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Irvin D. Yalom

Traduttore: S. Prina
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca
Anno edizione: 2009
Pagine: 479 p. , Brossura
  • EAN: 9788854503236

Recensioni dei clienti

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    francesco v

    30/08/2016 09.53.35

    Il libro piùà sottotono tra quelli di Yalom, e li ho letti (con questo) tutti. Troppo scolastico, troppo lungo,troppo incentrato sulle dinamiche delle sedute psicoterapeutiche che alla fine stancano e annoiano. 480 pagine che potevano essere 200. Mi ha comunque spinto ad approfondire la figura di Schopenhauer, proverò con Parerga e paralipomena

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    silvia

    28/02/2016 00.39.51

    Il pregio di questo romanzo è di avvicinare alla portata di tutti argomenti ostici, o presunti tali, come appunto Schopenhauer, la filosofia, la meditazione e la terapia di gruppo; d'altro canto però, proprio in virtù dell'intento divulgativo, la struttura narrativa risulta schematica, come quella di un manuale scolastico. Anche lo stile ne risente e i personaggi appaiono forzati, come pedine svolgono un ruolo solo strumentale, servono ad avvalorare una tesi. Nonostante la trama poco plausibile e l'intelaiatura così evidente, si tratta pur sempre di un'opera sentita, istruttiva e scorrevole.

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    michele

    02/02/2016 17.44.25

    Yalom non delude: dopo il notevolissimo Le lacrime di Nietzsche, anche La cura Schopenhauer conferma il talento del biblioterapeuta, forse ponendosi solo un gradino al di sotto del romanzo precedente. La narrazione si svolge su due binari: da un lato, la vita e il tormentato genio del filosofo tedesco, che agita il vessillo di una fiera misantropia, ma non sembra del tutto immune dalla malinconia della solitudine; dall'altro, un uomo di oggi che si libera da una sindrome compulsiva con la lettura delle opere e l'interiorizzazione del pensiero di Schopenhauer e dei filosofi stoici. E' però una guarigione parziale, perché la cura è in realtà una sorta di narcosi che mette al riparo dal male di vivere solo seguendo una rigida dottrina della rinuncia. Per rientrare finalmente guarito nel circuito della vita, il paziente dovrà accettare il rischio di abbattere le barriere mentali che aveva eretto per proteggersi dagli altri, e accogliere la simpatia che gli è offerta da un terapeuta in carne ed ossa e dagli altri membri del gruppo.

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    mara regonaschi

    11/01/2016 10.56.10

    Accattivante intreccio di psicanalisi e filosofia che un gruppo in terapia dal talentuoso prof. Julius sviluppa in varie sedute dopo l'annuncio dello stesso dell'imminente fine del loro lavoro (a causa della diagnosi di una malattia mortale) e dopo l'ingresso nel gruppo di un ex paziente che Julius in passato, dopo ben 3 anni di analisi, non era riuscito in alcun modo ad aiutare. La cura Shopenhauer, filosofo verso cui proprio l'ex paziente Philiph ricorre spesso quale suo riferimento ed alter ego, creerà tensioni e approfondimenti sulla vita e sulla morte: "Sopra tutto c'era la domanda, così spesso ripetuta da Zarathustra, se saremmo stati pronti a ripetere precisamente la stessa vita che avevamo vissuto, sempre in eterno nei secoli.....Il messaggio che Nietzsche ci rivolgeva era di vivere la vita in modo tale da avere voglia di ripetere la stessa vita in eterno". "I grandi dolori ci rendono insensibili ai piccoli, e, viceversa, in assenza di guai seri, le più minuscole contrarietà ci tormentano e c'indispongono". Ma in particolare sulle relazioni umane, considerate imprescindibili per lo sviluppo e la crescita dell'uomo: senza la condivisione, il contatto con gli altri, il confronto e l'accettazione del giudizio altrui non vi può essere comprensione dell'anima. Alla psicanalisi si inserisce la narrazione della vita e del pensiero di Shopenhauer, che spesso però appesantiscono e rallentano l'interesse alla lettura.

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    AdrianaT.

    08/11/2015 10.33.48

    "La filosofia è una scienza di semplici concetti" - che detto da Schopenhauer fa venire da ridere, ma applicato da Yalom ha un suo senso. Propedeutico ad una lettura più approfondita del suddetto, mi ha fornito strumenti preziosi per lo meno per avvicinarmi ai suoi grovigli mentali. Che Schopenhauer, usato in senso terapeutico, sia servito al bel Philip, (personaggio ai limite dell'umano), ad alleviare la sua compulsione sessuale, è un dato di fatto, anche se fictionale. Yalom scrive bene, è fluido ed estremamente attendibile nel suo intrecciare psicoanalisi e filosofia. (Schopenhauer ipotizzò l'inconscio quarant'anni prima della nascita di Freud). Il gruppo terapeutico, che assorbe la maggior parte della narrazione, risulta a volte ridondante e i suoi componenti spesso poco credibili per il loro apporto estremamente acuto e puntuale nonché la loro notevole capacità di analisi, pari quasi a quella del terapeuta stesso, generando una certa confusione di ruoli. Ma è una lettura ricca, piena di spunti, non solo per l'approccio a Schopehauer, ma soprattutto per quel che riguarda le relazioni sane e/o malsane fra bipedes.

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    gianni

    11/10/2015 14.12.12

    Scrittura mediocre. Noioso. Le parti su Schopenhauer banali (le uniche che ho letto per intero). L'ho abbandonato prima della metà.

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    tom

    01/10/2015 12.27.48

    All'inizio si parla subito di malattia e di morte, 2 argomenti che in genere si evitano accuratamente nelle letture d'evasione; io ho avuto infatti la tentazione di chiudere il libro con la scusa di leggerlo più in là, ho proseguito xché mi sembrava giusto dare fiducia ad un autore che mi aveva così appassionato con gli altri 2 romanzi e non me ne sono pentita, anzi, ho divorato questo libro! E' l'opera di Yalom che mi è piaciuta di più, qui lo scrittore affronta i nostri lati oscuri, le nostre fragilità, la paura di amare, di rapportarsi con gli altri, di sbagliare e di come si possano superare con la comprensione, il perdono e l'amicizia. Nella figura di Julius è facile ravvisare lo stesso autore (anch'egli psicoterapeuta) che considera il suo mestiere più come una vocazione che una professione, un modo x aiutare gli altri a relazionarsi e migliorare. E' stato interessante inoltre scoprire quanta influenza abbiano avuto le considerazioni di Schopenhauer riguardo le ns forze neuro-biologiche nel pensiero di Freud, soprattutto nella teoria dei sogni e nello studio dei meccanismi dell'inconscio e della repressione. Nel libro a farla da padrone è più la psicoanalisi della filosofia, lo consiglio quindi a chi è affascinato da queste tematiche ma, essendo molto scorrevole con bei dialoghi e tanti spunti di riflessione esistenziale, penso che chiunque possa gradire questo romanzo.

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    Fernando

    06/08/2015 07.56.45

    Ho conosciuto Irvin Yalom attraverso il suo testo "Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo" che mi regalarono nel lontano 1981 durante la mia specializzazione in neuropsichiatria. Leggerlo come autore di romanzi è stata una piacevolissima sorpresa. L'autore continua i suoi insegnamenti sulla vita (la psicoterapia esistenziale) attraverso le vicende dei suoi personaggi. Peccato per alcuni errori marchiani di traduzione: "trivial" tradotto con "triviale" invece che con "banale" (e non è poca cosa) e "mad" tradotto con "folle" invece che con "arrabbiato" (quest'ultimo nel romanzo "Sul lettino di Freud"). Appassionante.

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    Gaia

    26/07/2015 23.55.36

    E' un libro molto bello difficile da incasellare in una categoria, comunque un ibrido ben riuscito. Molto denso di spunti e di suggestioni dal punto di vista degli psicoterapeuti, penso sia gradevole anche per i non addetti ai lavori. Se dovessi trovare un neo direi che è poco fantasioso perchè l'autore non crea niente, attinge dalle sue esperienze professionali, dalle sue competenze filosofiche e dalla biografia di Schopenauer per illustrare il proprio senso della vita che ai suoi occhi acquista significato solo quando ci si lascia coinvolgere dalle relazioni e quindi dalle emozioni. Consigliato soprattutto a chi ha paura di vivere a fondo perchè teme il dolore e la sofferenza e così passa accanto alla vita senza mai viverla.

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    stefano

    23/03/2015 09.29.56

    Quando si legge un'opera di tale fattura, bisogna dire grazie all'autore. Si tratta di un libro veramente denso e unico nel suo genere. I temi della vita e della morte sono trattati con cura e rispetto. L'analisi della vita stranissima di Schopenhauer, della sua misantropia e del suo genio filosofico, la terapia di gruppo, composta di persone ferite nell'anima a più livelli, guidata da un terapeuta che scopre di avere un tumore, le dinamiche complicate interne ed i contrasti accesi, le rivelazioni, la ricerca di ognuno di un significato profondo della propria esistenza, lo scorrere della vita nonostante l'imminenza della fine, tutto è stato trattato con serietà e competenza. Dei romanzi di Yalom Irvin, questo l'ho trovato il più profondo e toccante.

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    Giacomo

    22/05/2014 17.52.32

    Molto bello, un libro che (se gli si permette di farlo) può far cambiare la visione complessiva della vita e della morte. Interessanti secondo me gli appunti su Schopenhauer. Voto massimo, consiglio anche la lettura dell'ottimo "Il problema Spinoza" dello stesso autore.

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    Ivano

    06/03/2014 12.37.19

    La storia è interessante e fin troppo scorrevole; bella l'architettura del romanzo, che racconta in parallelo la vita del filosofo (tanto interesanti i suoi aforismi quanto assurde le sue soluzioni esistenziali) e quella dei personaggi. I problemi esistenziali dei pazienti non sempre mi convincono, specie quelli delle due bellissime e sensuali donne (se non ricordo male, Rebecca e Pam) ... mi viene da pensare che sono persone che hanno molto tempo da dedicare alle loro fisime mentali e, soprattuttto, molti soldi da spendere....i costi di queste sedute sono veramente esagerati.

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    mitla

    05/01/2014 20.29.12

    Un libro molto originale che ho letto in seguito a delle buone recensioni che mi hanno fatto superare l'imbarazzo della mia ignoranza in fatto di filosofia moderna. Lo psichiatra Julius scopre di avere un male mortale che nel giro di un anno o poco più potrebbe condurlo a morte. Decide quindi di vivere gli ultimi 12 mesi continuando a seguire il suo gruppo di psicoterapia e decide di coinvolgere un suo ex paziente, Philip, che aveva una brutta dipendenza sessuale non risolta con l'analisi ma con gli studi filosofici, in primis Epitteto e Schopenhauer, appunto, e che proprio in quel momento ha deciso di diventare un consulente terapeutico filosofico. Il libro si snoda alternando i capitoli in cui si segue l'interazione dei diversi personaggi del gruppo con la vita e le opere di Schopenhauer. La bellezza del libro risiede a mio parere sia nell'originalità della concezione sia nel fatto che consente parallelamente e senza disturbare la narrazione di conoscere almeno nelle sue linee principali il pensiero di questo bizzarro filosofo, una specie di genio incompreso dai suoi contemporanei che albergava nel corpo di uno sfigato misantropo, con le sue bizzarrie, i suoi scoppi di ira e le sue contraddizioni. La storia in sè invece, ovvero l'interazione del frigido Philip con il resto dei pazienti di Julius e lo psichiatra stesso che deve affrontare la Morte sempre più vicina ha il pregio di rendere in maniera molto vivida le sedute di gruppo (leggo che l'autore è uno psichiatra) con le dinamiche tra i diversi personaggi, l'utilizzo di diversi linguaggi a seconda dell'estrazione sociale, come questi sviscerano i loro sentimenti e come il fronteggiare i problemi di tutti condurrà ognuno a cambiare il proprio modo di vivere la propria vita e di accettare i propri difetti e problemi; culminando alla fine, nonostante un tema che sfiora il tetro in diversi punti, in un meraviglioso inno alla vita e alla gioia di vivere assaporando ogni sfumatura. Voto:8

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    Giovanni Baruffaldi

    01/06/2013 09.21.25

    461 pagine da divorare voracemente e, allo stesso tempo e al contrario: da centellinare giorno per giorno. Divorare e centellinare, ma per la medesima ragione: è un libro che può cambiare la direzione della tua vita. Quindi da una parte ho sentito la frenesia di voler accellerare la lettura, peraltro molto scorrevole, per scoprire lo sviluppo dell'azione e per accumulare le verità rivelate, che infatti si susseguono a un ritmo incessante e costante. Dall'altra ho avuto la necessità, al contrario, di rallentarla, per poter assimilare e integrare il contenuto. A volte le brevi parentesi sulla della vita del filosofo non mi sono sembrate perfettamente integrate al resto della narrazione. Ma che bizzarria voler cercare un difetto a un libro che è un capolavoro di contenuto, ritmo e profondità !

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    simon@

    30/11/2012 09.11.17

    Il libro si divide in due parti: la vita di Schopenhauer, il suo pensiero, le sue opere e la trama del romanzo. Non sono sicura di aver ben compreso se il tema principale è come affrontare la morte o come relazionarsi con il prossimo. Al protagonista Julius,uno psicoterapeuta, viene diagnosticata una malattia non curabile e un anno di vita. Da li inzia un feedback sul suo lavoro, sugli insuccessi in paricolare le sedute con Philiph, che decide di incontrare per un confronto e per capire in cosa ha sbagliato. Scopre con sorpresa che Philiph ha deciso di intraprendere la sua stessa professione, nonostante le sue difficoltà a relazionarsi con il prossimo. Per questo lo convince a partecipare ad una terapia di gruppo e qui si sviluppa l'analisi del rapporto con gli altri: i segreti che ognuno ha, le paure, come gli altri ci condizionano e lo fanno nel tempo...un libro interessante, impegnativo e interessante...da rileggere.

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    Mario

    16/07/2012 17.44.45

    dei 3 romanzi scritti da yalom, questo si classifica al terzo posto. comunque da leggere

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    FabCat

    09/07/2012 21.43.28

    Qualche anno fa la filosofia si è proposta come alternativa alla psicoterapia (es. Marinoff) e qui si fronteggiano infatti uno psicoterapeuta e un (aspirante) consulente filosofico. Il racconto è quindi costruito su una sfida molto interessante, perché nel presente coinvolge il gruppo di clienti del primo e nel passato ripercorre la vita di Schopenhauer, mito assoluto del secondo. Le due "cure" si scontrano, si intrecciano, si allontanano, si richiamano... cercando un senso alla costante ricerca dell'uomo della felicità.

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    Lorso57

    26/05/2012 19.01.58

    Impegnativo ma interessante. In questo volume secondo me l'autore insiste un po' troppo sullo schema della seduta psicoterapeutica che fa affiorare lentamente conflitti e problemi fino alla catarsi finale. Dello stesso autore avevo apprezzato maggiormente il precedente "Le lacrime di Nietzsche". Si tratta comunque di un testo da consigliare e non mi farò sfuggire l'ultimo lavoro di Yalom dedicato a Spinoza.

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    Raffaello

    25/05/2012 14.11.07

    Avevo letto "Le lacrime di Nietsche" dello stesso autore, che è cronologicamente successivo a questo e mi aveva entusiasmato l'idea di condensare tematiche filosofiche e psicoanalitiche all'interno di un testo letterario. Anche per "La cura Schopenauer" il canovaccio è lo stesso, con risultati a mio avviso ancor più brillanti. Yalom, che è uno psichiatra, prova un particolare stimolo a confrontarsi con le figure di spicco della filosofia contemporanea, frugare nelle loro vite e stilizzare un profilo psicologico desunto dalle biografie e dall'epistolario. In questa occasione getta perfidamente un misantropo convinto come Schopenauer nella situazione più difficile e lontana dalle sue concezioni: una terapia psicoanalitica di gruppo. A tale scopo si avvale di un alter ego, Philip e probabilmente di un secondo, il terapeauta Julius, che potrebbe essere lo stesso Yalom. L'autore dosa sapientemente la trama centrata sulle numerose sedute del gruppo, attingendo certamente alla sua vasta casistica professionale, con spaccati della vita del filosofo nonché dei suoi pensieri e convincimenti in un mix affascinante. Come nel successivo "Le lacrime di Nietsche", in cui Yalom farà piangere l'altero pensatore, in questo romanzo tocca a Philip/Schopenauer sciogliersi letteralmente in una confessione fiume davanti al gruppo e al terapista, ammettendo la validità di una cura fondata sulla relazione piuttosto che dei freddi precetti filosofici. Ma all'autore interessa più che altro insistere sulla contiguità del pensiero filosofico con quello analitico e pare indicare che la psicoanalisi sia più una costola della filosofia che della medicina. Temi forti quindi, tantissimi spunti di riflessione e una scrittura fluida, coinvolgente e acutissima che rendono il libro davvero notevole.

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    Luisa

    26/04/2012 16.50.34

    E' unico per quanto è bello questo libro!!! .... Penso proprio che l'autore sia un genio! Consigliato, naturalmente.

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