Diario. Vol. 1: 1953­1958.

Witold Gombrowicz

Traduttore: V. Verdiani
Curatore: F. M. Cataluccio
Editore: Feltrinelli
Collana: Le comete
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 8 novembre 2004
Pagine: XXXIII-443 p., Brossura
  • EAN: 9788807530135
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Descrizione
Un'edizione completa, con apparato di note e indice dei nomi, dell'opera di Gombrowicz che rappresenta per il nostro tempo quello che furono gli "Essais" di Michel de Montaigne nella seconda metà del XVI secolo: "tentativi" di fare i conti con un mondo e una cultura che si vanno frantumando e disperdendo e di far fronte alla perdita del sé, alla morte dell'Io come principio ordinatore del mondo. Gombrowicz stabilisce di "fare di se stesso la materia del suo libro", portando questo assunto fino al paradosso, e costruisce una miniera di testi letterari, frammenti filosofici, commenti su libri e fatti di valore universale. Un'opera che può essere letta indipendentemente dalle altre ed è, al tempo stesso, la chiave per comprenderle a fondo.

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    antonio d'agostino

    07/12/2011 08:12:34

    un diario? molto di piu! questo è un libro che scava nella coscienza del lettore, che anticipa temi di grande attualità, che fa entrare nella condizione esistenziale dell'uomo, molto meglio di 3 libri di Sartre letti di seguito.... è un libro che stravolge la vita. rompe l'asse a cui siamo legati nel guardare le cose e il mondo.

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    vulmaro

    06/01/2005 18:41:15

    alcuni consigliano la lettura di questo libro a chi desidera avvicinarsi con più perspicacia all'opera di witold. io l'ho letto senza quell'intento. e non l'ho letto nemmeno per tentare di capire meglio l'uomo, l'autore, e nemmeno per decifrare i passi più complessi del meraviglioso 'cosmo' (uno dei più bei romanzi di tutta la storia della letteratura mondiale); e nemmeno per violentare 'ferdydurke', magari con giudizi idioti o interpretazioni trascendenti le intenzioni dell'autore. è un libro da leggere per amore della grande letteratura. da un mercoledì del 1958: 'passeggiavo nel viale d'eucalipti quando, da dietro un albero, spuntò di colpo una mucca. mi fermai. ci gaurdammo negli occhi. la sua mucchità sorprese a tal punto la mia umanità (l'attimo in cui i nostri sguardi si incontrarono fu straordinariamente intenso) che mi sentii confuso in quanto uomo, in quanto membro del genere umano. non avevo mai provato la strana sensazione di vergognarmi davanti a un animale. avevo permesso alla mucca di guardarmi e vedermi, e questo ci aveva resi uguali, trasformando anche me in animale: ma in un animale anomalo, direi quasi illecito. prosegui la passeggiata interrotta sentendomi a disagio... in mezzo alla natura che mi assediava da tutte le parti... con l'aria di guardarmi.' witold gombrowicz

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