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Stefano Benni

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
Pagine: 205 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019104
Martin è un anziano professore, alto, magro e con i capelli bianchi svolazzanti che vive in una casetta ai margini del bosco, nel piccolo centro di Borgocorniolo. Il protagonista del romanzo di Stefano Benni Di tutte le ricchezze è un saggio disilluso e amaramente in pace con se stesso, che trascorre le giornate dedicandosi allo studio del Catena, poeta folle vissuto e morto in quelle stesse plaghe. Dopo una vita da accademico di successo, percorsa a grandi balzi tra cinismi e donne rapidamente abbandonate, ora vive assaporando il piacere e la sofferenza dello stare da soli. Ha un figlio compositore che vive lontano, Umberto, e divide le giornate con il grosso cane Ombra. A Borgocorniolo frequenta solo rari amici di passaggio. Lo percorre il disgusto per il sovrappiù, per le smanie di successo, per la volgarità, compendiate nel collega Remorus, che cerca inutilmente di coinvolgerlo in lucrosi "eventi mediatici". Ebbene, improvvisamente, nella silenziosa vita di Martin arriva una giovane coppia, lui gallerista, lei attrice, che si insedia nella casa di fronte alla sua. I due sono alla ricerca di una nuova dimensione esistenziale, ma in realtà sono in profonda crisi. Non passa molto tempo prima che arrivino alla separazione. Così nasce la situazione che consente a Martin di dividere il proprio tempo con la bionda Michelle, di cui è innamorato sin dal primo sguardo. Ed è questo che interessa soprattutto a Benni. Descrivere il movimento, leggero e profondo insieme, di una passione senile, dove il sentimento agisce con una forza che rimane sotterranea e si nutre di rare occasioni: la gita al lago dove la leggenda dice si sia suicidata una ragazza destinata a sposare un volgare mercante, la lettura della sceneggiatura a cui Michelle sta lavorando, la confessione di antichi segreti della vita di Martin e un turbinoso valzer alla festa del paese. Non c'è altro tra loro. Non viene mai pronunciata la parola amore. I loro corpi rimangono distanti. Michelle si impossessa di Martin così, diventando un'immagine della sua mente, una presenza destinata a essere presto un ricordo, quando lei deve partire improvvisamente per la Russia, dove ha ottenuto una parte importante in un film. E cosa resta allora quando "il frastuono, il tormento e le risate… si sono placati"?. Non il dolore, il vuoto, lo spaesamento di un amore finito. Ma la capacità di "pensare alla gente che amo", come ammette Martin. E poi, soprattutto, rimane "questo strano specchio che è un libro". Con la sua forza, che è quella di tutti i libri, di possedere dentro "una vita indomabile", destinata empaticamente a riemergere ogni volta che un lettore lo riprenderà tra le mani. Andrea Giardina

Il lamento del professor Martin, ritiratosi fra le campagne in volontario eremitaggio, somiglia a quello di un uccello notturno. Fa capolino nel cuore della notte, e lì per lì c’infastidisce.
Però, dopo qualche minuto di quella litania senile e un po’ patetica, vien fatto di chiedersi cosa realmente si celi dietro il borbottìo: c’è una disperata richiesta di amore? O è un’orgogliosa rivendicazione di indipendenza?
Martin vive isolato, in compagnia di Ombra, un cane che conosce a menadito il dodecalogo dei comandamenti canini e trasgredisce quel tanto che basta per ricordare al mondo che non è un soldato ma, per l’appunto, un cane. Le giornate passano in attesa delle telefonate di un figlio amato che vive lontano; cucinando maluccio e vestendosi peggio, fra un’occhiata alla posta e qualche conversazione con civette, procioni, un lupo.
Al centro degli studi di Martin è il Catena, poeta minore degli anni venti, oggetto di un culto ristretto ma tenace, che visse in quelle campagne e vi morì in manicomio. La vita di campagna, se non si è un Cincinnato ma un accademico riluttante, offre molte occasioni per rimuginare su quello che è stato, e mangiarsi le unghie pensando a quel che invece avrebbe potuto essere, e così passano i giorni del nostro, in una solitudine che se pure è frutto di una scelta, certamente non può dirsi beata.
Ci sarebbe di che intristirsi, insomma, se l’imprevisto non facesse irruzione nella vita di Martin con i sembianti di una giovane coppia, in fuga apparente dai ritmi frenetici e convulsi della città e più probabilmente da sé stessa. Lei ha i capelli color del grano, ed è una bellezza che ne evoca un’altra, lontana nel tempo ed emozionante per Martin. Lui è un po’ narciso, e mosso da una certa arroganza che lascia intuire fragilità, almeno abbastanza perché il nostro professore vi possa riconoscere un poco di sé stesso quand’era giovane.
Se il Catena evocasse Sandro Penna più di quanto non rammenti invece Dino Campana, si potrebbero insomma citare ad epigrafe di questa inopportuna e benedetta invasione di campo quei versi che recitano "Felice è stata oggi la mia casa/ Cani giovani e belli l'hanno invasa/ Ogni cosa hanno messo a soqquadro/ di loro a me lasciando il più bel quadro".
Nell’arco di poche settimane, ognuno avrà tempo di rivedere le proprie convinzioni sull’immutabilità delle cose, e tutte le carte verranno sparigliate fino a convergere nei passi leggeri e struggenti di un commosso valzer finale.
Nel recente La traccia dell’angelo Benni mostrava ai suoi lettori una maschera triste, drammatica, tentando appena di dissimulare la reale identità di quell’io depresso e sconfitto. In Di tutte le ricchezze il nostro non prova neppure ad allontanare il sospetto: è certamente di sé stesso che sta dicendo, quando si consegna ai suoi lettori finalmente nudo, senza il filtro del comico a travisarne sentimenti e umore. Ma, se pure il tono generale del racconto non ammette false consolazioni, una volta chiuso il libro non è l'amarezza a lasciare una scia persistente; quanto il senso di un'accettazione finalmente completa. Una consapevolezza acquisita a caro prezzo, passo dopo passo, fra inciampi ed equilibri miracolosi. Proprio come in un valzer.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    barbara

    19/08/2015 11.29.47

    Romanzo piacevole e delicato. Il personaggio di Martin, chiuso nella sua saggezza, si avvolge in una malinconia quasi poetica.

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    CoughSyrup

    20/06/2015 20.25.55

    Uno dei migliori Stefano Benni, una storia bella e divertente, Il personaggio del professor Martin è memorabile, come in tante opere dell'autore ritorna quel messaggio ecologico che sottolinea l'amore nei confronti della natura, imperdibili poi i discorsi con gli animali del bosco. Consigliato a chiunque voglia passare delle ore felici, per me è stato un libro davvero importante.

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    norma

    22/09/2014 15.25.27

    Un libro tenero e giocoso. Lo si legge in un battito di ali perché è trascinante la storia tra l'ex professore e scrittore, ormai anziano, e la giovane e bella Michelle, attrice agli esordi. L'ambientazione è radiosa, la festa popolare, il bosco, gli animali parlanti.. E' la prima volta che leggo un libro di S. Benni e sono rimasta incantata. Davvero, un libro che parla!

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    FABRIZIO

    13/07/2014 19.57.28

    ultimamente mi viene difficile trovare bei libri...ma questo è bello davvero:poesia,sentimenti,emozioni,ironia,visionario come Benni è sempre ma meno delirante e piu' sentimentale...tocca le corde del cuore,della mente dell'ironia e della fantasia Bravo maestro adatto anche a chi non ama Benni

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    Antonella

    02/05/2014 18.01.23

    Lieve, malinconico, verità di un'età che ha ancora le corde delle emozioni vere....Di tutte le ricchezze... Piangere perche' un libro finisce. Grazie Stefano

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    Giuliana

    16/01/2014 18.37.33

    Letto in una notte ,bello emozionante ,tra sogno e realtà ,ne sona stata rapita caro Benni ed ora penso: quanto dovrò aspettare per trovare un'altro libro che non si faccia leggere svogliatamente ,come spesso succede, ma mi rapisca come ha saputo fare il tuo? Giuliana

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    cesare

    23/07/2013 13.39.12

    Ho letto diversi libri di Benni: Terra!, Il bar sotto il mare, Bar Sport, Pane e tempesta. Questo libro è quello che mi è piaciuto di più. La storia è ben strutturata, scorrevole, a tratti malinconica. A parte le poesie che ho trovato piuttosto noiose, il resto mi ha coinvolto e appassionato.

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    jambo70

    18/07/2013 16.35.04

    Voto massimo per questo libro di Benni!! Lo trovo un capolavoro. Come sempre non delude, i dialoghi tra il professore e gli animali del bosco sono qualcosa di unico. I protagonisti sempre pittoreschi! Michelle..beh..il sentimento del professore, i suoi stati d'animo, e' poesia pura. L'attrazione dell'innamoramento e' descritto alla perfezione. La mia Michelle...uahuuuu

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    carlo

    05/02/2013 13.29.03

    La scrittura di Benni è magnifica, leggera, poetica, sublime. L'umorismo travolgente dei racconti del Bar sotto il mare o il fitto intreccio di romanzi come Baòl o La Compagnia dei Celestini lasciano il posto ad un racconto soave e lieve, riflessivo e malinconico, forse in parte autobiografico, da leggere tutto d'un fiato, senza tuttavia rinunciare all'umorismo tipico dell'autore (chi non ha sorriso ai racconti di Vudstock?), ed al suo sguardo disilluso sui mali della nostra società. Condivido il giudizio espresso da alcuni lettori, Benni è veramente il successore spirituale di Calvino e Rodari.

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    Luca

    15/01/2013 09.32.31

    i libri di Benni hanno ormai una cadenza da strenna, ma nulla hanno a che vedere, per fortuna, con la mediocrità delle suddette. Questa volta intinge una sua personalissima visione de "Le Notti Bianche" nella sua innata, straordinaria, capacità nello scrivere il fantastico, la fiaba. Il ritratto di questi due personaggi, il professore e Michelle, questa storia d'amore impossibile, si popola quindi di animali parlanti, leggende, sangrille, spendodromi, poesia, Vudstock, Monk, Penguin Cafa Orchestra e di tutta quell'umanità volgare che solo lui riesce a tratteggiare così bene. Senza un briciolo di retorica, senza esagerare mai in un miracolo d'equilibrio e leggerezza. Una lettura splendida. Il miglior scrittore italiano, senza se e senza ma, lontano dai salotti, dalle televisioni, dallo schifo che ci circonda. Libro, fra l'altro, zuppo di riferimenti culturali importanti. Il vero erede di Calvino e di Rodari.

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    silvana

    14/01/2013 09.39.12

    Il genio non invecchia, si trasforma. Così Benni dopo averci fatto ridere fino alle lacrime e sferrato più di un pugno nello stomaco, percorrendo tutto intero - nella sua lunga e variegata produzione letteraria - l'arco che dalla scanzonata ironia si estende fino all'amaro impietoso sarcasmo, ci regala con " di tutte le ricchezze",un piccolo gioiello di poesia e sentimenti. L'immancabile componente onirica e lo sguardo lucido e attento al mondo interiore ed esteriore, si accompagnano, in questo libro, ad una struggente melanconia in cui ricordo e rimpianto, speranza e desiderio, paura ed audacia si fondono mirabilmente e in cui la voce autentica del cuore riesce infine a levarsi limpida su tutto il resto unendo passato e futuro in una rasserenata accettazione del presente e di se stessi." ? E' Natale ogni mattino che vivi/Scarta con cura il pacco dei giorni/Ringrazia ricambia sorridi ?" ( Silvi)

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    silvia

    10/01/2013 19.37.08

    E' un libro carino..scritto in modo simpatico..a tratti dolce,a tratti malinconico..molto scorrevole e.... niente più...non è noioso ma neanche coinvolgente,non è brutto ma non è neanche un capolavoro..è leggibile ma non consigliato...

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    Francesca

    08/01/2013 22.20.48

    Un mondo in cui riconoscersi felicemente tristi e una delle più sublimi storie d'amore mai raccontate, ecco cos'è l'ultima fatica di Stefano Benni:.Martin B. è un vecchio professore universitario in pensione che ha lasciato da anni la città per andare a vivere ai margini del bosco. Fatta eccezione per l'amico Virgilio (detto Vudstok), suo coetaneo che si è fermato all'epoca, appunto, di Woodstock, la sua vita è scandita dalla solitudine. Le sue uniche compagnie sono il fido cane Ombra e tutti gli animali del bosco, con i quali si trova ad instaurare dei dialoghi immaginari, fatti di consigli e scambi di opinioni. A spezzare la solitudine del professore è una coppia di giovani che si stabilisce nella casa di fronte. Lui, Aldo, pittore e mercante d'arte; lei, Michelle, attrice e ballerina, bella da togliere il fiato. In Aldo, Martin rivede se stesso da giovane, con la sua ambizione ed i suoi dubbi sul proprio talento. In Michelle, il professore rivede un suo vecchio amore, il suo più grande amore. Questo incontro fa di nuovo brillare, di una luce nuova ed inaspettata, la fioca luce dei giorni solitari del vecchio professore e la partenza di Aldo catapulterà il cuore del professore nella San Pietroburgo delle "Notti bianche", culminando in un travolgente valzer con la bella Michelle- Nasten'ka. La descrizione dei sentimenti che Michelle suscita nel vecchio professore che non si credeva più in grado di amare è di una delicatezza poetica che tocca nel profondo il lettore, che vive con trasporto l'evoluzione delle emozioni del professore, da una chiusura cinica nei confronti del mondo allo stupore di ritrovare vividi degli istinti di desiderio e d'amore che credeva sopiti e sepolti per sempre.

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    betty

    07/01/2013 10.12.32

    Sono stata sempre prevenuta nei confronti di questo autore e non ho mai letto nulla...questo libro mi è stato regalato e avevo iniziato a leggerlo contro voglia..mi devo ricredere sull'autore leggerò anche gli altri suoi libri!questo mi è piaciuto molto... è profondo e anche divertente a suo modo! consigliato

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    nihil

    06/01/2013 17.10.08

    Non un Benni nella forma migliore, ma piuttosto in forma melanconica. Questo libro è una specie di confessione-riflessione, apprezzabile particolarmente da persone sue coetanee, come me. Gli stessi pensieri un poco dolenti, la stessa rassegnata ribellione, le stesse motivazioni a non arrendersi. Le poesie contenute nel testo, a nome Catena, sono preziose. Il Benni dei primi tempi, sognatore disarticolato, esiste ancora, ma in forma latente;ormmai ha visto molto, e poco ancora potrà vivere con sorpresa.

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    P.G.

    04/01/2013 19.16.41

    Da fedele lettore della prosa di Benni,pur con qualche "mancanza", non ho fatto molta fatica ad incuriosirmi a questo suo "Di tutte le ricchezze". Premesso che trovo il titolo poco efficace, se non addirittura poco esplicativo del contenuto del libro, ovvero della sua storia e dei suoi personaggi,trovo che ci troviamo difronte ad un romanzo che alterna luci ad ombre, in pagine che rincorrono, sino alla fine, un senso ultimo e risolutivo delle pur buone intenzioni della trama. Una volta terminatolo, infatti, si resta un po' perplessi, come non completamente sazi, ancora desiderosi di attingere alla fonte originaria. Benni, evidentemente, sceglie qui la via dell'autobiografia malinconica, e lo fa con maestria, e mestiere ormai da vendere, ma cade, a mio modesto avviso, nel tranello di fare il verso a se stesso, a tal punto da firmare un finale autoreferenziale e privo, visti e considerati i temi trattati nell'opera, del giusto ed atteso spessore.

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    chiara

    03/01/2013 19.21.26

    E' il primo libro di stefano benni che leggo e doveo ammettere che sono stata piacevolmente sorpresa. La trama è bellissima così come il modo davvero inconsueto di scrivere. Bello, ne consiglio la lettura !

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    Jules

    13/12/2012 19.08.34

    Malinconico è l'aggettivo perfetto. Un Benni molto più tenue del solito, più blues e meno travolgente. Se cercate un altro Terra (o un altro Spiriti o un altro Elianto) non è decisamente cosa per voi. Per me è il compimento del lunghissimo processo di maturazione di uno scrittore che è molto più di un geniale umorista.

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    conteugolino

    08/12/2012 18.40.43

    il peggior benni di sempre; irriconoscibile rispetto al brillante e arguto autore di bellezze come il bar sotto il mare, achille piè veloce o margherita dolcevita; mi ha annoiato tantissimo

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    Maurizio Ciarlatani

    05/12/2012 10.48.49

    Martin, un vecchio professore e saggista, vive ai margini di un bosco, e conserva dentro di se' segreti che cercano il momento per essere svelati. Parla con gli animali del bosco e con il suo «scudiero», Ombra, «un incrocio fra un Terranova e un treno merci». Ha poche conoscenze: una coppia di maturi Hippy , una vecchia misteriosa, un ingombrante collega. Poi viene ad abitare nei pressi una giovane donna, la Principessa, con il Torvo, alias Aldo, un compagno violento e bevitore e qualcosa cambia, nella vita di Martin. Che cosa cambi, tocca al lettore scoprirlo, in un racconto pieno di poesia e di humour, di gioia di vivere e di rimpianti, impastati da Benni con la consueta maestria. Un libro da non perdere, sia per gli amici di Benni, sia per chi ancora non lo conosce; uno dei suoi migliori racconti, a mio avviso.

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