Diario di un inconcludente - Benjamin Anastas - copertina

Diario di un inconcludente

Benjamin Anastas

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Traduttore: A. Mioni
Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 13 settembre 2002
Pagine: 174 p., Brossura
  • EAN: 9788873058632

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A metà degli anni Sessanta, William viene alla luce anticipando di ben sette minuti Clive, il riluttante genellino. È l'ultima volta nella vita in cui sarà primo in qualche cosa. Quando aprirà bocca a pochi mesi, Clive suonerà scale di consonanti e vocali, come un musicista; William risponderà con minosillabi lunghi e sbrodolati. Adolescente, Clive conquisterà subito la bellona della porta accanto e riuscirà a essere ammesso a Harvard. William invece sarà costretto ad andare in un college di terza categoria. Questo libro è il manifesto di William, l'orgogliosa rivendicazione degli inconcludenti di tutto il mondo.
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    orwell

    16/07/2011 19:05:07

    bellissimo e divertente

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    alekos

    03/08/2008 10:11:50

    Libro davvero pessimo il cui unico pregio è la rapidità con cui si fa leggere (ci mancherebbe solo una scrittura elevata). Appena divertente nelle prime pagine (la goffaggine dei bambini fa scappare un paio di sorrisi) per il resto del racconto si assiste al "galleggiare" perpetuo del protagonista alle prese con le numerose "sfighe" che lo perseguitano. Perde il lavoro? Commento del protagonista: Peccato, mi piaceva. La moglie lo abbandona? Commento del protagonista: E che ti posso dire. Mi chiedo quale sia l'essere che si senta rappresentato da questa ameba... Già, perchè questo William non vive, vegeta. Leggete altro.

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    Fra

    02/06/2005 10:19:00

    L'ho trovato godibilissimo, ironico e coinvolgente, offre indubbiamente spunti di riflessione. due gemelli uno "vincente" in tutto l'atro, appunto, "inconcludente" che, nel raccontarsi, rivendica questo suo diritto all'imperfezione, questo suo essere un "disastro" anticonformista. Decisamnete adorabile.

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    Xarabass

    19/03/2004 11:45:03

    E' divertente ed ironico. A volte hai l'impressione che l'autore voglia prendere in giro proprio te.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
Lo strillo di copertina è di quelli urlati: "Diario di un inconcludente è il manifesto di un giovane Holden dei nostri tempi". Piuttosto allarmati dall'inquietante paragone si sorvegliano le prime pagine (che stentano a decollare) per poi ritrovarsi immersi più o meno a capofitto nella piacevolezza della lettura. La storia neanche a dirlo è solo (e per fortuna) un lontano ricalco dell'"eroe" di Salinger: li accomuna una certa ironia di scrittura ma nulla di più. Se c'è un debito di epigonalità nel Diario di Anastas giovanissimo esponente della nuova narrativa americana è di rendere scorrevole una storia che vanta una tradizione secolare: quella del "preferirei di no" che dal Bartleby di Melville sino alle ultime avanguardie a stelle e strisce è una delle costanti della letteratura statunitense. Anastas ha infatti il merito di rendere digeribile il diniego senza però cadere come tanti suoi coetanei nel premasticato: nel suo libro si ride e ci si commuove ma senza essere imboccati da sentimenti preconfezionati. Certo la trama sa molto di costruito ma il risultato è più che buono perché l'autore riesce a toccare le corde della vita facendole vibrare senza pizzicarle: il suo romanzo gira sul piatto della narrazione senza suonare a vuoto e il rumore che sentiamo leggendolo più che al vuoto pneumatico alla Easton Ellis ci fa pensare al "rumore bianco" del silenzio. Silenzio di una generazione – quella nata sul finire degli anni sessanta – che ha ereditato tutte le disillusioni di un american dream miseramente inseguito da genitori "artisti dell'evasione mentale". Di fronte a questo trip – drammatico più che lisergico – non resta che l'inconcludenza non resta che essere anime incompiute e teppisti contro l'eccellenza. Non resta che rivendicare il diritto di fallire in una società che solo ai vincenti sembra riservare… un posto al sole.
Gian Paolo Serino
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