Dietro il vetro sottile. Memorie di un ebreo omosessuale nella Berlino nazista

Gad Beck

Traduttore: L. Boschetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 19 gennaio 2010
Pagine: 198 p., Rilegato
  • EAN: 9788806197544
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Descrizione
L'omofobia del regime nazista è forse meno nota del suo antisemitismo, ma ha generato anch'essa segregazioni, deportazioni, morti. Nel 1933 Hitler mise al bando organizzazioni e pubblicazioni omosessuali, mentre Heinrich Himmler, il capo delle SS, predicava la completa eliminazione degli omosessuali. In quegli anni terribili Gad Beck, figlio di un ebreo austriaco e di una luterana tedesca, conduceva la sua infanzia e adolescenza a Berlino, scoprendosi in maniera naturale, e senza sensi di colpa, attratto dagli uomini. Nel cuore di una Germania che si avvia verso la persecuzione razziale più orribile, Gad vive il progressivo restringimento del suo spazio di vita, di lavoro e di espressione, ma non si arrende alle difficoltà e non rinuncia a gustare fino in fondo il sapore della giovinezza, dell'amicizia, dell'amore. Impegnato nei movimenti sionisti, entra a far parte di un gruppo clandestino che agisce a sostegno degli ebrei, fino a che non viene tradito da una spia della Gestapo, arrestato, torturato. Sarà l'arrivo delle truppe sovietiche a salvarlo da morte certa. In questo libro Gad Beck racconta con una voce freschissima e mai patetica l'avventura di un ragazzo ingenuo ma arguto, furbo ma profondamente buono, che riuscì a non farsi contaminare dalla paura e dall'orrore del totalitarismo nazista.

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Dietro il vetro sottile è una citazione da una poesia dell'autore: siamo a Berlino, a un passo dal crollo del regime nazista, l'Armata russa sta per entrare in città, il narratore, Gad Peck, che da tempo vive in clandestinità aiutando gli ebrei superstiti a vivere e, se possibile, a fuggire, è stato condotto alla Gestapo; di fronte ha Erich Möller [sic], famoso per i suoi crimini; Möller è in possesso di documenti che Beck aveva con sé al momento dell'arresto, sono liste, nomi, indirizzi, ricevute, prove dalle quali dipendono ora le vite sua e di decine di amici, amiche, parenti, ma dalla sua cartella Möller estrae dei fogli su cui Beck ha trascritto delle poesie, una di queste è dedicata a una sua amica, Karla Wagemberg (una delle componenti della tristemente famosa orchestra femminile di Auschwitz): "Vedo la tua foto / dietro il vetro sottile / la tua vita mi appare / realtà"; Möller commenta: "Pure le poesie romantiche da finocchi!".
Il sottotitolo, Memorie di un ebreo omosessuale nella Berlino nazista, è fedele all'edizione americana (An Underground Life: Memoirs of a Gay Jew in Nazi Berlin, University of Wisconsin Press, 1999) e si accorda, nell'edizione Einaudi, con il risvolto di copertina: "L'omofobia del regime nazista è forse meno nota del suo antisemitismo, ma ha generato anch'essa segregazioni, deportazioni, morti". Entrambe si allontanano dal titolo dell'edizione originale (Und Gad ging zu David. Die Errinnerungen des Gad Beck, Zebra Literaturverlag, 1995, poi Edition Dìa, 2002; il testo è scritto con Frank Heibert, suo primo editore): l'edizione americana per ragioni di coerenza editoriale (il libro è pubblicato nella collana "Living Out: Gay and Lesbian Autobiographies"); quella italiana, uscita in occasione della Giornata della Memoria, vi aderisce forse più per questioni di marketing, essendo lacunosissima in Italia la disponibilità di titoli su omosessualità e nazismo. È un peccato, perché si svia il testo dal suo equilibrio e dalla sua intenzione. Il Gad Peck narratore non ha alcuna esperienza della follia anti-omosessuale del regime nazista, lui stesso si tratteggia come l'innocente felice e non recede dal descriversi come responsabile dei primi contatti sessuali con persone molto più vecchie di lui, bambino dodicenne.
L'intenzione di Peck, occultata dal titolo italiano, resta però nel testo: nelle prime pagine l'autore racconta dei suoi genitori – la famiglia della madre era luterana, il padre era di famiglia ebrea – e descrive come due mondi così pregiudizialmente lontani fossero riusciti a unirsi, nel rispetto reciproco e delle tradizioni di ciascuno. "Questo modo (…) equilibrato di praticare un'ecumene ebraico-cristiana avrebbe potuto indicare nuove strade alla cultura mitteleuropea, se Hitler non avesse distrutto tutto". Siamo agli inizi degli anni trenta, presto Gad Peck, "mezzosangue", in un'esperienza comune a molte persone di tradizione ebraica, aderirà all'ebraismo facendone la sua identità politica, religiosa, esistenziale: Und Gad ging zu David, "Il mio cammino verso David cominciò allora". La traduzione, in un italiano faticoso, schiaccia il testo in una lettura incespicante, sottraendogli leggerezza e originalità.
Federico Novaro