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Dieci piccoli infami. Gli sciagurati incontri che ci rendono persone peggiori

Selvaggia Lucarelli

Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2017
Pagine: 216 p., Rilegato
  • EAN: 9788817096973

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Biografie e autobiografie - Artisti e personalità dello spettacolo

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Dopo il successo di Che ci importa del mondo, torna la donna più influente del web italiano con un nuovo romanzo: Dieci piccoli infami.

La premessa è molto semplice (quanto efficace). Dieci capitoli, ognuno dei quali dedicato ad una persona che ha in qualche modo cambiato la vita della Selvaggia.

E, diciamoci la verità, chi di noi non ha avuto almeno una manciata di persone che, durante la nostra esistenza, hanno intrecciato la loro vita con la nostra, lasciandoci un segno indelebile? Non quelle belle persone che lasciano un ricordo agrodolce e che malinconicamente ricordiamo ogni sera prima di dormire. No, qui si parla di quelle persone che ci hanno cambiato la vita, costringendoci a scoprire l’odio profondo e viscerale, quelle persone che i nostri sogni li trasformano in incubi. Infami.

Il fidanzatino delle medie che è scappato con la vostra migliore amica, l’autista dell’autobus che vi ha fatto fare tardi al primo appuntamento di lavoro, il dentista che vi ha lasciato senza incisivi, o peggio, il parrucchiere che ha deciso di non ascoltare i vostri consigli e vi ha tagliato i capelli, così, un po’ come viene.

“Susanna è stata l’incanto interrotto e quel perché che non è mai arrivato. Il primo. Quello che ha fatto più male di tutti. E no, a distanza di trent’anni, non gliel’ho ancora perdonato.”

Selvaggia Lucarelli costruisce questo piccolo decalogo degli infami incontrati durante la sua vita, con l’inconfondibile sarcasmo che la contraddistingue. La sua visione è autoironica, cinica e corrosiva ma lascia molto spazio alla riflessione e all’introspezione; chiunque, leggendo i dieci episodi – alcuni davvero molto divertenti – si ritroverà ad immedesimarsi. Sono situazioni che, ognuno a suo modo, ha vissuto almeno una volta. 

Malinconico il primo capitolo (“Susanna Di Lello”), in cui narra la perdita dell’innocenza, dopo aver capito che la sua migliore amica ha scelto un'altra bimba al posto suo; esilarante il secondo capitolo (“La mamma di Nicoletta”), dove una festa che doveva rivelarsi memorabile si trasforma in un incubo nel bosco; profondamente intimo il quarto capitolo (“L’uomo con la Mini grigia”), in cui la ragazza si scopre donna, con tutti i problemi che ciò comporta. Divertenti e imprevedibili, tutti quanti.

Inutile navigare in eterno in un’astrusa ipocrisia, autoconvincendosi di aver perdonato tutti gli infami che abbiamo incontrato durante il nostro percorso di vita. Il perdono è sopravvalutato. Come scrive Selvaggia: “No, non l’ho ancora perdonato”.

Recensione di Eros Colombo