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Gad Beck

Traduttore: L. Boschetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Pagine: 198 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806197544
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Dietro il vetro sottile è una citazione da una poesia dell'autore: siamo a Berlino, a un passo dal crollo del regime nazista, l'Armata russa sta per entrare in città, il narratore, Gad Peck, che da tempo vive in clandestinità aiutando gli ebrei superstiti a vivere e, se possibile, a fuggire, è stato condotto alla Gestapo; di fronte ha Erich Möller [sic], famoso per i suoi crimini; Möller è in possesso di documenti che Beck aveva con sé al momento dell'arresto, sono liste, nomi, indirizzi, ricevute, prove dalle quali dipendono ora le vite sua e di decine di amici, amiche, parenti, ma dalla sua cartella Möller estrae dei fogli su cui Beck ha trascritto delle poesie, una di queste è dedicata a una sua amica, Karla Wagemberg (una delle componenti della tristemente famosa orchestra femminile di Auschwitz): "Vedo la tua foto / dietro il vetro sottile / la tua vita mi appare / realtà"; Möller commenta: "Pure le poesie romantiche da finocchi!".
Il sottotitolo, Memorie di un ebreo omosessuale nella Berlino nazista, è fedele all'edizione americana (An Underground Life: Memoirs of a Gay Jew in Nazi Berlin, University of Wisconsin Press, 1999) e si accorda, nell'edizione Einaudi, con il risvolto di copertina: "L'omofobia del regime nazista è forse meno nota del suo antisemitismo, ma ha generato anch'essa segregazioni, deportazioni, morti". Entrambe si allontanano dal titolo dell'edizione originale (Und Gad ging zu David. Die Errinnerungen des Gad Beck, Zebra Literaturverlag, 1995, poi Edition Dìa, 2002; il testo è scritto con Frank Heibert, suo primo editore): l'edizione americana per ragioni di coerenza editoriale (il libro è pubblicato nella collana "Living Out: Gay and Lesbian Autobiographies"); quella italiana, uscita in occasione della Giornata della Memoria, vi aderisce forse più per questioni di marketing, essendo lacunosissima in Italia la disponibilità di titoli su omosessualità e nazismo. È un peccato, perché si svia il testo dal suo equilibrio e dalla sua intenzione. Il Gad Peck narratore non ha alcuna esperienza della follia anti-omosessuale del regime nazista, lui stesso si tratteggia come l'innocente felice e non recede dal descriversi come responsabile dei primi contatti sessuali con persone molto più vecchie di lui, bambino dodicenne.
L'intenzione di Peck, occultata dal titolo italiano, resta però nel testo: nelle prime pagine l'autore racconta dei suoi genitori – la famiglia della madre era luterana, il padre era di famiglia ebrea – e descrive come due mondi così pregiudizialmente lontani fossero riusciti a unirsi, nel rispetto reciproco e delle tradizioni di ciascuno. "Questo modo (…) equilibrato di praticare un'ecumene ebraico-cristiana avrebbe potuto indicare nuove strade alla cultura mitteleuropea, se Hitler non avesse distrutto tutto". Siamo agli inizi degli anni trenta, presto Gad Peck, "mezzosangue", in un'esperienza comune a molte persone di tradizione ebraica, aderirà all'ebraismo facendone la sua identità politica, religiosa, esistenziale: Und Gad ging zu David, "Il mio cammino verso David cominciò allora". La traduzione, in un italiano faticoso, schiaccia il testo in una lettura incespicante, sottraendogli leggerezza e originalità.
Federico Novaro