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Filippo De Pisis fu un vero Signore, non c'è altro d'aggiungere. (Aldo Palazzeschi) La vita di un pittore, scrittore e dandy che ha vissuto continuamente ai limiti della propria sensibilità.
Come raccontare la vita del pittore (e scrittore e dandy e interprete di piú decenni della vita culturale e mondano) Filippo De Pisis? Naldini ha provato a muoversi fra quattro diverse fonti e testimonianze, incrociandole e montandole via via fra loro: i ricordi e le annotazioni degli amici di De Pisis; le lettere - spesso bellissime - del pittore; i testi letterari (diari poesie romanzi alcune riflessioni di poetica e di mestiere di una singolare capacità di distacco) dello stesso De Pisis; l'immensa bibliografia che lo riguada. Il risultato, una cronaca esistenziale e pittorica che insegue quadri e persona, vita e attività (e un nugolo di scrittori, di crititci, di modelli, dame, gente di mondo e di piú defilata definizione, fattorini, boxeurs, gondolieri, medici, una portinaia di Parigi e le fioraie di Rialto, appare e scompare come in un caleidoscopio), permette di ricostruire l'attività di un artista continuamente ai limiti della propria sensibilità, fra i piú affascinanti e sorprendenti del già vario panorama delle arti contemporanee in Europa.

I. Ferrara. II. Roma. III. Parigi. IV. Ritorno in Italia. Ringraziamenti