Dialoghi con Leucò - Cesare Pavese - copertina

Dialoghi con Leucò

Cesare Pavese

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Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 2 luglio 2014
Pagine: 232 p.
  • EAN: 9788806223359

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Ventisei dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppur sconfinanti nel tragico, in cui gli dèi e gli eroi della Grecia classica (da Edipo e Tiresia a Calipso e Odisseo, da Eros e Tànatos a Achille e Patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la necessità del dolore e l'irrevocabile condanna della morte.

«Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva... Ha smesso per un momento di credere che... la sfera mitica e il culto dei morti fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po' straccamente e ci sbadigliano un sorriso...»Sergio Givone

Un «capriccio serissimo», unico, in cui – come scrive nell'introduzione Sergio Givone – il mito è riproposto come «qualcosa di necessario», la cui poesia «ne rivela la cifra misteriosa e crudele». Completano il volume le note tratte dai manoscritti di Pavese e la presentazione da lui scritta per la prima edizione, la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.

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    Lisa

    14/05/2020 13:54:15

    Mio libro preferito in assoluto: dopo aver letto questo libro fatico molto a trovarne uno altrettanto valido, che mi faccio vivere una esperienza di lettura e di crescita personale simile. Ha toccato corde che nessun altro libro aveva mai raggiunto. Richiede una conoscenza approfondita della mitologia greca, per questo a primo impatto un po' ostico. Se gli si dà tempo e calma o si è grandi amanti della mitologia, questo è il libro che fa per voi. Forse uno dei migliori di Pavese, da me tanto apprezzato anche come poeta.

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    je

    13/05/2020 22:20:50

    Poemetti in prosa, più simili alle poesie di "Lavorare stanca" che a racconti. Si riprendono i miti antichi per narrare le emozioni di sempre, per parlare del significato dell'esistenza, del dolore e del sacro. Certo non è un libro semplice ed esige qualche lettura collaterale sui miti greci, ma ogni libro intelligente esige uno sforzo di intelligenza.

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    Giorgia

    13/05/2020 15:57:03

    Stile lirico, che non scivola nell'eccesso e ben si adatta a questi eleganti dialoghi in cui Pavese, per mezzo di una forza che pare giungere da tempi antichi, riesce a rendere con estrema chiarezza la sensazione del divino. Allo stesso modo le sue parole acquisiscono l'immortalità dei personaggi, staccandosi dalla pagina per divenire spesso inintelligibile al lettore.

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    Cristian

    12/05/2020 12:38:08

    Poetico, profondo e triste. Emerge la concezione dell'esistenza per Pavese. Indispensabile un po' di conoscenza dei miti dei greci per apprezzarlo appieno.

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    Angela

    11/05/2020 14:57:33

    Mi sono innamorata di Pavese tra i banchi del liceo. L'ho ritrovato anche nel periodo universitario. Probabilmente è uno dei libri che ho più amato e apprezzato dell'autore.

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    AerodynamicDodo

    24/09/2019 12:14:47

    Raramente delle voci provenienti da spazii tanto intimi e remoti arrivano sulla carta conservando la potenza profetica che il lettore trova in questi dialoghi. Pavese non impiega figure e forme tradizionali per adornare un esercizio di bella scrittura, ma percuote con gli archetipi mitici il fondo buio e roccioso dell'animo umano, così che in superficie giunga portata dall'eco una rivelazione. Non ci si libera di quello che quest'opera risveglia.

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    Giulia

    22/09/2019 13:23:21

    Tutto l'amore di Pavese per il mondo classico, un libro da leggere e rileggere all'infinito per tutti gli spunti che propone sul mondo antico e sul nostro mondo contemporaneo!

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    Carlo

    22/09/2019 07:27:22

    Questi dialoghi sono il testamento di Pavese, e sono infinitamente più belli di altre sue opere, perché in ogni parola, in ogni istante, bruciano di un fuoco contratto, come l’arte classica che nell’equilibrio delle forme tenta di domare il caos della realtà.

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    Carlo

    22/09/2019 07:27:06

    libro da godere. se ne leggono pochi così, soprattutto oggi, che la grande letteratura italiana è molto calata di qualità a causa del potere dei soldi che ha soggiogato le case editrici. ma fino a qualche decennio fa uscivano ancora capolavori fantastici, proprio come questo, nel nostro paese.

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    Mauro

    22/09/2019 07:26:23

    Un capolavoro di Pavese, che l'autore amò e tenne sul comodino l'ultimo giorno della sua vita. Tra tutte le sue prose, la più poetica. Si tratta di 27 brevi dialoghi tra personaggi del mito, nei quali passano tutte le grandi domande dell'universo pavesiano. Il mito antico è rivissuto attraverso una sensibilità tutta novecentesca e i testi sono, sì, difficili, ma straordinariamente intensi. Lettura non consigliata sotto l'ombrellone ma da non perdere se si ama la buona letteratura

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    Eleonora

    20/09/2019 14:30:15

    L'unico ostacolo alla lettura di Pavese è la nostra ignoranza e, ahimè, ne abbiamo tanta! Anche con una buona base di conoscenza della mitologia greca, risulta comunque difficile comprendere fino in fondo i numerosissimi riferimenti con cui Pavese arricchisce i dialoghi; senza contare che spesso molti dei personaggi che parlano sono figure secondarie su cui raramente ci si concentra negli studi classici. Pavese non dà spiegazioni, anzi, dà quasi per scontato che il lettore sappia tanto quanto lui quel che raccontano i miti. Fortuna che i dialoghi non si concrentrino sui miti in sè, ma sul loro significato: una volta superata la difficoltà nell'identificare i personaggi e i soggetti, si può apprezzare a pieno la bellezza delle parole con cui vengono affrontati temi fra i più disparati. Una sfilata di erudizione e bellezza che parla di vita, morte, valori ed eternità.

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    Antonio

    19/09/2019 10:51:07

    Un capolavoro di Pavese, che l'autore amò e tenne sul comodino l'ultimo giorno della sua vita. Tra tutte le sue prose, la più poetica. Si tratta di 27 brevi dialoghi tra personaggi del mito, nei quali passano tutte le grandi domande dell'universo pavesiano. Il mito antico è rivissuto attraverso una sensibilità tutta novecentesca e i testi sono, sì, difficili, ma straordinariamente intensi. Lettura non consigliata sotto l'ombrellone ma da non perdere se si ama la buona letteratura

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    Stef

    12/06/2019 14:03:44

    Richiede un minimo di conoscenze del mondo classico ma è imperdibile

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    Chiara

    09/04/2019 10:49:43

    Opera semplicemente straordinaria.

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    linomascia

    11/03/2019 19:26:36

    Questo e' il testo che forse rivela piu' di tutti l'intimo , l'essenza di questo grande scrittore. dialoghi brevi, concisi, di straordinaria attualita', una lettura che mi ha un po' sorpreso conoscendo altre opere di Pavese. Domande attuali, profonde, che fanno riflettere chi ha amato la sua scrittura .

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    Gio

    09/03/2019 16:41:54

    La riproposizione dei miti in chiave moderna caratterizza un po’ tutta l’opera letteraria di Pavese, e questi dialoghi rappresentano una sorpresa solo per chi non ha capito quale fosse l’interesse primario dello scrittore piemontese. L’interrogativo che permea tutta la sua produzione ha a che fare con il significato dell’esistenza umana, o piuttosto con i tentativi – più o meno riusciti – di dare un significato a tale esistenza. Riconosciuta, seppure implicitamente, come insensata l’esperienza religiosa giudaico-cristiana, Pavese si rivolge alla creazione mitologica per tentare di spiegare la transizione dallo stato di natura (privo di regole che non siano quelle della mera necessità di sopravvivere) a quello “convenzionale”, vale a dire basato su norme e codici etici appositamente costruiti e accettati dalle società umane. Da qui, i continui riferimenti in questi brevi ma densi dialoghi al Caos primigenio e alla successiva affermazione degli dei olimpici, proiezioni metafisiche dei desideri e delle angosce di noi mortali. Con uno stile narrativo che, sotto le mentite spoglie del dramma epico, diventa spesso ironico e dissacrante, Pavese dichiara la sua totale adesione ad un razionalismo privo di vanagloria, antiideologico e antiscientista, costantemente permeato da quella visione poetica che è l’essenza stessa dell’uomo.

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    Alberta

    08/03/2019 11:36:20

    Un capolavoro di Pavese, che l'autore amò e tenne sul comodino l'ultimo giorno della sua vita. Tra tutte le sue prose, la più poetica. Si tratta di 27 brevi dialoghi tra personaggi del mito, nei quali passano tutte le grandi domande dell'universo pavesiano. Il mito antico è rivissuto attraverso una sensibilità tutta novecentesca e i testi sono, sì, difficili, ma straordinariamente intensi. Lettura non consigliata sotto l'ombrellone ma da non perdere se si ama la buona letteratura

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    Barbara

    07/03/2019 09:21:58

    Un libro che può essere affrontato solo attraverso un'ottima e specifica conoscenza dei miti e che al lettore profano risulta altrimenti incomprensibile. Sia che venga letto in modo analitico, parola per parola, sia che si scelga di leggerlo seguendo il sentimento proprio, la lettura ne risulta veramente impegnativa. Certo è evidente l'enorme preparazione dell'autore in materia, che viene tuttavia riversata nel testo senza porre attenzione al lettore.

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    Marca Canonico

    06/03/2019 18:46:26

    Se si vuole conoscere Cesare Pavese non si può prescindere dalla lettura dei Dialoghi con Leucó. Opera eccezionale consigliata a tutti

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    Francesca

    11/12/2018 21:17:14

    Un libro splendido, poetico e intenso. Uno dei veri capolavori della letteratura italiana

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  • Cesare Pavese Cover

    Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue... Approfondisci
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