Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Elvis Malaj

Illustratore: A. Ripane
Editore: Racconti
Collana: Racconti
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 19/10/2017
Pagine: 164 p., Brossura
  • EAN: 9788899767150

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Racconti

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    Elena

    18/05/2018 14:39:41

    Ho deciso di definire questo libro coraggioso. Nonostante il periodo in cui ci troviamo dove il razzismo dilaga e la paura per il "diverso" cresce a dismisura c'è una casa editrice che coglie la palla al balzo e pubblica un libro coraggioso che parla di difficoltà tra due paesi tanto vicini quanto lontani. Albania e Italia. Due lingue diverse, due storie diverse, due modi di fare diversi ma alla fine sempre abitato da persone. Voglio citare la frase di un amico che ricorsa sempre: "io sono uguale ad un francese come tu sei uguale ad un albanese, io sono uguale ad un brasiliano come tu sei uguale ad un cinese,..." niente di più vero e questo libro ce lo dimostra. Leggendo questo racconto ho pensato ad Ermal Meta che è un grandissimo esempio di integrazione, albanese di nascita e italiano ad honorem (per quanto mi riguarda). Uno dei pochi poeti che l'Italia può vantare in quest'epoca. Ringrazio il concorso strega per avermi fatto conoscere questo fantastico scrittore e questo supremo libro.

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    Elide Apice

    15/05/2018 15:15:46

    Una raccolta di brevi racconti in italiano con qualche accenno di albanese nella narrazione di Elvis Malaj che migrato in Italia da piccolissimo si è ben integrato pur condividendo ancora le memorie di un passato che non è mai troppo lontano. Un romanzo giovane, in qualche momento poco strutturato, ma che ha dato voce a uno tra quelli che fino a qualche anno (e forse ancora oggi) molti chiamavano semplicemente “albanese”, declinato con una carica di sufficienza e spesso di odio razziale. Elvis, però, lo si legge tra le righe, non ha mai smesso di sentori albanese, italiano, sì, ma pur sempre albanese e questa probabilmente è la forza che quasi come malia di STREGA, sprigiona dalle righe del libro

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    Il labirinto dei libri

    10/05/2018 20:23:13

    Un libro che aiuta a far riflettere,dalle tematiche forti e purtroppo attuali.L'autore è riuscito nel creare un libro potente e godibile.Spero tanto che possa aggiudicarsi il premio STREGA.

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    Cristina

    10/05/2018 11:42:18

    L'autore ha una penna schietta, graffiante come l'artiglio di una STREGA. E' il primo albanese a scrivere in italiano e il risultato è culturalmente interessante. I suoi racconti hanno forza ed incisività. La potenza linguistica sa, però, vibrare verso la poesia , soprattutto quando la collisione tra le due culture si ammorbidisce e diventa incontro.

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    Giovanna moltoni

    09/05/2018 13:40:28

    Una strega moderna; il tema dell immigrazione un tema forte potente che fa riflettere. Consigliato.

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    Vincenzo

    08/05/2018 20:56:16

    Il libro ha come protagonisti dei ragazzi albanesi che raccontano il loro sentirsi discriminati nella società. Ritengo che il testo, scorrevole e coinvolgente allo stesso tempo, sia consigliato a tutte le età in particolare ai giovani. Trovo, infatti, che il tema della discriminazione è una questione molto attuale nella nostra comunità soprattutto in ambito scolastico. Siamo invitati dall'autore a scacciare la strega che abita dentro di noi.

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    Michela

    07/05/2018 14:22:56

    Lettura piacevole che fa riflettere sui pregiudizi che spesso abbiamo verso gli altri e non ci soffermiamo su cosa potrebbe accadere se fossimo noi i protagonisti, andare all'estero e convivere con i pregiudizi verso gli italiani: mafioso, pizzaiolo, Strega che lancia il malocchio, fascisti, ignoranti...

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    Chantal

    07/05/2018 08:38:22

    Sono sempre un po' restia nel leggere i libri candidati al premio STREGA, ma stavolta, un po' per il mio lato frivolo attratto dalla copertina e dal titolo, mi sono buttata nella lettura di questi racconti. Che dire, una raccolta meravigliosa. Uno schiaffo. Una sferzata di vento, tagliente e ristoratrice allo stesso tempo. Leggetelo.

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    Francesco

    06/05/2018 07:29:48

    Poche parole mi restano da dire dopo aver letto un simile capolavoro. Mi ha strega-to!

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    stefano

    05/05/2018 10:23:18

    L'ennesimo libro infarcito di perbenismo, politicamente corretto, ecc... Tema trattato e ritrattato melensamente che ben si presta a titoli di pronto effetto. La strega non conosce nazionalità.. Ci sono le buone e le cattive come gli albanesi, romeni ecc..

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    claudio

    04/05/2018 20:27:05

    Dodici racconti taglienti ed ironici. Le storie di vari personaggi di nazionalità albanese riportano le loro avventure, i sogni e le speranze. Si forma un misto di aspetti reali ed immaginari dei vari protagonisti. Tutti i racconti sono legati da quella antica chimera, la strega conosciuta come razzismo. Nel complesso una buona lettura, seppure i finali risultino talvolta trasandati.

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    samu.inno@gmail.com

    04/05/2018 16:23:59

    Non saranno i miei poteri da Strega, quelli che potranno fermare il tempo e trovarti immerso in queste pagine.... Ma l'autore, in grado, con poche parole di catturare la tua attenzione.. Rispettando la tua sensibilità, accompagnandoti dentro un mondo che è difficile da spiegare... Difficile da sentire... Solo da provare. "Dal tuo terrazzo, si vede casa mia".... Il resto puoi solo scoprirlo rimanendo al fianco dello scrittore, dietro la sua penna.. Come un magico compagno silenzioso, curioso ancora del nuovo inchiostro che deve venire.... Parola dopo parola... "immagine, dopo immagine"...buona lettura

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    Maria Campisi

    04/05/2018 15:51:23

    Come una strega che decanta i dubbi di un incantesimo,così l'autore affronta quali sono i dubbi e le incertezze dell'immigrazione, di chi lascia la propria abitazione per cercare il meglio per se stessi e le proprie famiglie. Ma ciò che si evince da questo libro è che i dubbi lasciano il posto ad un'unica certezza: siamo tutti vicini di casa! Abitiamo in un grande Paese che si chiama Mondo, e dalla finestra di casa nostra riusciamo a vedere i nostri vicini, e anche se abbiamo molte diversità è la strada di casa che ci accomuna.

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    Mariangela

    04/05/2018 15:49:29

    Un candidato al premio STREGA più adatto non si può , un libro molto attuale che descrive perfettamente la situazione di tutti noi che facciamo sentire lo "straniero" inadeguato, Il titolo fa immaginare che dal terrazzo di casa nostra ossia l'Italia guardando oltre l'adriatico si possa vedere la loro terra l'Albania, il libro descrive storie di vita quotidiana di un ragazzo in una terra straniera con le difficolta che può avere con una lingua diversa ed un modo di vita diverso e con il sospetto e la nostra diffidenza conoscendo meglio le persone e le loro usanze STREGA CATTIVA si può trasformare in una bella STREGA buona

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    Rashel

    04/05/2018 11:42:11

    Questo libro è uno schiaffo morale a quella presenza maligna, quella strega malefica che al giorno d'oggi dilaga come un virus: l'intolleranza e il razzismo. Estremamente attuale come libro e di grande spirito rivoluzionario e umano.

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    Raffaele

    04/05/2018 08:27:42

    Leggetelo. Sì, non lasciatevi condizionare da una copertina forse inadatta all'ironica amarezza che traspare da tutti i dodici racconti di cui è composto il libro. Ne vale la pena. Vale la pena lasciarci descrivere da Malaj. Sì, perché Malaj non fa altro che parlare di noi. Di noi che guardiamo con sospetto il senegalese che incontriamo sotto casa, l'abanese in fila alla posta davanti a noi, la pachistana in cui ci imbattiamo al supermercato. L'intolleranza affonda le sue grinfie da strega sorniona nei nostri cuori senza che neanche ce ne accorgiamo. Il tono non accademico né censorio del libro aiuta il lettore a comprendere quanto il nostro modo di vedere un paese così vicino come l'Albania sia, in fondo, straniero a noi stessi più di quanto noi stessi pensiamo.

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    marialuisa

    03/05/2018 15:45:26

    Un romanzo che affronta il tema dell'immigrazione e del successivo tentativo di integrazione in una realtà diversa dalla propria, con tratti di penna leggeri, umoristici e delicati. Due mondi tanto diversi che cercano un punto di incontro nelle cose quotidiane, nelle situazioni di ogni giorno e due personaggi che rimangono nella mente e nel cuore. Una lotta contro i pregiudizi della razza, contro le difficoltà derivanti dall'incontro di lingue, abitudini e vite differenti e contro la STREGA madre dell'immigrazione: la diffidenza legata alla diversità. Da leggere per imparare la tolleranza, per allargare i propri orizzonte e perchè no? per farsi quattro risate sulle parole e vicende umoristiche che ci propone l'autore.

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    SalvoRussoL

    03/05/2018 15:28:06

    Elvis Malaj scrive ciò che tanti altri autori hanno già scritto, ma la differenza dagli altri sta proprio nel fatto che sia lui a scriverle, perché conosce in prima persona ciò di cui si parla. Non importa se ti trattano come un mostro o una strega, importa come ti senti. Se è vero che dal tuo terrazzo si vede casa mia, è anche vero che dal mio terrazzo si vedrà casa tua, quindi incontriamoci e ammiriamo insieme l'orizzonte scambiandoci opinioni mentre beviamo un caffè o sorseggiamo un buon tè.

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    Loredana Acanfora

    03/05/2018 12:28:51

    Questo è un libro che istiga molto a superare le tue incertezze e i tuoi limiti, e a colmare quel desiderio di infinito dell'uomo. Lo strega lo vince di sicuro.

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    Luisa Incani

    03/05/2018 07:29:02

    Attira alla lettura già dal titolo curioso, dall'ambiente familiare di un vicinato. La copertina raffigura una montagna di rifiuti come se uno avesse accanto un accumulatore seriale o di una vecchia STREGA in preda alla trascuratezza più assoluta. Invoglia a leggerlo e penso che lo acquisterò se non avrò la fortuna di vincerlo.

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Proposto da Luca Formenton

«Ho salutato con interesse la scelta di Racconti edizioni, una piccola casa editrice romana, di puntare su uno scrittore esordiente a cavallo tra due identità, quella albanese e quella italiana, come loro primo autore compiutamente italiano. Trovo salutare che in un paese in cui la legge sullo ius soli è rimasta impantanata nelle secche delle camere, i nuovi scrittori italiani non facciano più di cognome solo Rossi o Bianchi, ma Malaj, Scego, Brahimi, Vorpsi, Lakhous; che a vincere il festival di Sanremo sia Ermal Meta e i ragazzi ascoltino rapper che di nome fanno Ghali; che nascano case editrici fatte da italiani di seconda generazione come le edizioni SUI e che autori di altre lingue come Jhumpa Lahiri e Tahar Ben Jelloun si misurino con la nostra. Quella di Elvis Malaj è una voce narrativa autenticamente nuova in epoca di autonarrazioni compiaciute e lingue esibizioniste, e proprio nel riaffermare la centralità delle storie la sua prosa mette in scena una letteratura di guado, un invito ad affacciarsi dal terrazzo e a guardare i nostri dirimpettai, come facevano gli albanesi dal tubo catodico sognando un Occidente sgargiante che nei fatti non si è rivelato tale. Nei racconti di Malaj – perché di racconti si tratta e questo mi pare un altro motivo di interesse – si misura tutta la distanza tra il sogno e la realtà, e si mostra cosa voglia dire essere outsider, in Italia come in Albania.»