David Cronenberg. Poetica indagine divorante

Stefano Falotico

Editore: Youcanprint
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 1 novembre 2014
Pagine: 84 p.
  • EAN: 9788891162922
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Descrizione
"David Cronenberg, il suo nome risona magmaticamente portentoso, raffinatamente austero d'immortale, incorniciante altezza nobiliare fra i pulsanti c(u)ori esul(tant)i di noi suoi prostrati, fervidi e invincibili amanti divora(n)ti, squittenti gioia passionalmente sanguigna, erti all'elevante eleganza gagliarda da immolati cinefili più eletti della sua eccelsa settima arte divinatoria e illuminante".

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    kapitan mikonos

    21/02/2018 07:42:12

    Stefano Falotico, blogger, scrittore e critico, si cimenta con le sue consuete dissertazioni, giochi di parole e voli pindarici, questa volta sul regista canadese che ha ribaltato la storia del cinema come un pedalino. A una prima occhiata siamo di fronte a una vera e propria poesia in forma di prosa, come se l’idea di fare un saggio su Cronenberg sia da cornice al monologo in prima persona diretto ai lettori, quasi che fosse lo zibaldone o i diari di Kafka, a seguire la scelta dei film cade sugli ultimi della produzione del Nostro, Maps to the Stars e poi History of Violence, Spider, il discusso A Dangerous Method, etc. con tanto di trama dei singoli film e una linea critica piuttosto coerente, passando per la Promessa dell’assassino e per finire Crash, che a mio giudizio è l’unico che caratterizza il Cronenberg melò delirante che piace a me, con un accenno a The Fly, molto stilizzato, quasi naif, e un accenno al grande Christopher Walken in The Dead Zone, tratto dal libro di Stephen King, unici due film presi dai gloriosi anni 80 in cui il nostro ha dato il meglio di sé ma ciò non compromette la godibilità generale di un saggio molto originale per la forma colloquiale mista alla dissertazione metafisica, e all’uso di un linguaggio molto ricercato, che è un po’ il marchio di fabbrica del Falotico, il quale spazia da espressioni ottocentesche ai primi del 900, come a dire che la letteratura non ha tempo né spazio, ma si svolge in un ambito puramente intellettuale.

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    P.Giordani

    14/10/2015 16:04:34

    In chiave poetica, ma senza mai cadere nel banale o annoiare, l'autore ci porta dentro l'altrettanta poetica di Cronenberg, uno dei maggiori Maestri della storia del cinema.

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    67shanti

    06/01/2015 12:51:08

    Amo questo scrittore perché sa sorprendere, scavare nell'animo in modo assolutamente unico e originale, ha il coraggio di essere se stesso in questa nostra società dove tutto tende ad essere patinato, omologato, lui non cerca di piacere, provoca, ironizza, sconsacra. Il suo linguaggio all'inizio mi ha lasciata interdetta, così come si rimane tali di fronte a qualcosa di totalmente sconosciuto e singolare.... tutte quelle parolone ricercate, disusate ... e invece scoprirle, districarle, lasciarsi andare alle immagini che creano è come svelare posti inviolati della mente, della coscienza, è scoprire me stessa fuori da tutti i luoghi comuni. Chi meglio di lui sa e può capire una mente fervida come Cronenberg? Definire saggio questo libro è volerlo recludere in una definizione limitante. Io sono rimasta incondizionatamente affascinata nel leggerlo della sua visione su David e la sua "Settima Arte divinatoria e illuminante", è talmente bello, appagante che si arriva alla fine senza accorgersene. E mentre fluisce la lettura, del libro (e dell'arte cinematografica di Cronenberg), al solito ci si imbatte in spunti di riflessione profondi, viscerali quanto immediati e veraci su noi stessi e sulla vita. Fluisce incensandolo, indagando da animo a lui affine perché, a parer mio, come David, il Falotico scrittore è troppo avanti per essere apprezzato, capito dalla massa, troppo atipico per adattarsi alla "mediocrità imperante, tarpante" limitante

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