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Tom Clancy

Curatore: M. Pagliano
Traduttore: G. Maini, E. Peru, P. Valpolini
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 447 p. , Brossura

29 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Spionaggio e thriller spionistico

  • EAN: 9788817003520

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Florio

    27/01/2016 21.55.15

    La guerra fredda è ormai finita da diversi anni. I tempi sono cambiati, e così anche i criminali. Gli estremisti islamici hanno subito un brutto colpo dagli Stati Uniti ultimamente. Per impartire una dura lezione al popolo degli infedeli, una spietata organizzazione ordisce un'alleanza con i membri del Cartello in Colombia, in modo di poter essere agevolati nel loro ingresso in America. Un'alleanza micidiale, capace di diffondere il terrore a macchia d'olio sul continente. A fare i conti con i terroristi, vi sono i membri del Campus, un'organizzazione segreta autofinanziata di cui solo chi è all'interno ne conosce l'esistenza. Jack Ryan ha concluso il suo mandato alla Casa Bianca, e adesso vi è il figlio Jack jr, ed i suoi due cugini, i gemelli Caruso, quali membri del Campus ad affrontare i nemici della Nazione servendosi di una nuova e potenziale arma. Tutto parte dall'uccisione di un membro del Mossad a Roma, e da una serie di eventi che non lasciano ombra di dubbio sul dovere dei tre giovani arruolati al Campus. Uccidere il nemico. Ultimo romanzo tra i dodici scritti interamente da Tom Clancy della serie Jack Ryan. Una storia che lascia presagire il preludio della nuova generazione nell'era di Internet e delle intercettazioni in tempo reale. Un'opera quindi incompleta, e per questo di qualità decisamente inferiore rispetto alle precedenti. Manca delle solite descrizioni minuziose, e stavolta si concentra soprattutto sulla preparazione dei neo arruolati e sullo svolgimento dell'azione. Considerando questo romanzo come il passaggio tra la vecchia e la nuova generazione, lo consiglio quindi solamente a chi ha intenzione di proseguire nella serie, continuata a quattro mani con Grant Blackwood nel romanzo successivo, e con Mark Greaney in quelli più recenti. Quest'ultimo ha preso infatti le redini dello zio Tom, e spero vivamente che ne sia all'altezza.

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    Luigi

    12/02/2009 18.31.40

    Secondo me l'unica pecca di questo libro è la trama troppo lineare e l'inizio un po' dispersivo, colmo di dialoghi in cui Jack Ryan Jr. (figlio del precedente Jack Ryan, il presidente) ricorda le imprese del padre e della madre, lodandoli. Il resto risulta più interessante, anche se lo scenario si distacca da quelli fantapolitici descritti sin ora, preferendo quello di una guerra combattuta nell'ombra, fatta di omicidi silenziosi e raccolta delle informazioni. I personaggi sono ben caratterizzati e il finale lascia un po' in sospeso la vicenda, come se gli eventi narrati fossero solo l'inizio di un'operazione più vasta. Potrebbe anche avere un seguito secondo me. Tom dovrebbe pensarci.

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    Luigi

    11/11/2008 22.11.39

    semplicemente ridicolo. già l'idea di base di reclutare proprio due gemelli per far fuori terroristi ***senza dare nell'occhio*** è unica nella sua pochezza... Non c'è una sola pagina che faccia rimanere con il "fiato sospeso". Reazionario, qualunquista, razzista, con personaggi i cui caratteri sono delineati in maniera cosi' didascalica e approssimativa da rendere l'intero libro una perdita di tempo colossale

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    DelGiu

    31/10/2007 17.16.53

    Non sono d'accordo con gli altri commenti...a mio parere il libro è costruito molto bene; certo, non è al livello di un Rainbow Six ma Clancy è riuscito a rendere interessante e avvincente anche una trama con poca azione come questa!

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    Chris

    29/07/2006 16.22.10

    Una sola parola:Noioso.Basta questa parola per descrivere questo libro di Clancy.L'idea di per se non era male,ma a mio avviso è stata sviluppata male.Libro pesante e tedioso sotto tutti punti di vista.Personaggi impalpabili,descrizione degli stati d'animo e dei luoghi abbastanza realistica,ma non in grado di distogliere il lettore dal fatto che il libro per larghi tratti è pesantissimo.Secondo me Clancy poteva fare a meno di scrivere 150 pagine di questo libro,ma renderlo più interessante!!Jack Ryan sembra un genio,troppo perspicace e sveglio secondo me;e nel finale si è superato,deridendo un terrorista mentre lo uccideva a sangue freddo,vabbè che il padre è stato il James Bond dei poveri,ma tutto questo sangue freddo così all'improvviso da dove salta fuori?Per non parlare dei gemelli Caruso;un pò più credibili nel loro ruolo,ma al contempo troppo calmi e distaccati.Insomma,libro che esalta e glorifica l'efficenza e l'avanguardia dei servizi segreti americani e degli americani stessi,ma scialbo e opulento nel metodo di scrittura e di narrazione.Era il secondo libro di Clancy che leggevo,(il terzo se contiamo Splinter Cell),ma devo dire che mi hanno profondamente deluso entrambi;dubito che tornerò a leggere un altro libro di Clancy così presto!

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    Alessio

    06/11/2005 01.19.17

    Mi trovo a dover concordare con l'opinione di Francesco: "I denti della tigre" è il libro più noioso e patetico di Tom Clancy... Se la saga di Jack Ryan continuerà con qualche altra avventura difficilmente mi verrà la voglia di leggere le avventure dell'antipatico rampollo Jack Jr. Un'altra cosa che mi trova d'accordo con il lettore citato è la competenza, derivante dall'esperienza diretta, di McNab in fatto di operazioni segrete, sorveglianza, ecc...

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    Francesco

    01/08/2005 11.44.49

    L’ultimo libro letto di Clancy risaliva al 1994: la ridicola scalata al potere di Jack Ryan per me aveva superato il limite. Era tempo di prendermi una pausa e cercare qualche altro scrittore. Ho lasciato passare un bel po’ di anni prima di comprare un libro di Clancy, “i denti della tigre” appunto. Ci ritrovo vecchi vizi: dialoghi polpettone (non so voi, ma io da ogni suo romanzo eliminerei almeno 200 pagine di inutili chiacchiere) e un idealismo americano del tutto discutibile, oltre ad una divisione così netta tra buonissimi e cattivi da essere degna della mentalità di un bambino di scuola elementare. Il problema è che non ci ritrovo i suoi punti di forza, ossia la capacità di delineare scenari fantapolitici credibili e ingegnosi, ed una conoscenza delle strategie, dei sistemi di difesa e del funzionamento di certi apparati, senza eguali nel mondo letterario. Leggo invece di un Jack Jr. antipatico come pochi, che sta sempre a parlare di quanto geniali e integerrimi siano il papà e la mamma…che noia! E di due novelli killer da quattro soldi con una testa da ragazzetti. “Descrizione di apparati politici Usa” (recensione di Pieffra)? “Tecnicismi che disturbano (recensione di Luca)”? Magari! Sarebbe troppa grazia. E invece domina la banalità di una storiella fin troppo semplice. Quanto agli scontri ravvicinati, al pedinamento e alle azioni “sporche”, è da anni che i romanzi di Andy McNab non hanno rivali. Ok, lui ha un’esperienza diretta di certe faccende, ma mica gliene vogliamo fare una colpa…

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    Marco Bazzato

    17/03/2005 11.04.44

    Un solo aggettivo: Psicotico. Sia l'autore, sia il figlio di Ryan. Viziato, megalomane, razzista, intollerante. Insomma l'esatto specchio della realta' attuale dei "contractors" americani che fanno massacri indiscriminati in mezzo mondo. L'autore rasenta la paranoia, la fobia di tutto cio' che non e' Americano. Un ottimo testo per capire, anche se nella forma romanzata, che razza di soggetti sociopatici guidano attualmente il mondo. Un libro da leggere e poi come al tempo del Malleus Maleficarum da esorcizzare in una pira preventiamente benedetta con acqua santa. Alla fine, un libro teoricamente interessante, ma praticamente incocludente in ogni suo aspetto, tranne l'insegnamento della stupidita' assoluta di ogni guerra, palese od occulta.

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