Il dio del fiume

Wilbur Smith

Traduttore: R. Rambelli
Editore: TEA
Collana: Super TEA
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 maggio 2018
Pagine: 600 p., Brossura
  • EAN: 9788850250264
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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    28/08/2018 17:05:04

    Wilbur Smith è un abile scrittore e lo dimostra in questo libro, il migliore dei suoi romanzi sull’Antico Egitto. Nel corso della trama si avvicendano un gran numero di eventi, ben avvicendati e mai noiosi o ripetitivi. L’ambientazione quindi, oltre che ben costruita, si rivela molto varia, andando sulle sponde Nilo, nel deserto a est di quest’ultimo, nella savana e perfino sulle montagne dell’Etiopia. Solo alcune situazioni sembrano leggermente inverosimili. Le battaglie non sono niente male, sebbene contengano qualche motto di fantasia. I personaggi sono ben caratterizzati e intriganti. Ve ne sono molti che rimangono impressi: Tanus, Lostris, suo padre e molti altri. Ma Taita primeggia su tutti, rivelandosi un protagonista eccezionale, forse troppo eccezionale. È nobile, virtuoso e moderato, saggio, intelligente, competente ed esperto in qualsiasi campo, bellissimo d’aspetto, con una resistenza fisica non indifferente... non ha difetti in pratica. Anche se personalmente uno io glielo attribuirei: ha tradito, ha tradito il suo sovrano per i suoi amici, un crimine che non ammette perdono. Se lo avessi commentato anni fa, appena terminato, niente avrebbe potuto toglierli cinque stelle. Ora però tengo in considerazione anche un’altra questione: “Il dio del fiume” è da considerarsi come un romanzo storico, ma per quanto ben scritto è proprio a livello storico che si dimostra carente. L’autore è notoriamente un grande appassionato del continente africano, ma l’Antico Egitto a quanto pare non è propriamente il suo forte. La ricostruzione storica è caratterizzata da eventi ed elementi di fantasia, ideati dall’autore per puri fini narrativi. Sebbene gli vada riconosciuto il merito di mettere ben in evidenza la netta superiorità militare degli hyksos, basata non solo sui carri e i cavalli ma anche sui migliori archi da guerra. In altre parole sarebbe più giusto considerarlo un romanzo d’avventura ad ambientazione storica, piuttosto che un romanzo storico.

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    Alessandro

    28/08/2018 17:04:57

    Wilbur Smith è un abile scrittore e lo dimostra in questo libro, il migliore dei suoi romanzi sull’Antico Egitto. Nel corso della trama si avvicendano un gran numero di eventi, ben avvicendati e mai noiosi o ripetitivi. L’ambientazione quindi, oltre che ben costruita, si rivela molto varia, andando sulle sponde Nilo, nel deserto a est di quest’ultimo, nella savana e perfino sulle montagne dell’Etiopia. Solo alcune situazioni sembrano leggermente inverosimili. Le battaglie non sono niente male, sebbene contengano qualche motto di fantasia. I personaggi sono ben caratterizzati e intriganti. Ve ne sono molti che rimangono impressi: Tanus, Lostris, suo padre e molti altri. Ma Taita primeggia su tutti, rivelandosi un protagonista eccezionale, forse troppo eccezionale. È nobile, virtuoso e moderato, saggio, intelligente, competente ed esperto in qualsiasi campo, bellissimo d’aspetto, con una resistenza fisica non indifferente... non ha difetti in pratica. Anche se personalmente uno io glielo attribuirei: ha tradito, ha tradito il suo sovrano per i suoi amici, un crimine che non ammette perdono. Se lo avessi commentato anni fa, appena terminato, niente avrebbe potuto toglierli cinque stelle. Ora però tengo in considerazione anche un’altra questione: “Il dio del fiume” è da considerarsi come un romanzo storico, ma per quanto ben scritto è proprio a livello storico che si dimostra carente. L’autore è notoriamente un grande appassionato del continente africano, ma l’Antico Egitto a quanto pare non è propriamente il suo forte. La ricostruzione storica è caratterizzata da eventi ed elementi di fantasia, ideati dall’autore per puri fini narrativi. Sebbene gli vada riconosciuto il merito di mettere ben in evidenza la netta superiorità militare degli hyksos, basata non solo sui carri e i cavalli ma anche sui migliori archi da guerra. In altre parole sarebbe più giusto considerarlo un romanzo d’avventura ad ambientazione storica, piuttosto che un romanzo storico.

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    Michela

    08/06/2018 14:13:37

    Una bella avventura! Una piacevole lettura.

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    A.M.

    02/09/2016 18:09:23

    Disavventura durata 50 pagine. Tremendo!

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    And the Oscar goes to ....

    09/02/2016 11:58:24

    Trovo i libri di Wilburn Smith un po' tutti sempliciotti e scontati, ma al contempo un gradevole passatempo.

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    luca

    22/01/2015 09:06:44

    Stupendo!!! E' il primo libro che leggo di W.S. e devo dire che è un vero e proprio capolavoro, ti porta in tutto e per tutto nell'antico Egitto...descrizioni perfette e ben delineate...un libro che non ti stanca mai ma ti tiene incollato fino alla fine...è un peccato che finisca in appena 600 pag., sarei andato avanti per almeno altre 1000.

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    Guido

    02/04/2014 19:10:07

    Forse uno dei migliori di Smith! Questo libro è un continuo intrecciarsi di eventi che tengono il lettore attaccato al libro. Non posso non sperare in un secondo libro della saga ancora più bello!!!

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    Riccardo Banchi

    11/06/2013 13:44:05

    E' un ottimo ramanzo. Uno stile classico, che non toglie nulla ad una narrazione davvero avvincente. E' senza dubbio il migliore del "ciclo egiziano" ("Il settimo papiro" è ambientato al presente) e anche a distanza di anni restano vive le emozioni di quando leggevo quelle pagine. Lo consiglio davvero, Riccardo Banchi

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    Cristina

    20/10/2012 11:35:49

    Libro meraviglioso! Da anni era in libreria a casa e sentivo decantarne le lodi da parte dei miei genitori. Finalmente ho iniziato a leggerlo e dopo un impatto non molto convincente mi sono lasciata trascinare dallo schiavo Taita nelle loro avventure..! Lo stile descrittivo di W.S. è inconfondibile, quando si leggono le sue parole i paesaggi prendono vita davanti ai nostri occhi!! Riesce a farti affezionare ai suoi personaggi come pochi autori sanno fare, fino a farti commuovere... L'ho finito ieri sera, e già sento un po' la mancanza di quei posti esotici e dei loro abitanti... Lostris, Tanus e Taita hanno conquistato una piccola parte del mio cuore! Lo consiglio vivamente!

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    annalisa

    05/09/2012 13:40:07

    meraviglioso...un libro che ti entra nel sangue e rimane dentro di te. Indimenticabile insieme al successivo il settimo papiro...assolutamente da leggere

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    Giulia

    17/04/2012 11:16:12

    Bellissimo! Mi ha emozionata molto! Personaggi ben delineati, tanto che alla fine, quado arrivi all'ultima pagina, ti sembra di aver lasciato dei buoni amici! Consigliatissimo!

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    *Sir Psycho Sexy*

    08/01/2010 20:47:49

    davvero un buon libro...se la storia è un pò pesante o tralasciata in alcuni punti, i personaggi sono caratterizzati come in pochi altri libri che ho letto...di sicuro leggerò altro di Smith...

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    Laron

    21/04/2008 19:07:18

    Il piu' bel libro che ha scritto,avvincente, esotico,e mai noioso. Unico!

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    Cinzia

    19/04/2008 17:38:10

    …davvero un libro fantastico e magico. E’ il secondo suo libro che leggo e mi è piaciuto ancora di più del primo! ….fantastico. Stupendo il personaggio di Taita, anche se è un peccato chiamarlo schiavo! Bravissimo scrittore!

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    Priar#1

    03/12/2007 22:09:10

    E' il primo libro di W.S. che leggo. Prestato da un'amica è stata una piacevole sorpresa. Suggestive le ambientazioni con grossa capacità evocativa di profumi, comportamenti, paesaggi. Trama scontata con personaggi forse troppo stereotipati. L'eroe senza macchia, la principessa innamorata, il cattivo di turno con il vice invincibile. Taita doveva solo inventare i pannelli ad energia solare e le sospensioni attive dei carri oltre all'abs ed avrebbe completato una figura non proprio credibile. Un misto tra romanzo epico con un finale aperto ed un'opera divulgativa.

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    maria

    01/11/2007 15:14:47

    Sono due mesi che sono stata rapita dai romanzi egizi di wilbur smith...li ho quasi letti tutti in poco tempo e posso dire semplicemente che sono fantastici. Il narratore in prima persona ne "Il dio fiume" riesce a prenderti per mano e condurti insieme a lui lungo tutti i percorsi che affronta...una full immersion nella società egizia, con alcune note anche storiche, che ritengo molto interessanti...il resto, poi, è tutto da scoprire :-) Ottimo libro, quindi lo voto 5!

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    argo

    27/08/2007 20:23:20

    Bello. Sarà perchè a me piacciono i libri in cui scorre l'azione piuttosto che il pensiero, inteso come eccessivo cerebralismo. Sarà perchè lo stile é fluido e i periodi quasi sempre della lunghezza giusta. Sarà perchè i personaggi sono tratteggiati talmente bene che ci si entra subito in sintonia. E'vero, Taita é autoreferenziale al limite del parossismo, Tanus un po' troppo eroe puro e senza macchia, Lostris... come dire?? un po' leggera da adolescente, seriosa da grande. Ma sono comunque personaggi forti, che lasciano un segno e non si scordano, e noi li amiamo con i loro pregi e i loro difetti. Consigliato a chi ama l'avventura e la buona scrittura (e non si spaventa di fronte a tomi di oltre 600 pagine).

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    apofis

    27/08/2007 13:52:10

    buono in ogni suo apetto. le desrcizioni sono particolareggiate e la storia risulta alquanto avvincente. davvero originale inoltre questo racconto in prima persona.

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    Lidia

    22/05/2007 22:36:44

    Questo è stato il primo libro che ho letto di Wilbur e sono rimasta affascinata dalla dovizia di particolari, dalla trama avvincente, dai luoghi narrati così magistralmente che se chiudi gli occhi puoi immaginarti proprio lì... in compagnia del saggio Taita. Consigliato vivamente!

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    luca68

    22/05/2007 09:37:17

    Mi sento di dover andare contro corrente rispetto ai più e dare un voto medio. E' il 29° libro che leggo di Wilbur Smith e onestamente non capisco come si possa considerarlo il suo capolavoro. Certo lo stile molto descrittivo è simile agli altri romanzi, ma non sono riuscito a leggere tra le righe quell'amore che Wilbur Smith aveva dimostrato di provare per la propria terra, l'Africa nera. Certo il fascino dell'Antico Egitto è quasi senza pari al mondo, ma negli ultimi anni scrivere libri su tale argomento è diventata una moda e non sempre di alta qualità. In altre parole, questo libro finisce nel calderone, mentre i libri di Smith sull'Africa rimangono unici. E poi, la narrazione di Taita in prima persona che continua ad autoproclamarsi il miglior medico, architetto, ingegnere navale, stratega, etc. etc. etc. di tutto l'Egitto non lo rende certo simpatico. Complessivamente buono, ma mi auguro che Smith torni presto alla saga dei Courtenay.

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