Hintze e a Schmoller lo conferma) considerare la sociologia e le scienze sociali ed economiche come "parte della sistematica della storia". Di Weber egli non parla qui ma subito dopo. Richiamarlo non è fuori luogo, alla luce del mutamento dichiarato da Koselleck stesso nella sua concezione della "storia dei concetti". Sembra infatti che essa sia trascorsa dall'iniziale momento pragmatico e un po' strumentale ad una sempre maggiore valorizzazione dell'indipendenza del linguaggio medesimo. "Le stesse cose quindi non sono le stesse", conclude Koselleck.
Ma se questo è vero e se "sforzo di generalizzazione e contenuto storicamente concreto convergono in variazioni mutevoli", diventa indispensabile lasciarsi guidare, nella ricerca più dal Verstehen che- dal wie es geschehen ist e la tipologia - con cui i "tempi storici" stanno, a mio avviso in sintonia ermeneutica - continua ad essere la strada più consolidata in quella direzione. Non a caso, di tutti i "concetti storici" è quello di "storia" ad essere la pietra angolare del sistema di pensiero di Koselleck. E non è naturalmente un caso neppure che quel concetto abbia avuto tanto peso in tutta l'esperienza culturale tedesca in età moderna. Per i tedeschi, egli dice, la storia diventa una "divinità. temporalizzata": da ciò sorge un criterio di "responsabilità" che prima non c'era e che, da allora in poi, ha segnato drammaticamente la vita politica tedesca. Ne è venuta, egli dice, una "ideologia". Tortarolo, molto opportunamente, gli offre a questo punto il piatto prelibato del rapporto fra morale e politica (trattato da Koselleck con maestria già nel primo lavoro su "Critica illuministica e crisi della società borghese"). E Koselleck rinvia a Carl Schmitt e subito dopo a Max Weber e alla sua "morale della responsabilità". Non solo sul piano metodologico, dunque, ma anche su quello più sostanziale dei valori, l'ombra di Weber continua ad abitare le stanze, anche più modernamente arredate, della cultura tedesca contemporanea.
ci riconduce al punto da cui abbiamo preso le mosse. E a un'altra citazione che Koselleck trae, questa volta, da Lorenz Stein: "È possibile predire il futuro, purché non se ne vogliano profetizzare i particolari". Che sia vero anche il reciproco: che cioè il recupero, alla ricerca della propria identità e responsabilità, del passato è possibile solo tralasciando "i particolari". Non dimentichiamo che, all'inizio del suo meraviglioso libretto su un altro possibile "tempo storico" dell'Occidente - la guerra dei trent'anni - Gunther Grass proclamava : "Il passato sarà ciò che il futuro è stato".
Note legali