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Antonio Scotto di Carlo

Editore: Youcanprint
Anno edizione: 2012
Pagine: 504 p., Rilegato
  • EAN: 9788866185963
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Recensioni dei clienti

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    Mirella

    08/09/2016 07.55.37

    l libro racconta la vita di Beethoven dal 1808 presumibilmente fino al 1822, a raccontarla è un nostro contemporaneo che mentre in teatro assiste ad un concerto con le musiche di Beethoven viene catapultato a Vienna dove vive il grande musicista tedesco del quale diventa servitore e amico.Il racconto inquadra la vita del musicista nel momento storico in cui si svolge quindi ci sono riferimenti alle vittorie di Napoleone, alla sua ascesa e al suo declino e ovviamente si cita il Congresso di Vienna che in quel momento domina la scena politica europea. Nella narrazione l'autore ci presenta sì le opere del grande maestro, ma soprattutto mostra il suo difficile carattere, il suo stile di vita e l'Amore per Josephine von Brunswick forse la famosa "Amata Immortale". Lo stile di Scotto di Carlo è molto vario, talora artificioso e prolisso, l'eccessivo uso di termini desueti, ma non giustificati dal periodo storico nel quale è ambientato il libro, rende a tratti la lettura un po'irritante specialmente a una come me che deve capire le parole nonostante siano chiare nel contesto...ovviamente un libro così arricchisce molto ma fermarsi per andar a cercare significati spezza il ritmo della lettura che non voglio certo scoraggiare, il libro E'molto bello e la storia prende, l'uso della lingua italiana è perfetto, non si trova (o almeno non ho trovato) né un refuso né un'incongruenza nonostante i voli temporali, a tratti fa sorridere,a tratti fa piangere, a tratti fa riflettere, è infarcito da belle citazioni ?insomma c'è la vita. La cosa che lo rende ulteriormente pregevole è che l'autore, pur raccontando il rapporto strettissimo tra Beethoven e il nostro coevo riesce a non crear mai situazioni nel passato che possano "modificare il presente".Perchè leggerlo?perché è capace di portarti a Vienna nella stanza dove Stieler dipinge il famoso ritratto di Beethoven con la cravatta rossa ma soprattutto perché Beethoven è VERAMENTE un dio.

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    AdrianaT.

    08/07/2014 10.30.25

    È un romanzo articolato, dal sapore classico, da leggere con calma, in un ottimo italiano colto e ricercato ma comunque fruibile. E' un bel viaggio. Un viaggio nel tempo, nella musica, nell'amore e nell'amicizia; un'affascinante commistione fra presente e passato in un registro intrigante. Mi è piaciuta l'idea fin da subito e mi ci sono ritrovata dentro in un attimo. Nella storia non c'è solo musica ed avventura temporale; ci sono anche riflessioni e considerazioni esistenziali affatto banali e meritevoli d'attenzione. C'è da imparare da questo libro; c'è introspezione, saggezza, profondità e storia. Bella la passione per la musica e l'amore per Beethoven che l'autore riesce a trasmettere: rende reale e ti avvicina a questo mitico personaggio. L'intreccio che Scotto è stato in grado di creare è ben costruito e credibile in quanto, oltretutto, la veridicità storica degli eventi è attendibilissima. Non mancano nemmeno situazioni buffe e divertenti e c'è un bel tocco d'ironia, dialoghi sciolti e battute efficaci. Consigliatissimo agli appassionati di Beethoven e non.

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    Alberto Sposito

    27/04/2014 15.27.57

    Un libro "sui generis", che si può comunque approssimare ad una biografia romanzata, anche se mescola stili diversi, creando un libro unico, appunto. Vi si trovano anche vari temi: sogno, tempo, amore, musica... Ricco di colpi di scena, questo romanzo irretisce il lettore, impedendogli d'interrompere la lettura, quasi fosse un giallo da leggere tutto d'un fiato. Nonostante la mole, è un libro che si legge facilmente e abbastanza velocemente. Ci sono passaggi lenti, perché descrittivi o riflessivi, ma prevalgono le parti dialogate e d'azione; in ogni caso, le riflessioni non sono mai banali ed anzi inducono lo stesso lettore a pensare ed a riflettere. Infine, una volta arrivati all'ultima pagina di questo volume, il lettore sarà portato ad iniziare subito il successivo ("Il Dio Sordo. IX") per sapere come prosegue e si conclude questo romanzo. Raccomando questo libro a tutti, sia agli appassionati di musica classica e di Beethoven in particolare, sia a chi non conosce niente di musica, che magari potrebbero così avvicinarsi alla scoperta della musica classica e di Beethoven; lo consiglio ai lettori casuali, come a quelli accaniti, così come ai lettori interessati a biografie (romanzate e non), romanzi storici, gialli o romanzi rosa. Come detto all'inizio della mia recensione, questo libro mescola così tanti generi, da accontentare i gusti di tutti. Insomma, in poche parole, un libro da leggere!

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    Andrea P.

    31/12/2013 12.44.32

    Ho letto questo libro incuriosito dal suo ruotare attorno a Beethoven (uno dei miei compositori preferiti, se non il preferito in assoluto) e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che non si limita a proporre una cartolina della Vienna dei primi dell'800, ma ha una trama decisamente intrigante che mantiene sempre vivo l'interesse del lettore. La ricostruzione storica degli eventi è molto credibile, tranne qualche episodio di fantasia dell'autore che chiunque conosca un minimo la biografia di Beethoven saprà riconoscere. Ma soprattutto è da menzionare la ricostruzione del carattere dei personaggi, specie di Beethoven, che risulta veramente vivo e reale. Si vede che l'autore ha un debole per questo gigante della musica. Personalmente ho anche apprezzato l'inserimento nel contesto del racconto di riflessioni brevi ma interessanti su tematiche più profonde. Le pecche per me sono poche, principalmente una tendenza un po' esagerata del protagonista a creare pasticci (o a rischiarli) e una forma italiana che per i miei gusti avrebbe potuto essere anche un po' più ricercata senza scadere nella leziosità. In definitiva trovo questo libro adatto sia a chi ama Beethoven e la sua musica, sia a chi non lo conosce se non di nome (tra l'altro fornisce spunti interessanti per inziare ad ascoltare alcuni dei suoi lavori principali).

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    Cristina

    10/11/2013 14.14.00

    Due aspetti di questo romanzo mi hanno attratta: il viaggio nel tempo e l'amore per la musica. Ho sempre pensato quanto sarebbe bello far sapere ai grandi autori della classica, questi benefattori dell'umanità, che la loro musica è ancora oggi suonata, coltivata, venerata da tanti appassionati e da tanti giovani e validissimi esecutori. Presto mi son dimenticata del viaggio nel tempo e mi sono concentrata sulle vicende umane di Ludwig. L'autore con grande affetto e cura ne ricostruisce la vita quotidiana fatta oltre che di genialità artistica e creativa anche di umile sofferenza umana sia per le infelici relazioni sentimentali e familiari che per la cattiva salute. Sarà per la cospicua quantità di pagine ma alla fine mi sentivo così vicina al Maestro che provavo una certa invidia per il suo servitore narrante. Ci sono libri che apprezzi fin dalla prima pagina e altri che ti prendono passo dopo passo. Questi sono di solito quelli a cui mi affeziono di più.

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    Mary

    09/10/2013 11.59.57

    Un libro stupendo che colpisce per la delicatezza e la scorrevolezza nonostante il titolo impegnativo. Attraverso un viaggiatore temporale, rapito indietro all'epoca di Beethoven mentre era in teatro, si vivono i turbamenti, le gioie e le sofferenze del Maestro. Nonostante io non sia affatto una cultrice di musica classica, questo romanzo mi ha permesso di scoprire un mondo che ignoravo un bel pò (perchè considerato eccessivamente "d'elite" per me); così mi sono ritrovata ad ascoltare la musica di Beethoven e grazie al libro e alla sua magia, ho scoperto sensazioni che pensavo che questa musica non fosse in grado di darmi. L'aulicità dello stile non appesantisce il racconto, anzi lo rende più delicato ed etereo ed alcune scene mi hanno colpito per la potenza dell'espressione. Auguro vivamente allo scrittore di diventare sempre più conosciuto perchè di romanzi così in giro ce ne sono davvero pochi!

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    ru

    03/07/2013 14.11.50

    Ho trovato questo libro bellissimo! Era da tanto che un romanzo non mi emozionava così. L'ho comprato tramite il passaparola, ormai unica propaganda per un esordiente, e devo ringraziare l'amico che me lo ha fatto conoscere.Mi dispiace che l'editoria sia ormai una lobby che pubblicizza romanzi che a volte non valgono un centesimo del loro prezzo (di esempi ne avrei tantissimi) e lascia scrittori come questo autore in un'oscurità davvero incomprensibile. Lo stile è splendido, vengono "raccontati" sentimenti in maniera così limpida che li riconosciamo come nostri. Ho amato tanto questo libro e quando l'ho finito ne ho subito sentito la mancanza. Non so come esprimere oltre il mio entusiasmo se non consigliandolo veramente a tutti coloro che oltre ad una trama cercano in un romanzo qualcosa di più intimo, qualcosa che ci resta dentro anche dopo l'ultima pagina . Vorrei fare gli auguri a questo scrittore esordiente affinché possa regalarci altri momenti veramente unici!

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    Gresi

    13/05/2013 18.47.05

    Concepito forse come il frutto di una passione coltivata per tanti anni e affacciandosi dunque per la prima volta nel campo dell'editoria italiana proprio grazie a questa sua prima opera d'esordio, la lettura di Il dio sordo non poté non rivelarsi a questo proposito come una piacevolissima sorpresa. Una scoperta originale e del tutto stupefacente dovuta forse dall'abilità dello stesso Scotto, nell'aver saputo conferire all'opera quel qualcosa che nel proprio piccolo riesca a tramutarne l'opera come un vero e proprio gioiellino da non perdere assolutamente. Imbevuto d'interessanti concezioni filosofiche, di piccoli ma essenziali aforismi - dovuti probabilmente dall'esperienza dell'autore che questi propina al protagonista -, metafore toccanti e suggestive, frasi poetiche sublimi e struggenti ma anche delle più toccanti e romantiche canzoni di Baglioni e dei poemi cavallereschi, Il dio sordo non è altro che un inno alla vita, all'amore e alla musica. Un opera elogiativa che esalta l'importanza della musica, vista nel romanzo alla stessa maniera cui un avido lettore si appresterebbe nel descrivere la propria passione per i romanzi, e di cui Scotto mette qui in evidenza in un suo più importante passo. Esso è inoltre l'evidente dimostrazione di come i rapporti famigliari non siano sempre sereni; testimonia la celebrazione delle più tormentate paure dello stesso Beethoven e inoltre, innalza la sua completa dedizione al suo amore segreto. Lode particolarmente affine a quella amorosa dei poeti romantici, qui descritta dall'autore come una sorta di mezzo del protagonista per tuffarsi verso l'ignoto, e resa inoltre vivida grazie alla concezione amorosa proustiniana cui l'autore attingerà al fine di renderla in tutta la sua fierezza. Rifacendosi quindi alla filosofia di Proust, di Goethe o al lirismo di Mozart, nonostante non appaia come un romanzo d'avventura o d'azione, con Il dio sordo l'autore saprà tuttavia come intrattenere il pubblico.

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    Claudio

    06/05/2013 22.46.06

    Ho letto Il dio sordo in pochi giorni, ne sono rimasto davvero impressionato, per la maestria in cui è stato scritto, per i concetti profondi, l'ironia e la poesia di certi passaggi. Ho addirittura sottolineato interi paragrafi in cui affianco ho scritto un commento in merito a riflessioni che il detto paragrafo mi aveva fatto nascere, questo anche perché ho intenzione di rileggermi di tanto in tanto quelle autentiche perle di saggezza. Un libro talmente coinvolgente e scritto bene da non riuscire a comprendere come non sia stato pubblicato da un gran editore, ma di certo questo è un libro di cui prima o poi se ne sentirà parlare. Forse spaventa la sua mole, ma chi provasse a leggerlo, tanto lo leggerebbe d'un fiato, ne sono sicuro. Forse spaventa il genere, che poi genere non è. Uno potrebbe pensare che sia una biografia e non leggerlo per questo: quale perdita per lui! Certo, può non piacere a qualcuno, ovvero a tutti quelli a cui non piace Proust, o Svevo, o Umberto Eco, perché è solo a questi tre grandi che mi sentirei di equipararlo. Comunque anche la Recherche di Proust non è stata capita all'inizio, quindi comprendo come mai non lo sia stato questo anche se mi fa tanta amarezza. Questo libro è un inno all'amore, all'arte, alla musica e oserei dire anche ai sogni, leggerlo è stata una continua riscoperta. Inoltre è un romanzo ironico, divertente e persino ricco di suspence, Antonio Scotto non ha fatto mancare nulla a noi fortunati che hanno avuto l'opportunità di leggere il suo meraviglioso libro. Sono sicuro che Antonio diventerà uno dei più autorevoli romanzieri in Italia e io sarò contento di aver assistito alla sua genesi...

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