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Cuore di Tenebra

Joseph Conrad

Traduttore: G. Spina
Collana: I classici blu
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 124 p., Brossura
  • EAN: 9788817000536
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    Fabio Marchioni

    31/10/2011 09.22.28

    Cuore di tenebra è da leggere più per la forza simbolica che promana dalle poco più che cento pagine del libro che per il valore narrativo dell' opera. La scrittura ha un sapore quasi magico, probabilmente assecondato in me dalla lettura "per immagini" resa possibile dall' indimenticata visione di Apocalypse Now. Kurz è una delle grandi metafore letterarie e cinematografiche più riuscite della fascinazione del male. Lettura interessante da gustare lentamente.

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    Romano De Marco

    02/05/2006 08.08.23

    Il racconto del viaggio del marinaio Marlow nel cuore dell'africa tropicale, lungo un fiume pieno di insidie, su una imbarcazione instabile e malridotta, alla ricerca di Kurtz, un uomo che ha in qualche modo sovvertito le regole della compagnia commerciale per la quale lavora, divenendo una leggenda fra gli indigeni e provocando preoccupazione e imbarazzo fra i propri superiori. Il romanzo è in realtà una potente, efficace metafora del viaggio all'interno dell'orrore insito nella condizione umana e una condanna senza appello alla crudeltà della civiltà moderna che maschera dietro ipocrite convenzioni una assoluta mancanza di rispetto per la vita e per la dignità dei deboli. Kurtz è il terminale di questa ricerca e assume, nel racconto, una importanza centrale, quasi simbolica, sottolineando con la propria parabola (viaggio, ascesa, morte e disillusione) la visione negativa di Conrad in merito ad una eventuale, possibile redenzione dell'umanità. Il passaggio finale dell'incontro fra Marlow e la promessa sposa di Kurtz, sottolinea ancora di più questa visione assolutamente pessimistica, mascherata da un gesto apparentemente catartico compiuto dal marinaio che, in realtà (negando ancora una volta la verità) ribadisce l'impossibilità dell'uomo di essere davvero se stesso all'interno delle regole sociali che si è imposto. Nota: Francis Ford Coppola si è ispirato a questo romanzo per il suo APOCALYPSE NOW ambientato a circa un secolo di distanza, durante la guerra in vietnam.

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    stefano77

    31/01/2006 00.50.59

    Classico ma non per questo scontato; direi attuale, un racconto che ci rivela la sconfitta della civiltà. Dopo poche pagine mi sembrava di rivivere l'atmosfera di Apocalypse Now. Credo che meriti una lettura più approfondita...

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    Albys

    17/07/2005 22.08.59

    Se fosse stato scritto negli ultimi 20-30 anni, Cuore di tenebra sarebbe stato definito un noir (termine super-inflazionato, ma che calza a pennello per questo libro di più di un secolo fa). Non è la narrazione del viaggio nell'oscuro mistero del fiume Congo ad essere, infatti, al centro del romanzo. Nonostante la forte caratterizzazione esotica (l'Africa più selvaggia) e il senso generale di avventura, questo celebre romanzo di Conrad resta un immortale romanzo psicologico basato sul Male, sull'animo cupo dell'Uomo quando egli trascende i suoi compiti e le sue responsabilità in nome della folle esaltazione. Il cammino che Conrad fa fare a Marlow è un percorso segnato dal dolore della consapevolezza e delle rivelazioni. Prima la scoperta della vera natura del colonialismo. Poi la rivelazione su quanto l'animo umano possa uscire dai binari, e quanto il male possa affascinare. Simbolico, lirico, impressionista. Kurtz è il vero protagonista del libro. L'anima buia, il punto di riferimento di tutti. Una vera e propria ossessione, il simbolo buio della solitudine. Conrad ha una bella prosa, ancora attuale, anche se in questo libro eccede forse con l'aggettivazione e carica un po' troppo, contribuendo così a far calare la tensione narrativa. A me non ha annoiato, perchè quando un autore è bravo può anche essere lento (non troppo a lungo, però), ma capisco chi può averlo trovato poco avvincente. Altro difetto: alcuni passaggi fondamentali della storia sono tirati via in modo frettoloso, con una pessima scelta dei tempi narrativi. C'è una latente insoddisfazione nel lettore, per qualcosa che è più immaginato che vissuto. Nonostante questi due difetti, il libro rimane molto buono. E' un romanzo amaro, in cui quasi tutti escono sconfitti (anche Marlow, con l'ultimo suo ipocrita gesto)e proprio per questo è un libro attuale. L'avidità del ruolo da protagonista tirato agli estremi, la convenienza di certe visioni sociali precostituite, l'"ideale" che è bello finchè resta, appunto, ideale e non cosa reale. Da rileggere.

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