Il dio del massacro

Yasmina Reza

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 24 agosto 2011
Pagine: 91 p., Brossura
  • EAN: 9788845926235
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Descrizione
Fin dalle primissime battute di questa commedia appare chiaro perché Roman Polanski abbia deciso di portarla sullo schermo - e perché attori come Isabelle Huppert, Ralph Fiennes e James Gandolfini abbiano voluto interpretarla a teatro. Nel lindo, assennato salotto borghese in cui due coppie di genitori si incontrano per cercare di risolvere, da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere, una questione in fondo di poco conto (una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli), vediamo sgretolarsi a poco a poco le maschere di benevolenza, tolleranza, buona creanza, e di correttezza politica, apertura mentale, dirittura morale; e sotto quelle maschere apparire il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto. Con uno humour e cinismo (e senza mai assumere il tono del moralista), in una lingua volutamente media, che sfodera tutto il suo micidiale potere, Yasmina Reza costruisce uno psicodramma, porgendo allo spettatore (e al lettore) uno specchio deformante nel quale scoprirà, non senza un acido imbarazzo, qualcosa che lo riguarda molto da vicino.

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Recensioni dei clienti

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    n.d.

    10/12/2017 23:48:25

    Semplicemente il testo dello spettacolo teatrale, si capisce come il film sia molto bello

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    Lady Libro

    28/03/2014 20:50:02

    Siamo in una stanza: due coppie di coniugi. I Reille e gli Houillè. Stanno seduti gli uni di fronte agli altri a discutere tranquillamente e civilmente riguardo una rissa avvenuta tra i rispettivi figli. Ma ben presto quello che sembrava un semplice incontro formale si trasforma in una vera e propria guerra, fisica e verbale, volta a ferire le scelte di vita e le personalità di ognuno dei presenti. La casa diventa così un campo di battaglia, le parole le pistole: la maschera di perbenismo e buona educazione che copriva i loro volti si sgretola, tirando fuori e rivelando quel "dio del massacro" che si cela in ognuno di noi, quell'Es freudiano che qui si libera dalle catene dell'Io, quel male che mira a uccidere il modo di agire e pensare altrui e mette in discussione un'esistenza intera, costretta a difendersi con le unghie e con i denti per non crollare a terra in fin di vita. Menefreghismo, malessere, pianti, nausee, urla, botte, vendette? Tutto ciò che è perverso è pronto a scatenarsi quando si tratta di avere l'ultima parola e difendere se stessi da accuse che sembrano ingiuste e minano la nostra integrità morale, la nostra filosofia di vita che ci è sempre sembrata giusta e ineccepibile. E'incredibile quanta devastazione e distruzione emotiva ci siano in appena novanta pagine di questo libretto, scritto a mo'di sceneggiatura teatrale non a caso: perché è proprio il logos la vera arma che, è risaputo, ferisce più della spada. Un logos semplicissimo e non ricercato, un piccolo sasso che, se lanciato, è perfettamente in grado di distruggere una muraglia intera, un malefico soffio di vento che fa crollare un castello di carte, una brezza marina che disgrega una costruzione di sabbia, mischiandola al suo male e trasportando questi granelli contaminati negli occhi e nel cuore della gente, costruendo pian piano la scultura di quel "dio del massacro" che, spinto dall'estremità delle circostanze esterne, uccide.

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    cesare

    01/08/2012 12:37:57

    Una pièce che sembra un compitino di scuola. Pallido, presuntuoso e malriuscito tentativo di emulare il quadrilatero di " Chi ha paura di Virginia Woolf ? " . Non ho visto il film di Polansky, ma la logica e l'onestà non prevedono che un capolavoro possa nobilitare ex post la matrice mediocre da cui ha attinto.

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    Lorenzo_pallacorda

    03/01/2012 19:10:07

    Breve commedia che si prefigge, nel mio caso non riuscendoci, di far riflettere sulle ipocrisie sociali e sulla fragilità delle convenzioni sociali e del buon senso. Battibecchi noiosi ed insensati che degenerano nell'assurdo (non quello beckettiano, ma un assurdo ben più banale). Forse in virtù delle grandi aspettative che avevo si è rivelato una delusione.

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    Francesca

    01/01/2012 17:57:45

    Due coppie di genitori che s'incontrano. Durante il colloquio cadono le maschere e le persone tornano ad essere quello che sono oltre le apparenze. Nulla di eccezionale ma leggibile.

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    vania

    29/10/2011 09:58:54

    ho acquistato questo libro sull'onda della pubblicita', dei commenti entusiastici letti e del fatto che Polansky ne ha tratto un film - e' decisamente un brutto libro, con dialoghi insipidi, senza grinta e senza eleganza, pietosi - ogni protagonista non ha personalita' e si esprime in una serie di banalita' infinite- manca la storia, mancano le idee , manca la dialettica , manca tutto.- forse c'e' solo un editore che ha voluto spingere questo libro a tutti i costi - difficile arrivare alla fine anche se il libro e' minuscolo .- non vale i soldi spesi, spero che il film sia migliore

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    emanuela

    04/10/2011 18:09:47

    Non ho ancora visto "Carnage", ma se il film di Polansky è forte e bello come questo testo, non bisogna proprio perderlo! E' davvero un testo formidabile, cattivo, della cattiveria della vita, con sprazzi di malinconia. Non c'è niente che si salvi, non la coppia e il matrimonio, non i figli, non l'impegno. Gli uomini sono dei poveretti, le donne delle stronze (scusate, ma quando ci vuole ci vuole), i bambini non si vedono, ma sono antipatici lo stesso.

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    massimo

    28/09/2011 07:52:28

    Accidenti, quanto veleno! Ma anche quanta profondità, quanta verità, quanta forza espressiva! Siamo davvero così? I personaggi di questa storia ci fanno pensare che dietro le sovrastrutture, l'educazione, l'abitudine a controllare le pulsioni, ci sia sempre, ancora, soltanto la bruta violenza. Come ai tempi delle caverne.

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