Traduttore: M. Belardetti
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 183 p., Brossura
  • EAN: 9788845923555
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Descrizione
"'David Golder' è un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ciò che può essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro può assumere. Oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denaro nel diciannovesimo secolo, o nella prima parte del ventesimo: una fiamma ardentissima, una colata di sangue disseccata, sbarre d'oro sciolte e di nuovo pietrificate. Diventava eros, pensiero, sensazioni, sentimenti, fango, abisso, potere, violenza, furore, come nella Comèdie humaine ... 'David Golder' è un libro durissimo e secchissimo, che incide di continuo terribili ritratti, che in parte ricordano la memorialistica e la tradizione aforistica francese." (Pietro Citati)

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Recensioni dei clienti

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    lisa

    04/11/2018 17:54:11

    nonostante al primo impatto non mi avesse colpita, alla fine mi è veramente piaciuto! David Golder è un uomo, un vecchio per la precisione, che ha speso la vita lavorando e inseguendo sempre il denaro, non per se stesso ma soprattutto per la moglie e la figlia. La storia narra la sua fine... un uomo appassito, che si ritrova a dover affrontare la morte completamente da solo, dato che nel momento in cui ha smesso di lavorare e di guadagnare la sua famiglia lo ha completamente abbandonato. Una riflessione su quanto il denaro influenzi tutta la nostra vita, e soprattutto quanto sia in grado di rovinarla...

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    Holden

    17/09/2018 23:18:35

    La critica della scrittrice ironizza in modo impercettibile i pregiudizi di quegli anni contro gli ebrei, considerati avari e senza cuore. Oltre David ne sono descritti molti altri: c’è chi incontriamo una volta, un po’ sfocato e chi rivediamo più di una volta e impariamo a conoscere. In particolare mi ha colpito la figura di Soifer: un vecchio riccone che è talmente avaro da non riuscire a spendere nemmeno un centesimo del suo patrimonio; si fa pagare i pranzi e le cene, i viaggi e ancora altro. Un personaggio profondamente odioso, che vi farà venire la repulsione. Golder, in confronto è oro! In realtà sembra che la Némirovksy si sia poi pentita dei ritratti ebrei che aveva fornito: con questo libro lei voleva condannare la società russa nella quale era cresciuta, ma se avesse saputo cosa sarebbe successo con la salita di Hitler avrebbe fatto lo stesso? Inutile dire che Irène non mi ha deluso nemmeno stavolta, anche se nel finale avrei sicuramente aggiunto giusto un paio di righe in più per farlo finire leggermente diverso. Tuttavia sono consapevole anche che quelle righe che avrei scritto io sarebbero state contraddittorie a tutto il profilo di David creato dall’autrice, quindi credo che quello originale sia più che abbastanza.

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    Renzo Montagnoli

    25/09/2016 15:29:28

    L'opera stupì non poco il pubblico, trattandosi di opera prima e già comunque di notevole livello, per quanto a mio parere, inferiore a successivi romanzi. Per esempio, se già si intravvede la capacità di analisi che è propria della Némirovsky, lo stile non è così fluido come nelle produzioni che seguiranno e anche la costruzione, per quanto robusta, non è ancora così equilibrata come quella a cui ci ha abituato. Resta però il fatto che in un'epoca in cui la finanza, l'alta finanza, prosperava allegramente, anche se il 1929, con la grande crisi, è ormai prossimo, la scrittrice ucraina smonta certi falsi miti, fornendoci un quadro impietoso del mondo degli affari, fatto da rapaci senza cuore e che maturano sempre di più la convinzione che con il denaro si possa comprare tutto, anche l'amore. La figura di questo satrapo ebreo, il cui nome é un vaticinio, riluce di triste squallore, anche se tuttavia alla fine - una conclusione edificante che era forse d'obbligo, trattandosi del primo romanzo - l'uomo si riscatta, e non per interesse, ma per affetto. Forse non é un caso che il protagonista sia ebreo, visto che il padre della Némirovsky era un celebre banchiere israelita, e poi, senza voler cercare una casistica, di imprenditori ebrei nell'alta finanza ce ne sono sempre stati tanti. Comunque, ebrei o cristiani, agnostici o atei, questi capitalisti del denaro si somigliano tutti e Irène Némirovsky sembra volerci suggerire che dove questi Re Mida posano le loro mani la vita si svilisce, il denaro e solo il denaro diventa lo scopo dell'esistenza e l'inaridimento é crescente, tanto che lo splendore esterno non riesce più a camuffare il vuoto che si portano dentro. Da leggere, senz'altro.

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    Andrea

    30/11/2015 11:33:09

    Una grandissima delusione. Ho comprato il libro perché edito da Adelphi, casa editrice che normalmente è garanzia di grande qualità. Avevo anche notato che in libreria erano disponibili numerosi romanzi della Nemirovsky e quindi mi son detto: "Partiamo da questo e poi seguiremo il filone!". Ho approfondito su internet la vita dell'autrice e scoperto che David Golder era in effetti il romanzo di esordio; poi mi sono immerso nella lettura. Come dicevo in incipit, la delusione è stata cocente: personaggi stereotipati, immedesimazione impossibile, trama prevedibile e banale. Se qualcosa di buono c'è, è la descrizione della malattia di Golder, abbastanza verosimile. Per il resto, mi aspetto a questo punto di trovare anche Sveva Casati Modigliani edita da Adelphi, ho letto per sbaglio un suo romanzo ("Cascata di diamanti") che è simile - ma nettamente meglio scritto - al David Golder. Per me il rapporto con la Nemirovsky si chiude qui.

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    Star63

    02/09/2015 09:52:50

    Sempre divina la scrittura della Nemirovsky. La storia fa emergere una forte denuncia verso la ovvia inconsistenza dell'attaccamento morboso al denaro, a totale discapito di qualunque vero sentimento e valore umano. B63

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    AdrianaT.

    08/08/2015 09:44:02

    Moglie e figlia di Golder; due viziate, assatanate, egoiste, ingorde, avide fagocitratrici senza cuore al limite della parodia, che cannibalizzano il 'pover'uomo' fino all'osso, pretendono da lui l'impossibile: "Vedi, il fatto è che io nella vita voglio tutto, altrimenti preferisco morire! Tutto! Tutto!" Questa la perentoria asserzione della figlia in fregola per una lussuosa macchina nuova, mentre il vecchio cuore di Golder, in senso lato e letterale, sta cedendo - crazy, stupid women! Una Nemirovsky particolarmente misogina in questo, che molti definiscono uno dei suoi migliori scritti. Logorio, esasperazione, veleni e lussuosissime miserie. È di questo che tratta 'David Golder', con la solita lucida, cruda spietatezza alla Némirovsky. Per me, non il migliore, ma comunque significativo.

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    betty

    23/10/2013 10:22:19

    Un libro scritto in modo ineccepebile...scorrevole e profondo...il mio voto è però un 3 e 1/2 perchè non mi ha suscitato curiosità o voglia di leggerlo in fretta! Un libro che fa riflettere si...ma forse un pò povero di colpi di scena e sempre sullo stesso tono!

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    Max

    12/02/2013 10:08:00

    Romanzo in bianco e nero. Come in un film di René Clair o Marcel Carné, le atmosfere del racconto evocano immagini in bianco e nero, che contribuiscono efficacemente ad evidenziare il clima torbido e drammatico delle vicende. Le esperienze e il contesto storico vissute dal protagonista ci conducono inevitabilmente ai giorni nostri, nei quali i giochi di potere di allora risultano sconcertantemente attuali. Su tutto, una scrittura dal ritmo perfetto, che non risente affatto del tempo trascorso.

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    Rita

    25/11/2012 10:25:12

    Superlativo. Bellezza disarmante. Divorato in un fine settimana. Tra i diversi romanzi che finora ho letto Davide Golder è uno dei più belli insieme a "Jazabel" e "I falo' dell'autunno".

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    Rita

    11/11/2012 11:56:05

    Magnifico. Letto in due giorni. L'autrice non lascia sottointeso alcunché in questo romanzo. Purtroppo l'uomo può essere anche questo. Come Golder. Libro consigliato.

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    Alessandro

    29/07/2012 08:21:22

    Un uomo la cui vita è stata svuotata dal denaro e in genere dal più becero materialismo, il tentativo di una rinascita. Piccolo gioiello di narrativa, sembra un libro di Balzac e invece è di Irene Nemirovsky.

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    Francesca

    15/01/2012 22:36:49

    Irene non tradisce. Il libro traccia la figura intensa di un imprenditore terribilmente attuale nell' essere spietato ma anche fragile. Ne escono le sue debolezze e la sua solitudine nel vuoto famigliare. Romanzo avvincente e struggente nella sua malinconia di fondo.

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    marcello

    03/12/2011 10:41:22

    Molto duro, coinvolgente, ma sicuramente non fra i migliori

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    francesca

    30/11/2011 12:07:24

    Piccolo capolovoro, nemirovsky sempre spietata e immensamente brava. Da non perdere

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    Romolo Ricapito

    29/11/2011 01:58:19

    Ennesimo capolavoro della Némirovsky questo David Golder; l'ebreo avido affarista che si ammala di cardiopatia cambiando di colpo la propria vita con una disamina spietata degli affetti mi è risultato simpatico. Angoscianti le pagine che descrivono la malattia, presente per quasi tutto il libro in un'atmosfera di sospensione angosciata. Tremendo il ritratto della moglie, interessata solo ai soldi e all'avere, avere, avere, in conflitto-rivalità con la figlia. Il libro nella seconda parte acquista sempre più un solido ritmo, è quasi una musica, diventando un vorticoso valzer. La vita di Golder, rivoluzionata e ripensata sull'essenziale, nella ricerca della povertà e di pochi amici , è la testimonianza che si può cambiare anche all'ultimo. Perfetto nella sua crudeltà- denuncia dell'accumulo.

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    Cristina

    02/12/2010 19:40:32

    Con raffinata maestria che la contraddistingue,l'autrice ha saputo creare personaggi volgarmente sgradevoli, assetati di denaro a tal punto di farne l'unico perno della loro (insulsa)vita..Libro che non si può che leggere tutto d'un fiato!Lascia basiti per la drammatica attualità. Consiglio vivamente anche "Suite Francese", un capolavoro! Grandissima Irène!

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    Ike

    11/11/2010 12:42:11

    Breve, pietroso, fatto di personaggi unici e ben tratteggiati che rappresentano ciascuno il proprio modo di essere pervertiti dal denaro. E' così questo breve romanzo, da leggere con gusto, da assaporare prima che finisca perché sembrerà troppo breve ed all'ultima riga si sospirerà: se ne vorrebbe ancora. Qualche dubbio rimane se veramente tutti i personaggi sono negativi o non si possa trovare qualcosa di buono nel protagonista cge dà il titolo al libro o in Joyce, la figlia amata e viziata (vera deuteragonista). La trasposizione cinematografica potrebbe dare ottimi risultati.

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    elisabetta

    05/09/2010 17:16:00

    il libro è indubbiamente scritto in modo eccellente (come è solito della nemirovsky), l'ironia e la canzontura sono tratte molto bene, con una dose di ironia... non so fino a che punto possa trattarsi di un quadro reale dell società finanziaria ebraica o sia soltanto una farsa..

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    biagio

    10/09/2009 10:39:09

    Ammetto di essere al primo libro di Irène, ma mi è chiaro di essermi perso qualcosa di significativo. David Golder è di una attualità sconcertante, concentrato sulla ricerca del profitto che dia un senso alla sua vita, vuota senza affari. Le figure femminili sono dure e spietate nella loro richiesta incessante di denaro, passando persino sulla componente umana di David. Un grande libro.

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    Deb

    25/06/2009 16:08:55

    Altro piccolo gioiello della Nemirovsky, questa volta alle prese con il mondo della finanza e con un protagonista maschile: ambizioni, potere, solitudini, tradimenti e ovunque l'infinita e vana ricerca del denaro, come valore universale con cui comprare oggetti, belle macchine, donne, gioielli. Un libro che sembra raccontare dei nostri giorni, di una società dell'apparenza, poi vuota dentro, e delle speculazioni finanziarie come gioco rischioso, sempre in equilibrio precario tra successo improvviso e altrettanto improvviso fallimento. Grande Irene, la forza dei suoi personaggi li fa vivere fuori dalle pagine.

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