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Fabio Basile

Editore: Giuffrè
Anno edizione: 2008
Tipo: Libro tecnico professionale
Pagine: IX-180 p.
  • EAN: 9788814142031
Abbandono di minori infraquattordicenni o di incapaci (art. 591 comma 1) - Abbandono all'estero di cittadino italiano infradiciottenne (art. 591 comma 2) - Abbandono dal quale deriva la morte o una lesione personale (art. 591 comma 3).

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    fabio basile

    25/11/2008 09.55.22

    Nel sistema della tutela dei beni vita e incolumità individuale, predisposto dal codice penale, i delitti di abbandono di minori o incapaci previsti dall’art. 591 c.p. costituiscono delle figure indubbiamente ‘minori’. Nondimeno, reclamano attenzione e sono degne di studio: non solo perché incarnano offese, sia pur in forma prodromica, di beni di primaria importanza, ma soprattutto perché manifestano una non trascurabile ‘vitalità’ in sede giurisprudenziale. L’ambito tradizionale e, a lungo, pressoché esclusivo di applicazione dell’art. 591 c.p., è stato costituito dalle relazioni familiari e domestiche. Da qualche decennio il raggio di azione dell’art. 591 si è, tuttavia, ampliato di molto. Anche per effetto dei mutamenti dei costumi familiari e sociali, nonché delle accresciute possibilità, e aspettative, di assistenza da parte di strutture pubbliche e private, i confini applicativi dei delitti di abbandono di minori o incapaci hanno decisamente travalicato le mura domestiche, sicché oggi la maggior parte di applicazioni dell’art. 591 concerne situazioni di ricoveri e presenze in case di cura o strutture ospedaliere. La rilevata ‘vitalità’ giurisprudenziale dell’art. 591 è stata finora oggetto di scarsa attenzione da parte della dottrina, che ha per così dire ‘abbandonato’ tale norma alle sole aule giudiziarie, cosicché la ‘prassi’ ha potuto (meglio: ha dovuto) interpretare ed applicare l’art. 591 senza il conforto di un controllo critico da parte della ‘teoria’. Eppure, i profili controversi connessi all’interpretazione dell’art. 591, sono numerosi e tutti gravidi di rilevanti ricadute applicative. In questo libriccino si tenta, pertanto, di mettere gli strumenti concettuali e l’arsenale argomentativo offerti dalla ‘teoria’ del diritto penale al servizio della ‘prassi’, nell’auspicio di fornire in tal modo un contributo allo sforzo di “riaccostare la legge alla vita”.

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