Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2017
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788806234522

14° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Controllo politico e libertà - Diritti umani

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    Cinzia Cavallo

    14/06/2017 10:01:44

    L’età dei diritti, immaginata come un percorso di coscienza e di umanità, mostra invece il suo lato oscuro di realtà che fa “scempio di vite, di cultura, di dignità”. G. Zagrebelsky inizia qui la sua ricerca per individuare il punto di rottura in cui, dopo un percorso di acquisizioni folgoranti, il concetto di diritto abbia subito un’involuzione tale da ritornare ad essere una bandiera per i potenti. Già N. Bobbio in fine vita ragionava di un arretramento nei diritti, luogo di libertà e di un avanzare dei doveri come carico di sudditanza per i più deboli. G. Zagrebelsky s’addentra nella natura dei diritti, mostrandone la sostanziale ambiguità. Come Giano bifronte possono volgersi sia verso i potenti insofferenti delle costrizioni sociali e in cerca di libertà d’impresa, sia verso la classe dei sottoposti debole ed indifesa che chiede d’essere liberata dal proprio stato servile. Così accade che, mentre il diritto giuridico afferma la pretesa di volontà e la garanzia fornita dall’autorità al diritto personale, quello soggettivo rispetta la volontà universale dell’uomo astratto che persegue la realizzazione di sé stesso come umanità. Nella personale ricerca di felicità, se prima esisteva la possibilità di occupare spazi vuoti per mettersi alla prova della vita, in un mondo globalizzato e chiuso sono scomparsi gli spazi aperti da occupare. Da qui l’odio contro popoli di migranti in fuga da condizioni di vita intollerabili e per questo ridotti a massa senza approdo per la quale i diritti sono sospesi. Tra diritti e stili di vita giustificati con la violenza scompare qualsiasi garanzia per le generazioni future. Se una politica meschina continua a dissipare beni pubblici, diventa perentorio difendere i beni comuni a vantaggio di tutti. Zagrebelsky ammonisce che i diritti dei senza diritti possano essere sottratti all’arbitrio dei potenti con una lotta vigile e costante condotta in alleanza con le forze sociali e con il sostegno di dinamiche economiche e culturali.

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    angelo

    22/04/2017 17:26:23

    Ingredienti: il rapporto conflittuale tra diritti e doveri, la ricerca delle radici di felicità e dignità, il delicato equilibrio tra spazi pieni e vuoti in politica e società, lo scontro tra le speranze degli ultimi e le certezze dei potenti. Consigliato: a chi vive sulla propria pelle dubbi e inquietudini del presente, a chi crede che solo i propri diritti non abbiano confini.

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Indice

Prologo

I. L'età dei diritti e la sua contraddizione

II. La resa

III. Dalla parte di chi?

IV. Ambiguità dei diritti

V. La signoria delle volontà

VI. Il sommo diritto: la felicità

VII. Spazi vuoti e spazi pieni

VIII. La lezione di Pasqua

IX. Felicità e infelicità

X. Trinità mondana

XI. La fama

XII. Ingordigia

XIII. Diritti violenti

XIV. Diritti innocenti?

XV. Stili di vita

XVI. Senza «diritto di avere diritti»

XVII. Dai diritti ai doveri

XVIII. Il «primato»

XIX. Dopo la seconda guerra mondiale

XX. Dopo la rivoluzione informatica

XXI. Debiti e crediti intergenerazionali

XXII. Impasse

XXIII. Incubazione

XXIV. Beni comuni

XXV. Exit