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Rosa Alberoni

Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2007
Pagine: 224 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817019590

Recensioni dei clienti

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    Luciano Dondero

    22/01/2016 12.46.46

    Ogni opinione deve potersi esprimere liberamente, anche le più sciocche e infondate. Ma a volte c'è da chiedersi perché invece di scrivere dei libri non ci si dedica a qualche hobby meno impegnativo, che so dipingere, ascoltare brani d'opera, raccontare delle favole. Per parlare di Darwin e di Michelangelo, invece, sarebbe opportuno sapere di cosa si sta parlando. Michelangelo chiaramente dipinge nella Cappella Sistina uomini e donne reali, contadini della Toscana o del Lazio, e non quelle eteree figure descritte nell'iconografia cristiana prima di lui. Umanizzando santi e beati, e persino lo stesso "dio padre" ci aiuta a capire che è l'uomo che ha creato dio, e non viceversa. Chi vuol credere è libero di farlo, ma "il Dio di Michelangelo"??? Quanto a Darwin, capire cosa abbia scritto e inteso veramente, è ben più arduo. Generazioni di biologi e di altri scienziati hanno talvolta dimostrato lacune e incomprensioni, figuriamoci chi lo vorrebbe usare come bersaglio per una futile battaglia religiosa. La cosa più importante di Darwin è che era uno scienziato, dunque qualcuno che sapeva che quello che poteva fare era dare un minimo contributo a fare chiarezza sulle nostre origini, e sull'evolversi della vita sul nostro pianeta. Ma il suo lavoro sarebbe stato continuato da altri, e modificato, ampliato, criticato, alterato, sviluppato. Ciò è infatti avvenuto, negli oltre 150 anni che ci separano da Darwin. La cosa notevole è che l'insieme delle sue concezioni sulla selezione naturale come meccanismo dell'evoluzione si è dimostrata valida. Oggi sappiamo che il DNA è l'essenza della vita, e che ogni essere vivente ha lo stesso meccanismo, dai batteri alle balene, dall'uva all'uomo. E abbiamo un'idea più chiara dei nostri antenati pre-umani e quasi-umani, e questo ci aiuta a capire che cosa siamo noi stessi: polvere di stelle!

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    Ignazio942

    06/05/2015 15.38.47

    Banale sciocchezzaio.

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    Linda

    30/03/2011 10.04.36

    Bellissimo libro. Mi dispiace per quelli che ne hanno dato un giudizio negativo con pretesti vari: chi non sopporta critiche al darwinismo non solo dimostra di avere dei preconcetti lui stesso (per poi rinfacciare a Rosa Alberoni di averne) ma dimostra anche di non sapere che le teorie di Darwin non sono per niente scientifiche, mancano di diversi anelli "inspiegabili", e sono accettate acriticamente (come si vede, e sono intoccabili, cosa che non è ugualmente scientifica) solo perchè enunciate da un ateo. Andatevi a leggere quello che scrive Darwin su chi va sterminato e chi no, e cose varie, poi ci direte se quello che dice quest'uomo è scientifico

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    VINCENZO DE STEFANO

    06/02/2010 15.48.11

    Bellissimo libro, chiaro, onesto e coraggioso, come del resto tutti i libri di Rosa Alberoni. Le critiche sono preconcette, arroganti e ideologizzate! Consiglio a tutti di leggerlo e di leggere gli altri libri dell'autrice.

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    Simone

    14/02/2009 20.45.57

    La più grande cavolata che io abbia mai letto. Avevo visto la presentazione del libro in TV e già essa mi aveva colpito per la sua demenzialità (da ricordare la battuta sul "fisico bestiale").Il libro però è peggio: le accuse sono del tutto insensate e dettate da una non conoscienza dell' argomento. Io non ci posso far niente se la Alberoni odia imotivatamente Darwin, considera ignorantemente gli animali "inferiori" o se a capito male la teoria dell' evoluzione, però un consiglio posso darglielo.Signora Alberoni, prima di scrivere di cose che non conosce, si informi!

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    Stefano

    28/01/2008 14.36.10

    Confermo in pieno il giudizio di David. Quanto espresso da questo libro è totalmente fuori da qualsiasi validità argomentativa. Chi scrive non conosce nulla del darwinismo e mistifica completamente affermazioni di Einstein isolandole dal contesto. Credere che il darwinismo sia fondato sulla casualità evolutiva significa non aver compreso nulla del pensiero di Darwin e questo è testimoniato dal fatto che l'autrice non si confronta e nemmeno cita nessun teorico attuale vicino al neodarwinismo (vedi es. Dawkins). Prende Einstein e lo ritiene uno scienziato a favore del creazionismo... ma per favore! Quando Einstein affermò "non posso credere che Dio giochi a dadi con l'universo" non voleva certo implicitamente affermare l'esistenza di dio, ma solo l'incredulità sul fatto che in natura non ci sia regolarità. Tale libro è tutto tranne che credibile e se i creazionisti si devono appoggiare a questa scrittrice allora la loro stampella è molto fragile....

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    Paolo Galfione

    28/01/2008 11.43.49

    Ho acquistato questo libro per pura curiosità, dopo aver visto in TV il servizio sulla sua presentazione. Il contenuto è terribile. L'apologetica dell'autrice è densa di immagini e priva di attualità, rifacendosi totalmente a posizioni tradizionali del canone cattolico. Ovviamente il rifiuto del darwinismo – rifiuto a priori e ideologico – è quello classico di chi non ha capito (o non ha voluto capire) niente della grande teoria dell’evoluzione. La comprensione del meccanismo evolutivo basato su caso e necessità non presenta la necessità di alcun impianto ideologico perché si tratta del modello concettuale più efficace per spiegare la trasformazione del vivente. Persino io, che non sono un addetto ai lavori, sono riuscito a cogliere la semplicissima complessità che sta alla base di questa teoria anche se vent’anni di lavoro nel settore informatico probabilmente aiutano a capire i sistemi complessi in evoluzione più di quanto possa farlo la lettura della bibbia. Curioso che l’autrice citi Einstein a supporto delle proprie argomentazioni quando è noto che il grande scienziato si proclamasse ateo rispetto alle grandi religioni teistiche e il suo fosse più un sentimento di meraviglia spinoziana nei confronti dell’universo/dio. La parte del cattivo la fa invece il giovane professore evoluzionista Tempo Pievani che, peraltro, cattivo lo è davvero nei confronti delle credenze meta-fisiche. Anche in questo caso però Pievani può essere critico al punto da riuscire poco simpatico ma le sue posizioni non mi sembrano così ideologiche. Insomma, questo libro è un bruttissimo esempio di cultura reazionaria di cui di questi tempi se ne farebbe volentieri a meno se non fosse che sono proprio i tempi di grande incertezza che favoriscono le posizioni meno intelligenti.

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    David

    22/11/2007 10.29.35

    Si sperava che nel mondo occidentale un certo tipo di creazionismo fosse limitato alle zone più retrive e bigotte del sud degli Stati Uniti.Evidentemente ci si sbagliava. In una università italiana insegna una professoressa che ritiene il darwinismo nient'altro che un'invenzione per sovvertire la civiltà giudaico-cristiana da parte di un gigantesco complotto mondiale degli scienziati e dei no-global. Come facciano a ordire insieme trame oscure due categorie che non si possono vedere tra di loro non è facile da capire. L'autrice, in ogni caso, ci fa sapere che la risposta all'orrenda macchinazione in atto consisterebbe nel far partecipare anche i popoli a questa discussione. In sostanza la verità scientifica non dovrebbe nascere da un processo di esperimenti e verifiche, ma da una decisione presa a maggioranza da persone per lo più prive di qualsiasi nozione. Non si capisce perché questa procedura debba essere limitata all'evoluzionismo darwiniano e non estesa alla teoria delle superstringhe o a quella del big bang. Una stellina soltanto perché IBS non consente di darne meno.

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