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Didattica interculturale. Nuovi sguardi, competenze, percorsi - Duccio Demetrio,Graziella Favaro - copertina

Descrizione


Il volume ripercorre la storia di un'idea e di un approccio alle differenze culturali diffuso in Europa e nei paesi extraeuropei e praticato in Italia da circa un decennio. Il libro si prefigge di mostrare che oltre alle differenze culturali da valorizzare e promuovere è soprattutto la ricerca di quanto ci avvicina - nei sentimenti, nei modi di vivere le emozioni e di rappresentarle nelle narrazioni e nei saperi - che l'incontro con l'"altro" trova le sue ragioni e le sue concrete esperienze.
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Dettagli

8 settembre 2016
208 p.
9788846457257

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Michele Lucivero
Recensioni: 4/5

Se il contributo di Demetrio è maggiormente incentrato sull’analisi dello statuto e sulle specificità dell’educazione interculturale, quello della Favaro rappresenta la declinazione operativa dell’intercultura nella scuola italiana. Prima di addentrarsi negli argomenti, tuttavia, gli autori ritengono che sia necessario innanzitutto chiarire il significato dei prefissi inter-, trans- e multi-, che affollano il panorama degli studi sociologici, antropologici e pedagogici in riferimento alle modalità di considerare e gestire il pluralismo culturale. Certamente, una delle chiarificazioni migliori ha a che fare con l’adozione di procedure educative atte ad agevolare l’interazione di soggetti provenienti da mondi e culture diversi. È evidente che per addentrarsi in questo discorso occorre fare un lavoro epistemologico sul valore delle culture, sul relativismo dei valori, fino a costruire una vera e propria sensibilità relativistica, necessaria per accedere alla difesa del singolo, la quale viene poi percorsa attraverso due prospettive teoriche e pratiche molto interessanti: l’etnopsichiatria e la fenomenologia esistenziale, due correnti che confluiscono nel lavoro che Demetrio conduce presso la Libera Università dell’Autobiografia. Favaro, dal canto suo, coglie l’occasione per fare il quadro dell’importanza della scuola nell’avviare percorsi interculturali e, al tempo stesso, approfitta per chiarire che è proprio la scuola il luogo privilegiato che si presta a costruire la società interculturale, che è una società orientata da valori positivi, come la tolleranza, la solidarietà, l’incontro, il dialogo, la valorizzazione della diversità, e a prendere le distanze da aberrazioni, di cui pure l’essere umano è capace.

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LAURA TUSSI
Recensioni: 5/5

LA PEDAGOGIA DELL’IMMIGRAZIONE. Un approccio interculturale di LAURA TUSSI L’irruzione dell’altro, inteso come diverso e differente da un’identità già prestabilita, in un vissuto psicologico, rappresenta momenti, circostanze, condizioni che pongono prove collettive nelle varie modalità in cui si palesa l’immigrazione ed i fenomeni ad essa correlati, quali atteggiamenti diversi di fronte alla differente natura etnica dell’alterità. Nel fenomeno immigrazione scaturiscono molteplici fattori cognitivi quali pregiudizi relativi all’ambito della mentalità, dell’intelligenza, delle modalità affettive, le difese di tipo territoriale, come le minacce per l’ecosistema, per i nostri privilegi acquisiti come gruppo umano. Lo straniero è fonte di paura per la perdita dei nostri valori e rappresenta uno dei più grandi inviti all’autoeducazione, tramite la pedagogia interculturale che non esige solo integrazione assimilativa, ma il rispetto del principio di vita nelle diversità, nell’interazione che significa e comporta un riempirsi, rimescolandosi. I principi della pedagogia interculturale sono basati sull’incontro di tre soggettività, noi, loro e i loro figli. L’educatore autoctono è chiamato ad integrare l’arricchimento dei propri saperi e fonderli con l’alterità. L’obiettivo prioritario consiste nel costruire nella scuola e nella società le premesse psicologiche per l’affermazione di tendenze interculturali. La pedagogia esplora l’identità complessa dell’uomo moderno e proprio questo è l’atteggiamento interculturale, in cui il tempo è vissuto come contemporaneità di esperienze interagenti in una produzione interiore e casuale, in una concezione del tempo differente da quella canonica ossia comulativa, irreversibile e finalistica, in un contrapposto atteggiamento monoculturale. Lo spazio è un dato psicologico alla propria autonomia, rispetto a un punto di riferimento unico e immodificabile. L’identità è un processo in divenire dove continuità e discontinuità sono alternanti e aperti al cambiamento. LAURA TUSSI

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Duccio Demetrio

0, Italia

Duccio Demetrio, filosofo dell’educazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca, è da sempre attento osservatore della condizione adulta e dei suoi problemi esistenziali. Ha fondato e dirige la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e la Società di Pedagogia e Didattica della Scrittura. Tra le sue ultime pubblicazioni: Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007), La scrittura clinica (2008), L’educazione non è finita (2009), Ascetismo metropolitano. L'inquieta religiosità dei non credenti (2009), L'interiorità maschile. La solitudine degli uomini (2010), Perché amiamo scrivere (2011), La religiosità della terra (2013), Ingratitudine (2016), e Foliage (2018).

Graziella Favaro

Esperta di insegnamento dell’italiano L2, inclusione nella pluralità e educazione interculturale, è membro dell’Osservatorio nazionale sull’integrazione degli alunni stranieri e l’intercultura del MIUR.

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