Dio. Un'ipotesi sbagliata. Perché la scienza non crede in dio

Victor J. Stenger

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Traduttore: M. Vignali
Editore: Orme Editori
Collana: Il cannocchiale
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 14 giugno 2011
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788888774893
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Victor Stenger, fisico di fama internazionale, riaccende la polemica mai sopita tra fede e scienza, e smantella uno a uno i capisaldi delle più diffuse religioni del mondo. E possibile dimostrare scientificamente l'esistenza di un architetto divino? Quanto sono dimostrabili l'immortalità dell'anima o la veridicità delle profezie, pilastri di ogni credo religioso? Esclusivamente la religione può arrogarsi il titolo di guida spirituale dell'umanità? Sono solo alcune delle domande alle quali l'autore risponde affrontando il problema dell'esistenza di Dio alla stregua di una comune ipotesi scientifica. Prendendo in esame gli studi condotti da rispettabili istituti di ricerca sul potere della preghiera, gli scritti di filosofi che a lungo hanno meditato sul problema di Dio e i lavori di biologi, geologi e astronomi, Stenger conclude che tutti questi tentativi non sono stati in grado di dimostrarne l'esistenza: "L'idea di Dio, che è vaga, fumosa, sfuggente, è più facile identificarla nel "bisogno" che non in un'idea definita, come tenta di fare la Chiesa cattolica con il suo catechismo". Introduzione di Cristopher Hitchens.
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    Tiktaalik

    14/11/2018 12:30:03

    Prima vorrei ringraziare IBS perchè ho comprato il libro usato ma è come nuovo.Stenger racconta risposte scientifiche plausibili a domande fondamentali.Perchè esiste qualcosa e non il nulla?Perchè il nulla è instabile.L'universo ha bisogno di un creatore?No,se è privo di confini,e così via.Interessante la spiegazione che l'entropia dell'universo fosse al massimo livello quando esso è nato,nonostante dopo l'entropia abbia continuato a crescere.In sostanza il testo risponde ai credenti che evidentemente non si accontentano della fede,e cercano indizi del soprannaturale:questi indizi non sono stati trovati.Nelle conclusioni il discorso è meno tecnico e più umanistico.Stenger non rinnega valori universali,la famiglia,il lavoro,lo svago,l'arte, e ritiene la scienza fonte possibile d'ispirazione e conforto,mentre il conforto religioso spesso non si rivela tale.Tutti siamo peccatori,la promessa di un aldilà reca anche il terrore di non trovarsi dopo al cospetto di Dio,di contro l'ateo può godere del conforto dell'assenza di timori dopo la morte.Stenger riconosce che la preghiera e la meditazione possono dare temporanea sensazione di pace e serenità,per svuotamento di sè,in particolare il buddhismo,ma egli al nirvana preferisce le gioie e i dolori della vita.

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