La dichiarazione

Gemma Malley

Traduttore: S. Massaron
Editore: Salani
Anno edizione: 2008
Pagine: 304 p., Rilegato
  • EAN: 9788884518293
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Descrizione
Anna non avrebbe mai dovuto nascere. Insieme a tutte le Eccedenze come lei, è costretta a vivere in un apposito istituto, per diventare Risorsa Utilizzabile e poter pagare in questo modo il suo "Peccato di Esistenza". Non conosce il Mondo Esterno e non ricorda il proprio passato, è come se fosse nata lì dentro, prigioniera in una Casa d'Eccedenza. Finché in quel luogo spietato e grigio non arriva un ragazzo strano, che non tiene lo sguardo a terra ma guarda tutto e tutti con occhi penetranti e curiosi. E che racconta ad Anna una storia diversa... Nel suo audace debutto narrativo Gemma Malley ci costringe a riconsiderare alcuni miti dominanti nella nostra società, come quelli della bellezza e della giovinezza, e getta una luce inquietante su grandi temi ecologici e politici, quali la sovrappopolazione e la limitatezza delle risorse del nostro pianeta, creando un potente dramma futuristico. Ma "La Dichiarazione" è anche qualcosa in più: il manifesto che l'esistenza ha già in sé e per sé la propria giustificazione e che l'essere utile non ha un valore consumistico ma è all'interno della logica dell'amore.

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Recensioni dei clienti

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    Tirrena

    21/09/2018 16:20:15

    La premessa potrebbe essere quella di un sogno: la scienza è riuscita a sconfiggere la malattia, la vecchiaia e la morte. L’equilibrio del mondo però si basa sul numero degli individui che consumano le limitate risorse naturali, e poiché non c’è spazio per tutti i bambini in esubero (definiti con l’inquietante nome di “Eccedenze”) sono condannati a un destino di schiavitù (e ovviamente di difficoltà e morte, poiché non hanno accesso ad alcun privilegio) verso chi ha come unico merito la fortuna di essere nato prima di loro. È la descrizione, lucida e a tratti fredda ma non per questo meno coinvolgente, di come un paradiso possa trasformarsi in un inferno, l’analisi di una società non basata su una, per quanto crudele, selezione meritocratica, ma sull’egoismo di chi non invecchia e nemmeno matura, imprigionata in una stasi priva di fantasia e miglioramento. Classificato come libro distopico per ragazzi, contiene in realtà molti interessanti spunti di riflessione anche per i più grandi e ci pone tutti di fronte a una grande domanda: quanto siamo egoisti?

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    nik

    19/09/2018 09:25:38

    Trama molto originale e anche a tratti inquietante, ma sono questi gli ingredienti dei romanzi distopici. Leggermente adolescenziale come lettura, vista anche l'età dei protagonisti... sono rimasta delusa dal finale ma ho letto che c'è un sequel purtroppo non pubblicato in Italia.

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    Elena

    17/03/2014 21:25:57

    Bel romanzo, non solo per adolescenti. Sarebbe un bene se tutti ci ricordassimo che non si vive per sempre... e che la vita va assaporata e custodita come un bene prezioso. La scrittura è scorrevole e il finale non così scontato.

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    fabiola

    30/10/2013 08:22:37

    Mi è piaciuto molto, il tema è tarttato in maniera adeguata e bella, ci sono però delle macroscopiche incongruenza. A quando la pubblicazione del sequel in italiano?

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    anna

    30/08/2012 19:00:53

    questo libro mi ha coinvolto e appassionato molto... è futuristico ma mi è piaciuto moltissimo! lo consiglio assolutamente!!!

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    Aurora

    06/01/2012 16:01:59

    ho 13 anni, ho appena finito di leggerlo e sono rimasta soddisfatta. Il libro mi è piaciuto e, forse si è più una lettura per ragazzi. I particolari non sono eccessivi e per me è meglio così posso immaginarmi tutto come preferisco e a modo mio. La frase che secondo me lo rispecchia è " la morte è la più geniale invenzione della vita..."

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    marco

    28/10/2008 08:33:42

    Originale ed inquietante...

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    Denebola

    21/10/2008 09:25:39

    Il paragone con Orwell è assolutamente insostenibile;tuttavia si tratta di una lettura coinvolgente e intelligente(molto più di tante altre,almeno)...peccato sia tutto alquanto affrettato:volendo,si sarebbe potuto scavare molto più a fondo,e allora sai che storia sarebbe venuta fuori!Manco a dirlo,l'autrice ha già pronto il seguito,ma non credo di essere interessata:se per quanto riguarda i singoli personaggi il futuro può dirsi incerto,il punto d'arrivo della vicenda generale mi sembra prevedibile.

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    lettrice

    24/09/2008 15:13:17

    Libro leggibilissimo, anche se forse più adatto a un target di ragazzi che di adulti. Bella l'ambientazione e la prima metà del racconto, quasi un'Oliver Twist in chiave fantascientifica. Purtroppo però dopo questo coinvolgente esordio la narrazione perde bruscamente tono, le situazioni si fanno stereotipate e il libro si risolve frettolosamente con un finale prevedibile. Peccato davvero.

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    marta

    09/07/2008 23:04:55

    ho 11 anni e questo è stato il libro più bello che io abbia mai letto.non gli ho dato il massimo dei voti perchè la cosa che non mi piace tanto del racconto è il tempo:è stato ambientato nel 2140,ma ci sono ancora le automobili,le celle, le serrature rotte,i telefoni-cellulari...l'unica cosa che c'è di "nuovo" è la pozione per la longevità.di libri belli che ho già letto vi consiglio "l'eleganza del riccio" e la solitudine dei numeri primi"! grazie di avere letto quello che ho scritto arrivederci e BUONA LETTURA!

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    Emilia

    04/07/2008 17:21:58

    Il plot avrebbe potuto essere gestito meglio. I personaggi sono convenzionali, l'intreccio interessante in partenza ma trattato superficialmente. Peccato, perché l'idea non era male, avrebbe potuto venirne fuori una storia migliore. Non è un brutto libro, si fa leggere e i protagonisti sono simpatici, ma mi aspettavo decisamente di più.

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    Marino

    15/06/2008 19:07:14

    Il volume non è molto ampio e l'ho letto tutto dun fiato. Inoltre, nell'ultimo quarto della narrazione la fine inizia ad essere prevedibile, ma si resta fiduciosi sulla possibile opzione dell'autrice. Un libro godibile, in alcuni passaggi forse un po' ingenuo, ma la storia principale tiene bene e per essere all'esordio, Malley Gemma è riuscita nel suo compito di coinvolgere il lettore. Ovviamente i giudizi sono sempre molto soggettivi, ma: "A me, è piaciuto".

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