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Cultura di destra

Furio Jesi

Curatore: A. Cavalletti
Editore: Nottetempo
Collana: Figure
Anno edizione: 2011
Pagine: 297 p., Brossura
  • EAN: 9788874522835
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    armando pepe

    21/06/2011 13.33.43

    Silloge di scritti più o meno slegata che, comunque, sottende un filo unico della narrazione, la cultura di destra del Novecento; data l'unicità dei saggi, bisogna che la critica proceda capitolo per capitolo; Jesi ci richiama all'importanza, nella Destra, del simbolo o dei simboli presenti nelle adunate fasciste e naziste o nelle manifestazioni franchiste e del movimento di Codreanu. Lo stesso autore pone l'importanza sulla "cultura della morte", in uso specialmente nella retorica postbellica dal 1918 in poi; ne dà prova, di questa religione laica di matrice funeraria, nella descrizione della scelta dell'ignoto milite da conservare nel sacello dell'altare della patria in Roma. Cultura della morte celebrata in Roma come esaltazione del martirio (aggiungo VINDICE), esaltata in Spagna al grido "Viva la muerte", infatti "Salvador de Madariaga dichiarò che fu dapprima il grido degli anarchici......non sappiamo...è vero in ogni caso, che, VIVA LA MUERTE raggiunse notorietà soprattutto come slogan del generale José Millàn Astray y Terreros e del TERCIO (la legione straniera spagnola"; addirittura il Tercio aveva un canto intitolato "il fidanzato della morte", all'insegna della tanatofilia. Idem la Guardia di Ferro.

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