Il delitto Matteotti

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Subito dopo le elezioni del 1924, l'onorevole socialista Giacomo Matteotti denuncia, in parlamento, i brogli elettorali e le violenze perpetrate dai fascisti: viene rapito ed assassinato, dopodiché Mussolini promulga leggi eccezionali.
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    Ricostruzione magistrale

    16/04/2020 14:40:00

    Indiscutibile pezzo di storia italiana e del cinema. Franco Nero assolutamente verosimile nel ruolo del deputato socialista vittima della violenza squadrista. Ma a mio modestissimo parere, e da non intenditore, l'interpretazione di Mario Adorf Mussolini è impressionante, personalmente il migliore in questo ruolo; superiore perfino al Rod Steiger di Lizzani, seppur magistrale a sua volta.

  • Produzione: Dynit Minerva, 2014
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 120 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: intervista a Franco Nero
  • Allegati: booklet
  • Florestano Vancini Cover

    "Regista italiano. Autore, tra il 1949 e il 1959, di una quarantina di documentari, poi aiuto-regista per M. Soldati (La donna del fiume, 1954) e V. Zurlini (Estate violenta, 1959), esordisce come regista nel 1960 con il lungometraggio La lunga notte del '43, tratto da una «storia ferrarese» di G. Bassani, film esemplare per pulizia d'impianto ed efficacia di racconto, che segnala il regista tra i migliori della sua generazione. Dopo un episodio (La separazione legale) di Le italiane e l'amore (1962), stenta a trovare una felice fusione tra intenzioni e risultati. La banda Casaroli (1962) sulla delinquenza a Bologna nel dopoguerra, La calda vita (1964) da un romanzo di P.A. Quarantotti Gambini, Le stagioni del nostro amore (1966), storia di una crisi ideologica e intellettuale, hanno pregi... Approfondisci
  • Mario Adorf Cover

    "Attore svizzero. Forte di una solida formazione teatrale alla scuola di O. Falkenberg a Monaco, esordisce nel cinema nella trilogia antimilitarista 08/15 Kaputt (1955) del tedesco P. May, imponendosi in ruoli da «duro». Dopo una ventina di film in Germania, all’inizio degli anni ’60 comincia a frequentare i set italiani (La visita, 1963, e Io la conoscevo bene, 1965, di A. Pietrangeli; Le soldatesse, 1965, di V. Zurlini), con qualche occasionale puntata in quelli internazionali (Sierra Charriba, 1964, di S. Peckinpah). Negli anni ’70, dopo una buona caratterizzazione in L’uccello dalle piume di cristallo (1970) di D. Argento, dà volto a umanissimi villain sopra le righe in molti film del filone «poliziottesco» (Milano Calibro 9, 1972, e La mala ordina, 1972 entrambi di F. Di Leo; La polizia... Approfondisci
  • Franco Nero Cover

    Nome d'arte di Francesco Sparanero, attore italiano. Biondo e prestante, con saettanti occhi azzurri e cipiglio da valoroso, incarna una bellezza maschile molto «americana», non a caso già apprezzata da J. Huston che nel 1966 fa interpretare a questo italiano atipico, allora semisconosciuto, l'innocente Abele nel kolossal La Bibbia. Il cinema di cassetta ne fa subito un eroe affidandogli ogni sorta di avventure esotiche o metropolitane con almeno due storici pistoleri dello spaghetti-western post S. Leone: Django (1966) di S. Corbucci e il crepuscolare Keoma (1976) di E.G. Castellari. Non gli mancano tuttavia i ruoli più profondi, primo fra tutti il capitano dei carabinieri di Il giorno della civetta (1968), tratto da L. Sciascia e firmato da D. Damiani, che lo dirige in diverse altre pellicole... Approfondisci
  • Riccardo Cucciolla Cover

    Attore italiano. La sua esperienza radiofonica costituisce il trampolino di lancio di una lunga attività di doppiatore. La sua voce, prestata a un gran numero di attori – soprattutto stranieri, ma anche italiani – e al commento fuori campo di parecchi documentari, diviene rapidamente familiare. Approdato al cinema, emerge in Italiani brava gente (1964) di G. De Santis, e subito dopo in Ad ogni costo (1967) di G. Montaldo e in I sette fratelli Cervi (1968) di G. Puccini. Nel 1966 recita in Francesco d'Assisi di L. Cavani (per la tv) e successivamente si ripresenta con forza in Sacco e Vanzetti (1971) di G. Montaldo, con la sua recitazione misurata, priva di fronzoli e calibrata dalla notevole esperienza in teatro e in televisione, che mai interrompe fra un film e l'altro. Tra le sue numerose... Approfondisci
Note legali