Il diario di Dawid Sierakowiak. Cinque quaderni dal ghetto di Lodz

Traduttore: G. Guastalla
Curatore: A. Adelson, F. Sessi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XXX-317 p., Brossura
  • EAN: 9788806184957
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    marty

    19/07/2013 17:42:03

    Questo libro all'inizio l'ho trovato un po' barboso e noioso ma con l'andare avanti con i problemi del cibo e molti altri mi ha intrigato sempre di più. Però, nel complesso, non è che mi sia piaciuto molto.

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    monica

    23/02/2012 09:03:10

    Il diario di un ragazzo rinchiuso nel ghetto di Lodz, un diario scritto per combattere e resistere ad una vita di restrizioni e privazioni, il suo modo di voler raccontare. Miseria sporcizia fame freddo malattie e morte. I trasporti degli abitanti verso i luoghi di non ritorno, la sofferenza della perdita dei propri cari, sempre nuovi divieti e privazioni ogni giorno per queste persone gia' private di tutto, e' il preludio dei campi di sterminio. La brutaluta' nazista spinge questi uomini a non dare piu' un senso alla vita degli altri soltanto egoismo e spirito di sopravvivenza. Questo ragazzo ha combattuto con tutti i mezzi a sua disposizione per salvare la madre che invece verra' strappata con l'inganno e annientata. Purtroppo il nazismo e' riuscito ad annientare il corpo di David ma non il suo coraggio e non ha imbruttito il suo animo, non lo ha messo a tacere affinche' nessuno sapesse perche' il suo diario parla racconta quello che e' stato il ghetto di Lodz. Per ricordare.

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    giusi

    10/05/2011 20:40:38

    Credo che sia il libro più straziante che abbia finora letto sull'olocausto. Lo consiglierei in particolare a tutti i revisionisti.

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    Mauro Palazzini

    20/03/2008 10:25:44

    Libro da non perdere !!! Se nel diario di Anna Frank viene descritta la persecuzione ebraica, ripulita però dei suoi aspetti più crudi e disumani, il diario di Dawid fa dell'atrocità e della degradazione umana uno dei cardini della descrizione. Nel diario di questo ragazzo di 16 anni (Dawid fu rinchiuso nel ghetto di Lodz dai 16 ai 19 anni) viene descritta la progressiva disumanizzazione di un intera comunità e in particolare del padre dell'autore. Nel diario di Dawid sono presenti, così come in tutti i diari dei ragazzi della sua età, i conflitti generazionali, la presa di coscienza e la maturazione di un adolescente. Ma il tutto è esasperato e amplificato nei suoi aspetti più violenti dal contesto in cui si sviluppa la vita del ragazzo. Se fosse per me farei leggere nelle scuole questo libro; ogni sua pagina è un pugno nello stomaco del lettore. La “bellezza” del libro è che ci obbliga ad aprire una finestra sul lato nascosto della natura umana, su quello che non vorremmo mai essere o diventare.Dawid morì di fame e di tubercolosi nel ghetto, ma il ragazzo che era in lui era morto già da tempo. Così si concludono i suoi diari: “Per noi non c’è veramente nessuna speranza di uscire da qui”

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