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Graziano Diana

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 176 p. , Brossura
  • EAN: 9788806188320

Recensioni dei clienti

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    davide rosso

    26/11/2009 14.35.25

    per chi ama la letteratura horror è un libro imperdibile: la scrittura è veloce, precisa, efficace; le psicologie dei personaggi ben fatte...Diana non è un imbrattacarte...ma uno scrittore vero...l'erede dei vari Scavi, Teodorani, Baldini....veramente bello e originale.......

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    Jacopov

    31/10/2009 12.44.50

    Il debutto di Diana è un libro che ti rapisce subito: la ricerca di un perché e il declino della vita del protagonista, elementi narrati con una scrittura veloce e diretta, condita di più solo a tratti, ma sempre in modo molto piacevole. La mia recensione terminerebbe qui, se solo non esistessero le ultime 15 pagine, dove Diana rovina un pò quel bel castello creato fino a quel momento, portando a pensare di aver sbagliato scaffale e di aver preso erroneamente un romanzo di Dan Brown, per poi risollevarsi (solo in parte) nell'ultimissima pagina, lasciando purtroppo in molti la sensazione di aver letto "solo" un gran bel libro, quando bastava poco per farlo diventare un libro da consigliare con orgoglio.

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    carlo guidi

    05/09/2009 09.02.54

    "Ogni uomo è un abisso e gettarvi uno sguardo dà la vertigine". E' in una citazione del Wozzeck la chiave psicologica per entrare in questo libro mozzafiato che sin dalla sorprendente scena iniziale, cattura in un'atmosfera tanto più paurosa quanto realistica e convincente. un esordio singolare e fuori dagli schemi, per una storia con caratteri e immagini che non si dimenticano facilmente.

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    Luigi De Rosa

    24/08/2009 12.21.47

    Gaziano Diana è uno dei maggiori sceneggiatori italiani ( La scorta,Ultrà, La vita rubata etc etc) in questo romanzo attraverso il personaggio di Gabriele, architetto romano sopravvissuto alla strage dell’intera famiglia, padre , madre e sorella, analizza un orrendo crimine , lasciandosi attirare non solo dalla lettura scientifica del male, la schizofrenia, ma soprattutto da quella classica la possessione satanica. Ogni uomo è un abisso e gettarvi uno sguardo può dare le vertigini. Dal lavoro teatrale“ Woyzeck” di Georg Buchner 1836

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    anticonemico

    26/07/2009 17.34.16

    Al pari di un auto che in salita ha innestato una marcia sbagliata questo "demonio" di Graziano Diana si impantana a pochi metri dal traguardo lasciandoci in bocca l'amaro sapore della delusione. Gli ingredienti per il piccolo miracolo ci sarebbero tutti soprattutto in virtu' di un azzeccata tratteggiaura dei personaggi mai banali e sempre in tono con la vicenda. Questo volersi tenere in bilico tra il tenebroso e l'introspezione psicologia alla fine tradisce l'autore che ci consegna un epilogo che fa scuotere la testa e che rimanda il Diana ad un esame di riparazione fissato con la prossima opera.

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