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Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell'età globale - Zygmunt Bauman - copertina

Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell'età globale

Zygmunt Bauman

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Traduttore: Marzia Porta
Editore: Laterza
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 2 maggio 2013
Pagine: XV-199 p., Brossura
  • EAN: 9788858104903
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Il termine "danni collaterali" appartiene al linguaggio militare per indicare le conseguenze indesiderate delle operazioni belliche che comportano costi altissimi in termini umani. Non sono però prerogativa esclusiva della guerra: i danni collaterali rappresentano uno degli aspetti più diretti e sconcertanti dell'ineguaglianza sociale che caratterizza la nostra epoca. Perché ad essere intrinsecamente votati ai danni collaterali sono i poveri, per sempre segnati dal duplice marchio dell'irrilevanza e dell'indegnità. Causare danni collaterali è più facile nei quartieri loschi e tra le strade più malfamate delle città che nelle tranquille zone residenziali abitate da uomini potenti e altolocati. Tra l'occupare il gradino più basso della scala della disuguaglianza e il ritrovarsi "vittima collaterale" di un'azione umana o di un disastro naturale esiste lo stesso rapporto che intercorre tra i poli opposti delle calamite, che tendono a gravitare l'uno verso l'altro.
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È una nuova accorata invettiva quella che dà alle stampe il filosofo e sociologo polacco padre della modernità liquida. Zygmunt Bauman torna ai temi centrali della sua ricerca sociologica approfondendo le problematiche relative alla diseguaglianza sociale ed analizzando le prospettive del concetto di classe.
Lo studioso accompagna il lettore in un lungo e interessante percorso di comprensione della società politica ed economica attuale, prendendo le mosse dagli albori del concetto di democrazia per finire alla frammentazione in atto nel mondo contemporaneo. Dalla polis alla nascita dello Stato Nazione; dall’“accumulazione originaria” del capitale, alla diffusione dei mass media: un excursus lungo le tappe della storia umana che ha visto gradualmente sostituirsi la figura del cittadino a quella del consumatore.
Alla fine di questo lungo percorso, sembrerebbe che l’obiettivo della politica rappresentativa lungi dall’essere il contemperamento degli interessi e la soluzione dei conflitti sociali, sia, paradossalmente, la creazione di nuovi conflitti e nuove diseguaglianze.
L'esplosiva miscela che scaturisce dalla disuguaglianza economica e sociale in continuo aumento, abbinata all'accrescersi di quella sofferenza umana che releghiamo alla sfera della "collateralità", sta diventando uno dei problemi più rilevanti della nostra epoca. La maggiore probabilità di diventare una "vittima collaterale" di una qualsiasi iniziativa umana, o una qualunque catastrofe "naturale" rappresenta, di questi tempi, uno degli aspetti più emblematici e sconcertanti dell'ineguaglianza sociale. Ciò la dice lunga sulla scarsa (e destinata a diminuire ulteriormente) importanza che la politica attribuisce all'ineguaglianza sociale. E la dice ancora più lunga circa i problemi che una crescente ineguaglianza sociale (sia all'interno di una società che tra società diverse) presagisce per il nostro futuro collettivo.
Zygmunt Bauman prende in esame l'affinità selettiva tra l'aumento della disuguaglianza e il continuo accrescersi dei "danni collaterali" e ne considera le implicazioni e i costi: nel nostro mondo liquido-moderno i poveri rappresentano il danno collaterale di una società basata sul consumo e mossa dalla ricerca del guadagno.
Un saggio estremamente divulgativo, capace di interessare e incuriosire anche i lettori che non abbiamo mai approcciato con i temi alti della politologia moderna. Una lettura indispensabile per comprendere il mondo contemporaneo e, forse, per intraprendere nuove azioni di resistenza civile.

  • Zygmunt Bauman Cover

    Fuggito dalla Polonia in seguito all'invasione nazista, Zygmunt Bauman (Poznan 1925 - Leeds, Regno Unito 2017) dopo la guerra ritorna in patria e si laurea in sociologia a Varsavia. La sua dissertazione sul socialismo britannico, che per prima gli diede notorietà, nacque dalla sua permanenza alla London School of Economics. Ottimo conoscitore di Gramsci e di Simmel, dapprima marxista ortodosso, gli venne tolta la cattedra all'università in tempo di epurazioni, cioè nel 1968. Insegnò per un certo periodo all'università di Tel Aviv e poi a quella di Leeds.È il creatore del concetto di società "liquida": l'incertezza dei tempi moderni trasforma i cittadini in consumatori, smantellando ogni certezza conduce a una vita liquida... Approfondisci
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