I custodi della pergamena proibita

Aldo Gritti

Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 14 marzo 2012
Pagine: 413 p., Rilegato
  • EAN: 9788817055994
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Descrizione
8 marzo 2010: tre feroci omicidi a Firenze, Londra, New Haven. Quale nesso li accomuna e qual è il movente? Scotland Yard, FBI, Interpol brancolano nel buio. Solo Elda Novelli, ispettrice della Polizia Postale italiana, riuscirà ad afferrare, lungo le fibre ottiche e le intricate connessioni internet, il filo che li unisce. Le vittime stavano per rivelare al mondo il vero, sconvolgente contenuto dell'oscuro manoscritto Voynich, che da un secolo resiste a ogni tentativo di interpretazione. Ma l'ispettrice riuscirà a decrittarlo, seguendo le tracce lasciate dai tre ricercatori uccisi. Le scoperte sono agghiaccianti: gli attuali delitti risultano collegati con alcune morti eccellenti del primo Novecento. L'autore, nella sua impetuosa spirale narrativa, negli incalzanti flashback, nei colpi di scena dà vita a Wilfrid Voynich, ambiguo proprietario di quella misteriosa pergamena: dietro la facciata di libraio antiquario, infatti, trasmise nel suo documento messaggi criminali. In che modo, a chi, a qual fine? Che attinenza c'è con la strage del Titanic? E perché mai oggi una spietata confraternita proibisce la divulgazione della verità, seminando cadaveri?

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Recensioni dei clienti

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    jumpjack

    01/09/2013 18:38:34

    Avevo scritto una recensione a questo libro (insieme ad altre due) una decina di giorni fa, ma proprio questa deve essere stata censurata. non capisco il perchè visto che avevo condiviso le parole di ranieri, senza spoilerare e offendere nessuno. la riscrivo di sana pianta, precisando che per me è apparsa molto suggestiva la scena dell'antiquario voynich e dell'amico stepniak. l'idea infame dell'uovo è stata perfidamente geniale. per l'ambientazione attuale, ho riscontrato lineare e aderente ai giorni nostri linguaggio e intercalari. mi è piaciuta la figura dell'ispettrice di polizia novelli. libro consigliato, che io ho letto sotto l'ombrellone. un solo neo: il libro rilegato si scompagina facilmente.

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    ranieri

    07/08/2013 21:22:21

    Con Gritti i misteri iniziano subito. Chi è? un sacerdote, uno storico, un esordiente? Poco importa: ha scritto un buon romanzo. Ma attenzione, la lettura di esso non è di tipo "normale". La macchina gialla c'è, sapientemente mimetizzata e sminuzzata. I pezzi sono disseminati nelle iperboli e nelle metafore, che fanno rabbrividire i "poco accorti". Bisogna tirare le antenne fin dalle prime pagine. Cos'è quella scatola di cioccolatini? a che serve? Gritti è onesto: dissemina indizi e al momento giusto introduce la parte che più gli sta a cuore: smacherare Voynich, antiquario davvero esistito. Più assassino degli assasini della fiction, più carogna dei tanti personaggi dell'inventiva. Un uomo che imbrogliò (e continua a farlo col suo manoscritto) il mondo intero. Piacevole intreccio nello stile di chi sa scrivere. Se non piace a qualcuno poco importa. Così come poco importa se Brown non piace a tutti. Encomiabile la capacità di Gritti a giocare con le parole, le lancia, ne mescola le lettere e coi suoi giochetti incastra questo Voynich. Lo incastra nella ragnatela che funziona da boomerang. Per me, questo romanzo è davvero acuto e pure provocatorio. Ma ripeto: necessita di una lettura di diverso tipo: di III? no di IV. A proposito questo autore, mi auguro, a differenza di quei "poco accorti", ne farà di strada. "I custodi della pergamena proibita" è un originale thriller mix di realtà e fiction. A Gritti chiedo qui, visto che al suo account non mi ha risposto: ha per caso in cantiere un altro testo? mi farebbe piacere. ranieri

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    valentino Stefano

    05/07/2013 18:14:49

    La vicenda del manoscritto Voynich è senz'altro interessante, ma il romanzo la espone in un intreccio un po' troppo complicato e alla fine poco credibile (teste che volano dal cielo, suicidi col cianuro... mah!). Si capisce che dietro c'è una ricerca lunga e scrupolosa. Ma la scrittura è terribile, a tratti illeggibile. L'autore sarà di sicuro un ottimo storico, ma come scrittore... spero di non offendere nessuno se confesso che a me è sembrato uno dei peggiori libri che ho letto in vita mia.

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    Massimo

    14/05/2013 14:43:52

    L'argomento su cui si impernia tutto il racconto, il manoscritto di Voynich che già conoscevo e che ho avuto modo di approfondire per mezzo di altre letture, è interessante e molto stuzzicante. E' fuori di dubbio la preparazione dell'autore sull'argomento e la approfondita ricerca di informazioni svolta al riguardo, così come suggestiva è la tesi supportata da Gritti, un nuovo modo di leggere ed interpretare il manoscritto rispetto a quelli (mai comunque definitivi) finora incontrati. Quindi, da appassionato di storia, mi ritengo soddisfatto per aver accresciuto le mie conoscenze grazie ai richiami storici di personaggi e avvenimenti effettuati nel corso del racconto e ai tanti collegamenti e spiegazioni presenti per motivare la chiave di lettura fornita dall'autore per quella che secondo lui è la reale interpretazione del documento. Purtroppo non altrettanto favorevole il giudizio relativo alla lettura. Considerando l'assoluto rispetto che ritengo meriti chiunque si dedichi alla scrittura di un libro, tanto più se impegnativo come in questo caso, semplicemente non posso dire di essermi sentito coinvolto nel leggerlo, parecchio lento in alcuni passaggi e privo di quello stimolo che ti fa desiderare di finirlo quanto prima (ovviamente questa è stata la mia personale sensazione). Anche le coincidenze presenti, che pure in un libro come questo sono funzionali al raggiungimento dell'obiettivo (la spiegazione interpretativa del codice) più che da giudicare in quanto tali, mi sembrano in qualche caso davvero eccessive, con il rischio di depotenziare tutto l'impianto della trama messo faticosamente, nonchè in alcuni casi ingegnosamente, a punto. Comunque un plauso all'autore per avere acceso le luci su argomenti tanto interessanti quanto poco conosciuti, e aver fornito un'originale interpretazione non solo del manoscritto ma anche di parecchi fatti ad esso collegati.

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    Betsa

    27/11/2012 14:58:07

    Effettuo acquisti su Ibs, megastore encomiabile per puntualità e perchè permette ai lettori di esprimere i propri pareri. E' la prima volta che trascrivo qui la mia opinione. Preciso che non colleziono libri, ma li leggo e rileggo per coglierne ogni sfumatura. Ho infatti letto "I custodi della pergamena proibita" con molta attenzione e alcune positive recensioni sia su "Il Sole 24 Ore" sia su edizioni regionali de "Il Corriere della Sera". Pertanto questo libro merita il massimo della votazione, vuoi per la soluzione convincente del manoscritto Voynich, vuoi per il contenuto, vuoi per l'intreccio fra thriller e spy story, vuoi per i giochi enigmistici grazie ai quali viene continuamente sfidato il lettore, vuoi per gli insegnamenti che offre, vuoi per la ricerca della verità. Mi ritengo pienamente soddisfatta, ma, a differenza di Germana, trovo la triste storia della Luxemburg davvero trascinante. Certo il mercante di libri antiquari, il signor Voynich, ne fuoriesce alquanto sporco. Encomio per il finale aperto del romanzo.

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    vialedeitigli

    20/11/2012 16:03:49

    "Fra le maggiori scoperte della mente negli ultimi tempi è l'arte di giudicare i libri senza averli letti" direbbe G. Lichtenberg. Memore di tale sarcastico aforisma, ho letto e approfondito il thriller di Gritti, apprezzandone la risoluzione del manoscritto Voynich realmente esistente e ritenuto da tutti indecifrabile. Gritti ne affida la soluzione alla fittizia ispettrice della polizia postale Elda Novelli, da lui creata per risolvere il caso della morte di una delle vittime, muovendosi in un ginepraio d'indizi e celate verità. Si apprende così che il documento Voynich è un falso costruito dallo stesso libraio polacco Voynich (che lo propagandò per tutta la vita per opera medievale), la cui vera attività fu di spia mercenaria. Quindi l'autore abbina il passato e il presente fino a ricostruire le vicende politiche a cavallo fra i 2 secoli nello scenario di Europa, Russia e USA. Si apprende così che le morti di personaggi famosi (Curie, strage del Titanic... )sono collegate a quel manoscritto e all'ignobile bibliofilo. Perfetto nei tempi e efficace nell'analisi dei personaggi (cui adatta a ciascuno il linguaggio congeniale a seconda del ruolo) Gritti rivela uno scrupoloso lavoro di ricerca e di utilizzo delle fonti, nonchè un'abilità creativa, specialmente nell'ideazione ad effetto dei delitti. Un docudrama notevole per contenuto e per resa. Dopo un secolo il ms. Voynich è finalmente svelato. E' ovvio che ci siano delle opposizioni, perchè ribaltare ciò che si crede storicamente acquisito non fa comodo a molti. Personalmente accetto queste rivisitazioni, purchè suffragate da documenti. E sono certo che, oltre a quelli inseriti nel volume, Gritti ne avrà altri.

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    Marco T.

    11/11/2012 14:53:21

    A parte le volgarità di cui avrei fatto volantieri a meno il romanzo è scorrevole come l'acqua di una palude, eccitante come un bacio alla nonna, mi sono emozionato di più con "Coloriamo gli animali dello zoo" Da prescrivere come sonnifero. Oh Calliope oggi si pubblica proprio di tutto!!!!

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    Saverio

    11/11/2012 13:17:44

    Aldo Gritti deve possedere documenti importanti se è riuscito a sciogliere il mistero del ms. Voynich e sui quali ha innalzato i pilastri del suo romanzo che mi è piaciuto moltissimo. Ce n'è per tutti i gusti, anche per gli internauti, visto che la Polizia postale scioglie il bandolo del giallo, grazie all'ispettrice Novelli, personaggio scolpito a tutto tondo. Indisponente, repellente e marcio risulta la figura di Voynich che da bibliofilo precipita nel suo effettivo ruolo di spia criminale, che attraverso il suo manoscritto, da lui creato si macchiò di orribili delitti, che hanno stigmatizzato la storia del XX secolo. E' un libro, 'I custodi della pergamena proibita', realizzato a scomparti come un retablo. Infatti, scene di vita odierna si alternano a storie noir del passato, rese in uno stile vivace per il presente, pacato e adeguato per il secolo scorso. L'ossatura mostra la profonda cultura dell'autore. Quando il patetico e vile assassino (il cui vero nome indica anche il dualismo, la doppiezza) verrà incastrato, la Novelli gli offrirà il celebre girasole Voynich con una sorta di nenia che è la parafrasi della poesia di Montale 'Portami il girasole'. L'autore trasmette dolore, rabbia e soprattutto l'anelito alla verità. Un particolare mi ha colpito e divertito: come Leonardo da Vinci, Gritti inserisce nel testo piccoli errori o imprecisioni, per salvaguardarsi dal plagio. Sì,'I custodi della pergamena proibita' è proprio come un retablo variegato.

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    germana ringrazia

    26/10/2012 14:58:00

    Vorrei ringraziare su IBS Aldo Gritti di avermi donato un libro scritto con l'anima, indignazione e conoscenza; da esso ho imparato chi era Wilfrid Voynich; lo ringrazio di avermi regalato pagine dove la vita attuale si mescola a tante storie antiche che non conoscevo. Lo ringrazio per avermi donato pagine di pathos per le vicissitudini dell'ispettrice Novelli, per avermi fatto divertire con il questore Mannini che poi all'improvviso riesce a comprendere la situazione. Per avermi mostrato come il manoscritto Voynich sia un falso, inscenando la sua ricostruzione. E dimostrando come questo manoscritto possa aver fatto stravolgere tanti cervelli umani. Ringrazio Gritti per aver intrecciato una vicenda che denuncia la violenza la perfidia e l'ipocrisia. Quella stessa ipocrisia che è al servizio di quelli che lo criticano perchè solamente lui è riuscito a trovare la chiave per risolvere l'enigma del manoscritto più misterioso della faccia della terra. E queste 'aspidi', non sapendo a cosa appigliarsi, afferrano frasi, spezzoni dei dialoghi, gettando fango sul libro, con la sicumera di grandi critici. Grazie ancora di tutto e del finale che mi ha fatto stropicciare gli occhi. Continua Aldo Gritti. Metto 4, per via della Luxemburg, che non mi è piaciuta tanto.

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    phoenix12

    13/10/2012 08:33:58

    il romanzo di aldo gritti e' geniale per diversi aspetti. Uno degli aspetti principali che, secondo me, deve essere tenuto in considerazione, e' l'aver svelato un mistero custodito in un altrettanto misterioso involucro, nel MS408 appunto. La trama e' ben congegnata e i personaggi sono descritti con realismo. Le situazioni vengono vissute dal lettore a cui sembra essere ''dentro'' la storia e di viverla insieme ai personaggi. E questo indica una forte e solida vena narrativa. A me e' piaciuto molto e l'ho consigliato ad amici e conoscenti. Non capisco chi in questa sede (leggendo gli altri commenti)muova delle critiche sul linguaggio -troppo barocco dicono- dimenticando che ogni scrittore si esprime liberamente secondo il registro linguistico che piu' aggrada loro per quella data storia che vogliono raccontare e per la particolare narrativa scelta. Non capisco proprio certa pedanteria fuori luogo che rivela superficialita' di analisi. Io posso dire di averlo letto tutto di un fiato e di aver compreso grazie a questo romanzo, verita'storiche sconvolgenti sulla storia dell'ultimo secolo. Come opera prima e' eccellente. Spero che l'autore ci delizi presto con un'altra delle sue storie intricate, affascinanti e piene di mistero. Io sono qui che aspetto...

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    mauro

    11/09/2012 11:07:03

    Ho recensito questo libro su un quotidiano di elevata tiratura, ma lo spazio regolamentare è stato tiranno. Così immettendomi su questo megastore, ho curiosato, ho trovato e allora provvedo. Senza entrare in merito al mistero di Voynich, che pur presenta acute connotazioni, faccio il mio mestiere: giudicare l'aspetto letterario. Definirei il libro una commistione di spy story e di noir. Il talento scrittorio del'autore è palese, ad onta dell'azione di chi ha "beccato" qua e là delle frasi le quali, avulse dal contesto, tendono a minarne il contenuto. E' pur vero che la bellezza è un concetto che abbiamo negli occhi, così per una persona, un paesaggio e anche per un libro. Ma c'è un limite a tutto. Il mio parere è che l'autore, quasi per trasfusione, trasmette ritmi, personaggi, atmosfere. La figura dell'ispettrice Novelli possiede quello spessore ben calibrato che ci si attende da chi indaga. Prosa barocca? Ma stiamo scherzando? Il potenziale stilistico innato, scattante e moderno è tale, da farmi dubitare che Gritti sia un prete. Non ha peli sulla lingua e giù a scavare nelle nequizie umane. E a chi avrebbe preferito un saggio rispondo: Gritti è troppo intelligente da non comprendere che esso sarebbe rimasto alla portata di pochi interessati all'argomento di Voynich. E il mercato editoriale, allo stato attuale, non lo avrebbe accettato. M'incombe l'obbligo di precisare che la mia email è nascosta, perché i miei libri sono in vendita su Ibs e la mia non è una trovata auto-pubblicitaria.

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    aramis

    27/08/2012 19:49:25

    Questo libro mi pare stia suscitando qualche polemica e opinioni contraddittorie fra i lettori. Anche azzardi davvero livorosi. Conoscevo ben poco del manoscritto Voynich: qualche scempiaggine letta quà e là, e l'assoluta impossibilità a capirne il significato. Padre Gritti, con notevole coraggio ha gettato all'aria il muro dell'ottusità. Ha dato la sua versione, ma non la dà campata in aria, ma con documenti. Certo la figura dell'antiquario esce assolutamente marcia. Viaggia nel tempo, offrendo un romanzo ben martellato nel congegno e in uno stile scorrevole, con qualche impennata lirica. Come si fa a definire la sua prosa "sciagurata" e che significa? Sono stato preso molto dal commissario Corsi e dall'ispettrice Novelli, un binomio che tende a facilitare il lettore nella comprensione della matassa creata da Voynich. Mi son fatta un'idea su questo Gritti: è un uomo coraggioso e se ha usato uno pseudonimo, qualcosa c'è che non può dire esplicitamente. A meno che non sia un'operazione marketing. Mi è piaciuto anche il finale a sorpresa. Buono il libro, coraggioso l'autore. p.s. Sono certo che dopo questa mia recensione, ne seguirà qualche altra negativa. Oramai qui si gioca a ping pong. Non demordere, Gritti.

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    Sorini

    27/08/2012 15:29:19

    Gran bel libro per intenditori.

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    marco

    07/08/2012 12:16:41

    Un thriller veramente originale e costruito a scatole cinesi. Il presente costellato di omicidi al Borghese Palace Art Hotel di Firenze, a Londra e New Haven, s'inserisce, con intelligenza e man mano, nel passato. In quel passato maledetto del famoso libraio antiquario Wilfrid Voynich, dal quale prende il nome il manoscritto conservato alla Yale University. La narrazione corre veloce nella nostra epoca: omicidi, volanti di polizia italiana e straniera, colpi di scena, trucchetti su internet e poi con poche battute Gritti conduce il lettore alla presenza di Voynich. Una figura ambigua, perfida, calcolatrice, che SI COSTRUI' LUI QUEL MANOSCRITTO PIU' CELEBRE AL MONDO. E, questa, non è fiction, ma una tragica realtà, perché -documenti inseriti nel testo- l'Autore dimostra come quel perfido Polacco, spia mercenaria, utilizzò quella pergamena come strumento per trasmettere messaggi segreti e barattare vite umane. Terribile è tuffarsi nella strage del Titanic, da Voynich e dal suo entourage provocata, e assistere alla morte di Pierre Curie spintonato sotto un carro (quindi non fu un incidente!). Ma non solo ciò: ben altro si scopre. E in un "palleggio" fra Ieri e oggi, Aldo Gritti,arricchisce il plot di giochi enigmistici, di trucchi messi in atto dall'Ispettrice della Polizia Postale Novelli, per non smorzare il pathos. Originalità, intelligenza, linguaggio piacevole fanno di questo thriller un capolavoro di un "genere particolare", che non eguaglia nessun testo. Farà molto discutere, già ho letto qualcosa al riguardo, ma penso che coloro che da cento anni si sono arrovellati per capire il contenuto del manoscritto Voynich proveranno non poca invidia. E alcune rensioni lo dimostrano. Estrapolare delle frasi o metafore dal contesto significa Voler distruggere il libro. Per partito preso? Che significa, ai giorni nostri "barocco"? L'uso della metafora? E allora che dire di Umberto Eco? Ma fatemi il piacere!

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    Francesco di Branco

    05/08/2012 15:11:27

    Gran bel romanzo? Mi ha molto meravigliato l'opinione di Massimo Gatta, gran bibliofilo e intelligente critico. Ma come si fa a dare una valutazione positiva ad un libro, decente nell'intreccio e nella conoscenza del MS 408, ovvero del manoscritto Voynich, ma assolutamente inadeguato sul piano non dico letterario, ma anche su quello delle più elementari regole della scrittura? Qualche esempio a caso? "Inondata da un torrente di luce indefinibile: può dirsi che c'era, ma non cos'era" e "una vasta dispersione lo consumava dentro" (pag.15) e a pag.32 "L'immanenza lo sopraffece per qualche attimo". E ancora " Si sa che i gay hanno la psicologia incoerente e profondono le loro forze senza scopo (pag.38). Poco più avanti (pag.40) "Il processo della vita in lui, viene istruito più tardi, quando arriva l'esperienza con i suoi incartamenti" sic! Non basta? Pag.107 "Tornata in sé, afferrò il mouse avviò il browser come volpe di fuoco..." e quando piove? "Feroci matasse di pioggia s'ingarbugliavano fra gli alberi" (pag.273). Come si sentiva Elda Novelli? Semplice " un natante a vele spiegate" (pag.286). La stessa Novelli a letto "Flessuosa si rigirava nel letto, componeva e scomponeva curve seducenti. Risultava davvero appetibile" (pag.308) e a pag.317 " Restò nuda per circa mezz'ora, con la stessa calma di chi ha il diritto al cinismo divino) (???). E infine un semplice poliziotto alla dottoressa Novelli: "Dottoressa Novelli i suoi atteggiamenti equivoci sono talmente sublimati, da non varcare il limite dell'eleganza" (pag.317). E così pagina dopo pagina con prosa sciagurata, metafore demenziali, similitudini ridicole, fino a rendere un altrimenti passabile thriller, in un libro tra l'irritante e il comico. Ma non eistono più gli editor di una volta? Presto una bancarella a cui rivenderlo a 2 euro!

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    Alessandro B.

    03/08/2012 16:04:17

    Ad essere sincero credo di aver letto un libro diverso da quello recensito in queste pagine. L'idea è ottima, cosi' come l'oggetto del racconto; quello che proprio non sono riuscito a digerire è stato il ritmo, la scenografia. Dopo oltre cento pagine ero ancora in attesa di quella scintilla che ti fa apprezzare un buon libro. L'autore è logorroico oltre il verosimile, non tanto nelle descrizioni, nella costruzione dei personaggi o negli intrecci narrativi, quanto, piuttosto, nella semplice prosa, decisamente troppo barocca. Un libro difficile da leggere, forse era meglio scrivere un saggio sul manoscritto di Voynich che non un romanzo. Decisamente deluso.

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    Al

    23/05/2012 10:27:35

    Il romanzo ha in se delle rivelazioni fondamentali che riscrivono parte della storia dell'umanità... La novità è grandiosa. Seppur vero che è un pochino off-limits per in non esperti del manoscritto devo dire che in realtà stimola a conoscere di più sia il personaggio, Voynich, sia il manoscritto stesso... In alcune parti lo stile narrativo è decisamente accattivante, purtroppo non è sempre così, alcuni dialoghi e alcuni personaggi lasciano a desiderare. Resta la sensazione di avere tra le mani un libro che farà parlare, magari con tempi lunghi, ma diventerà un romanzo cult.

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    Hermes95

    25/04/2012 18:00:46

    Ho letto con molto interesse il libro ''I custodi della pergamna proibita'' dell'esordiente Aldo Gritti. Devo dire che ho apprezzato molto il ritmo narrativo incalzante e pieno di colpi di scena, privo di tempi morti. Inoltre, l'trecciarsi di flashback storici con eventi al presente ha il merito di tenere desta l'attenzione del lettore e di guidarlo nei meandri misteriosi della storia del XX secolo. Per quello che so del perido storico descritto e analizzato nel romanzo, l'autore ha dato dimostrazione di una meticolosa ricerca storica che fornisce all'intera trama un solido supporto nel legare eventi passati ad eventi presenti. Leggendo il romanzo di Gritti, si ha l'impressione di vivere nelle vicende narrate grazie alla straordinaria capacita' descrittiva dell'autore di proporre al lettore personaggi e ambienti. Molto ben azzeccati i personaggi dell'ispettrice Elda Novelli (ce ne fossero in realta' di donne cosi'!)e del commissario Andrea Corsi. Mi aspetto un'altra avventura del duo, magari con un risvolto romantico...chissa'...e' un'idea che lancio all'autore di continuare a deliziarci con le avventure di Novelli e Corsi..spero che egli accolga la mia richiesta che credo sara' condivisa da altri lettori. Il finale e' perfetto. Davvero spero possa esserci un seguito. Consiglio vivamente la lettura a tutti!

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    W.M.

    04/04/2012 18:55:30

    Ho letto due volte il libro, con l'intento di valutare a fondo la trama, i passaggi spazio-temporali, lo stile. Libro davvero interessante, istruttivo, avvincente. Stilisticamente adeguato alla nostra epoca. Del manoscritto Voynich masticavo qualcosa, nel senso che su Internet ho letto alcuni dei tentativi fatti dai più svariati personaggi (soprattutto stranieri), per non concludere un bel niente. Abbiamo Gritti, un italiano, che in modo convincente ha tirato fuori l'asso dalla manica. Il "De Furtivis" di Giovanbattista Della Porta, utilizzato dallo stesso Voynich per criptare il manoscritto. Che avesse fatto un falso, poco cale; ma che tramite quella pergamena si sia messo a trasmettere messaggi speciali per contribuire a far fuori gente, questo è da condannare migliaia di volte. I Custodi della Pergamena proibita è un libro che fa e farà discutere. Le drammatiche scoperte che emergono fanno davvero rabbrividire. Personaggi del passato, creduti morti per incidente, risultano frutto di complotti ben orditi e messi a tacere. Ma Gritti ha rivelato, senza peli sulla lingua e il tutto inquadrandolo in un thriller sconvolgente e ben articolato. La suspense mantiene il lettore col fiato sospeso, ricevendo contraccolpi di colpi di scena, cum grano salis sistemati al momento giusto. Bello anche il corredo illustrato, ma la cosa certamente più avvincente è la "ricostruzione" del celebre manoscritto. Si ha l'illusione di vedere i coniugi Voynich (anche la moglie Ethel partecipa alla beffa) all'opera nella loro "cucina del diavolo", dove risultano co-protagonisti inchiostri, colori elaborati alla maniera antica, ecc. Do' la mia considerazione finale: Il romanzo di Gritti ha una duplice corsia intersecantesi: il presente con efferati omicidi, scopribili tramite pc, grazie alla splendida ispettrice della Polizia Postale Elda Novelli, e una seconda corsia, che fuoriesce proprio da questi pc, dove le vittime attuali avevano celato la verità da loro scoperta. Ambiguo il finale...

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    NEOFITO

    22/03/2012 19:06:38

    Sono un neofito (preferisco la "o" alla "a") e riporto quel che segue: "Gli ci sarebbe voluto un pò di tempo a farne un codice che avesse avuto tutta l'apparenza dell'autenticità." Non sono parole di Aldo Gritti, ma di Sciascia che riferisce ne "Il Consiglio d'Egitto" del falso manoscritto creato dall'Abate Giuseppe Vella. Il mio non è un paragone, ma solo rinverdire la memoria su di un falso perpetrato dall'Abate Vella nell'Ottocento. Se l'Abate Vella fu sgamato in vita, oggi è toccato a Voynich da morto. Sto leggendo "I custodi della pergamena proibita", finora mi pare intrigante, con eccellente meccanismo giallo. Tutti i personaggi finora incontrati (del presente e del passato) hanno una loro logica successione e, per quanto taluni argomenti (vd. lo stesso W. Voynich rivoluzionario) possano presentare termini di difficile lettura, ricordo qui la demenziale lingua gaelica utilizzata nel romanzo "Il cenacolo delle Sorelle" da altro autore. Ora, nel caso del romanzo di Gritti, come avrebbe dovuto, l'Autore, cambiare i termini per renderli fruibili? Qui, mi pare, si sta facendo una questione di lana caprina. Che fosse, per caso, la faccenda della volpe e l'uva? A qualcuno va forse un pò stretto che Gritti ha decodificato il manoscritto Voynich? Ho letto fino a pagina 327. Non ho la minima idea di chi sia l'assassino principale, aldilà dei personaggi responsabili già evidenti. Molto calzante l'ispettrice Elda Novelli, niente male la figura del commissario, ottime le scene in cui l'indagine avviene alla polizia postale. Finora molto intrigante e pure qualcosa di più. Consiglio la lettura.

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8 marzo 2010: tre feroci omicidi a Firenze, Londra, New Haven. Quale nesso li accomuna e qual è il movente? Scotland Yard, FBI, Interpol brancolano nel buio. Solo Elda Novelli, ispettrice della Polizia Postale italiana, riuscirà ad afferrare, lungo le fibre ottiche e le intricate connessioni internet, il filo che li unisce. Le vittime stavano per rivelare al mondo il vero, sconvolgente contenuto dell’oscuro manoscritto Voynich, che da un secolo resiste a ogni tentativo di interpretazione. Ma l’ispettrice riuscirà a decrittarlo, seguendo le tracce lasciate dai tre ricercatori uccisi. Le scoperte sono agghiaccianti: gli attuali delitti risultano collegati con alcune morti eccellenti del primo Novecento. L’autore, nella sua impetuosa spirale narrativa, negli incalzanti flashback, nei colpi di scena dà vita a Wilfrid Voynich, ambiguo proprietario di quella misteriosa pergamena: dietro la facciata di libraio antiquario, infatti, trasmise nel suo documento messaggi criminali. In che modo, a chi, a qual fine? Che attinenza c’è con la strage del Titanic? E perché mai oggi una spietata confraternita proibisce la divulgazione della verità, seminando cadaveri? Aldo Gritti, in un rivoluzionario “scavo” di archeologia umana, mette a nudo le perfidie di Voynich, finora nascoste in un polveroso volume e nelle pagine del suo provocatorio codice spacciato come opera medievale. E ci offre un thriller dall’intreccio folgorante che sfida il lettore a riconoscere dove giunge la realtà e dove comincia l’immaginazione.