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Monica Maggioni

Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2005
Pagine: 396 p., Rilegato
  • EAN: 9788830422445
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Recensioni dei clienti

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    massimiliano

    06/01/2008 16.01.13

    libro straordinariamente vero,in cui sono presenti i valori più nobili della giornalista e dei soldati americani.Per chi come è stato in iraq, non posso fare a meno di commentare che il libro esprime i veri sentimenti di chi ha visto il vero volto della guerra.

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    domenico

    24/11/2006 22.57.42

    Posso solo dire che aspetto di incontrare l'autrice per farle firmare la mia copia del libro. Libro splendido, nulla da dire in più. Io che vorrei fare il suo stesso lavoro, non posso far altro che augurarmi di essere in grado di seguire il vademecum che traspare dalle pagine del libro. Grande Monica!!

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    valentina

    08/05/2006 22.42.19

    libro diverso, profondo, ricco, autentico, originale.da apprezzare e stimare l'Autrice, una vera appassionata,come poche se ne trovano. uno sgurdo insolito, Diverso, dal fronte, da una guerra con cui sempre più spesso siamo costretti a fare i conti. per una volta si è avuto modo, per Davvero, di conoscere il vero volto della guerra.

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    ego

    09/01/2006 16.47.28

    Discreto, carino. Forse forse forse... un po' ripetitivo. Comunque, da leggere.

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    Donato

    20/11/2005 18.01.39

    Devo obbligatoriamente fare i complimenti a Monica Maggioni, per la semplicità ma nello stesso tempo interessantissimo libro e, avendo passato mesi in territorio irakeno conosco le difficoltà subite a seguito delle truppe americane. Davvero tanti auguri all'affascinante giornalista

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    salvatore scarpino

    14/11/2005 17.51.32

    Semplicemente meraviglioso il libro di Monica Maggioni.Ho sempre seguito con ammirazione i suoi servizi da inviata di guerra e ora dopo aver letto il suo splendido libro ho capito quante difficoltà ha dovuto superare ,insieme al suo cameramen, per poter raccontare questo diario di convivenza con i soldati americani.Posso avere una risposta diretta via e-mail da Monica Maggioni?Vorrei farle i complimenti.

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    Fabio De Santis

    15/07/2005 10.45.49

    Da sempre sono un ammiratore dei giornalisti-reporter che vanno sempre in prima linea a raccontare storie e notizie, in particolare ammiro le donne che molte volte più di noi uomini partono a dispetto di trucchi, tacchi e rossetti. Monica Maggioni, comsì come Lilli Gruber, è partita e in questo suo meraviglioso libro ha raccontato a tutti noi come vivano quei poveri soldati. Il libro è molto appassionante e nella parte finale c'è una metafora bellissima: quella che paragona il soldato americano che li ha aiutati sempre a una boa, in cui in ogni momento uno si può appigliare per resistere alla tempesta, complimenti a monica!!!!!

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    sognatrice

    21/06/2005 15.21.34

    Bellissimo libro! La Maggioni ha saputo descrivere tutto ciò che non sappiamo dei soldati , delle situazioni igeniche e sociali , insomma tutto quello che c'è dentro la guerra. Abile narratrice di un'esperienza vissutta in prima persona, la giornalista ha saputo affrontare le ostilità dei soldati americani riuscendo talvolta a stabilire con essi buoni rapporti. Tutto questo ha contribuito a fare di questo libro un buon racconto... soprattutto se chi lo legge è una ragazza che sogna di fare la reporter! Consiglio di leggere questo libro perchè è interessante e fa capire che strano mondo sia quello della guerra.

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    max

    01/05/2005 14.24.59

    Discreto reportage che ha il pregio di descrivere dall'interno la complessità di una moderna operazione militare. Anche se "lontana" dagli scontri diretti, l'esperienza in prima persona di straniera tra stranieri in terra straniera è molto interessante, assai più di tante pseudocronache basate su resoconti ottenuti via internet o su esperienze "vissute" al fresco dell'aria condizionata dei grandi alberghi. Comunque non vi aspettate esperienze alla Robert Capa che fotografava lo sbarco in Normandia in diretta sulla linea del fuoco. La Maggioni e il suo cameraman sono embedded ma in un'unità di elicotteri da trasporto, presi in attività di supporto alle forze combattenti. Abbastanza vicini al fronte da dover indossare le protezioni antigas quando gli Scud esplodono vicino alla base avanzata, ma senza la diretta delle opere di Mailer o Uris (mezzi fanti, mezzi giornalisti, mezzi scrittori). Anche i soldati descritti sono quasi controfigure delle forze combattenti, con le loro tende, le brandine, le razioni da piluccare (questo si questo no ...) le telefonate a casa sul satellitare degli italiani, il nemico è solo qualche prigioniero lacero e umiliato, come tutti i vinti di tutte le guerre, non è la minaccia che da un momento all'altro può spazzarti via. Anche la visita all'ospedale da campo non rende l'orrore degli interventi d'emergenza in un posto di prima assistenza nei pressi della prima linea. Tutto pulito, ordinato, asettico, con merende in corso mentre il grande cardiochirurgo, novello Cincinnato, che ha abbandonato l'aratro - pardon il bisturi nella grande e pagatissima clinica per servire la patria in armi ... Comunque è sicuramente una lettura interessante: nell'attuale panorama italiano solo pochi "minori" da Poggiali al compianto Glilz hanno fatto di meglio.

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    maurizio

    28/04/2005 11.26.15

    E' un ottimo libro. A differenza di tanti resoconti giornalistici scopiazzati da internet o scritti su "esperienze di guerra" vissute in comode stanze d'albergo, la presa diretta della Maggioni ha tutta la freschezza del racconto dall'interno. Fin dalle prime pagine emergono quegli elementi del vissuto quotidiano, dalle brandine scomode alle docce affollate, in un ambiente climaticamente assai ostile, che rappresentano una realtà banale ma "reale", assai lontana dalle fanfare e dalle cariche eroiche sui campi di battaglia "ideali". Anche l'essenza stessa del libro è particolare, con una coppia di estranei, perdippiù giornalisti (razza di solito poco amata dai militari) e perdippiù italiani che vive le sue esperienze in mezzo ad un'unità di un esercito impegnato in una guerra lampo.

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    maria

    27/04/2005 17.07.50

    un racconto che si legge d'un fiato scritto con uno stile che ricorda la Fallaci. descrive la vita vera dei soldati americani alle prese con il deserto iracheno. Brava e coraggiosa la giornalista che lo ha scritto.

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