Editore: Mondadori
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804424147
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    Travax

    05/04/2013 19:14:06

    Romanzo scritto molto bene. E' il classico romanzo filosofico, nello specifico si ragiona su temi quali fede, dottrina cristiana e fondamenta del cristianesimo. Si analizzano i contenuti e si denunciano le venature... il cristianesimo, come tutte le religioni, illumina ma ha anche delle falde da cui perde acqua. Come Santo Stefano, il protagonista si allontana dalla retta via, esce fuori dagli schemi, interroga se stesso e la dottrina. Vengono toccati anche i temi politici che caratterizzavano l'irlanda di quel tempo, quindi le lotte per l'indipendenza e per l'integrità del cattolicesimo all'epoca (e tutt'ora) dei fatti minacciato dal protestantesimo nord irlandese. Credo che per capirlo affondo dovrei rileggerlo una seconda volta a distanza di tempo, è un romanzo saturo di nozioni, pensieri... non è una lettura facile insomma. Da leggere! A me romanzi così piacciono, quindi non posso che dare il massimo dei voti. Se qualcuno non apprezza i romanzi intrisi di filosofia e religiosità difficilmente potrà tributare a questo scritto cinque stelle... detto questo, bisogna sempre essere obiettivi. E in tutta obiettività dico che volendo essere critici al massimo, anche se non vi piacciono romanzi del genere meno di quattro stelle è impensabile votarlo. Non so come si faccia a dare meno di quattro stelle a "Dedalus".

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    Davide

    23/09/2008 19:09:35

    Il libro che mi ha fatto passare dall'adolescenza all'età adultà. Difficile e lento non è consigliabile a tutti, ma rimane pur sempre un capolavoro

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    Angelo 48

    23/06/2008 15:47:05

    Dedalus è un romanzo di impronta autobiografica in cui il giovane Stephen vive il forte contrasto tra le pulsioni giovanili, soprattutto di natura sessuale, e la rigida educazione religiosa, fortemente sessuofobica, ricevuta in un collegio di Gesuiti. Nella parte finale emerge maggiormente la volontà di Stephen di affrancarsi da quelli che sono i punti fermi della società irlandese: la religione, l'amor di patria, i legami familiari, per cercarsi un'identità nuova, libera, lontano da casa. Queste legittime pulsioni giovanili sono qui esasperate, ed in qualche modo aggravate, dalla sua auto-riconosciuta mancanza di autentiche pulsioni affettive. Questa sua freddezza di cuore e sentimenti si riflette chiaramente in tutta l'opera di Joyce, fortemente "cerebrale", dove ad una estremamente complessa indagine introspettiva e ad un uso innovativo e rivoluzionario della scrittura non fa riscontro quel calore umano di sentimenti e poesia in grado di suscitare emozioni ed empatia nel lettore.

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    Sentenza

    09/03/2007 00:51:15

    senza troppe parole, mi sembrava giusto alzare la media a un romanzo di eccezionale intensità, imperdibile capolavoro

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    Marina

    30/10/2004 19:30:20

    Non avevo mai letto niente di Joyce prima e mi sono detta che come lettrice e come studentessa di letteratura inglese dovevo assolutamente sopperire a questa mancanza. Questo libro l'ho trovato in casa, e così ho iniziato da questo. Purtroppo mi sono abbastanza scoraggiata, e credo che il mio incontro con Joyce finirà qui, almeno per un po'. Intendiamoci: lo stile è eccelso, Joyce è capace in alcuni punti di una poesia stupenda. Il problema è che il romanzo è veramente noioso da morire... il più noioso che io abbia mai letto, vi assicuro... Si vede che questo tipo di letteratura non fa per me... Non me la sento proprio di consigliarvelo, mi spiace...

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